IQOS e sigarette classiche: “Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio”. Intervista al professor Francesco Fedele

IQOS e sigarette classiche: “Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio”. Intervista al professor Francesco Fedele

IQOS e sigarette classiche: “Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio”. Intervista al professor Francesco Fedele
Autorizzando la commercializzazione delle IQOS con la dicitura di prodotto del tabacco a rischio modificato, la Fda statunitense opera una distinzione tra i prodotti a tabacco riscaldato e le sigarette classiche e sostiene, sulla base di evidenze scientifiche, che le IQOS espongono il fumatore a meno sostanze tossiche.

La Food and Drug Administration (Fda) ha autorizzato la commercializzazione del sistema IQOS di Philip Morris con la dicitura di prodotto “ad esposizione modificata”. Non si conoscono ancora gli effetti dei prodotti a tabacco riscaldato sulla salute, ma questa decisione dell’ente americano indica che non bisogna fare “di tutta l’erba un fascio”, e che c’è una differenza tra le sigarette classiche e i dispositivi alternativi, come sottolinea Francesco Fedele, professore ordinario Cardiologia Sapienza Università di Roma.
 
Professore, cosa implica la dicitura di prodotto del tabacco a “rischio modificato” (MRTPs)?
Con questa dicitura l’Fda sostiene che con il sistema IQOS c’è una modificata esposizione al rischio rispetto alle sigarette classiche.
È importante che venga fatta una distinzione tra un prodotto e l’altro. Le sigarette, così come le IQOS, contengono la nicotina, un alcaloide che da dipendenza e che, al limite, ha degli effetti diretti sull’apparato cardiovascolare (aumenta l’attività simpatica, può avere effetti tossici sull’endotelio dei vasi), e contengono tabacco che, anche quando non viene bruciato, ha dei componenti dannosi.  La combustione della sigaretta poi produce una serie di sostanze cancerogene e tossiche per l’apparato respiratorio e cardiocircolatorio. Esistono delle evidenze che dimostrano una minore esposizione a molecole tossiche e cancerogene se il tabacco viene riscaldato e non bruciato.

Al momento non possiamo dire però quali sono gli effetti di questi prodotti sulla salute..
Per sapere se queste sigarette alternative siano meno dannose per la salute occorre un follow-up più lungo. Parliamo di patologie che hanno un lungo tempo di latenza, quindi una riflessione sugli effetti sarà possibile confrontando a 5, 10, magari 15 anni le condizioni di chi fuma le sigarette classiche, chi usa i dispositivi IQOS e chi non ha mai fumato.

Quale dovrebbe essere secondo lei il target di questi prodotti?
Una cosa è certa: bisogna smettere di fumare. Con l’astensione completa dal fumo si vince la battaglia. Da medico però vedo moltissimi pazienti che, anche dopo un evento cardiovascolare acuto, non smettono di fumare, nonostante un counceling o dopo essere stati indirizzati verso centri antifumo. Non ci riescono. Per queste persone un prodotto che espone a meno sostanze tossiche potrebbe essere un’alternativa. Non si sa se questo avrà delle ricadute sulla patologia, ma almeno i pazienti assorbirebbero meno composti dannosi, e questo è un fatto. Non lo vedo come un sistema per smettere di fumare, e in particolare bisogna dire ai giovani di non fumare, se fumano di smettere e non bisogna indirizzarli verso questo tipo di sigaretta. Ma lo vedo come uno strumento per coloro che deliberatamente non vogliono smettere di fumare.
 
C.d.F.

 

14 Luglio 2020

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