L’Fda lancia l’allarme: protesi al seno associate a un raro tumore

L’Fda lancia l’allarme: protesi al seno associate a un raro tumore

L’Fda lancia l’allarme: protesi al seno associate a un raro tumore
Al momento è poco più di un’ipotesi, ma l’agenzia americana chiede ai medici di segnalare ogni caso di lifoma anaplastico a grandi cellule in donne con protesi al seno. E alle donne di monitorare attentamente il loro seno.

La Food and Drug Administration ha annunciato una possibile associazione tra l’impianto di protesi al seno (sia saline sia al silicone) e la comparsa di una rara forma di tumore: il lifoma anaplastico a grandi cellule. Per l’agenzia americana l’aumento di rischio è basso, ma comunque significativo, pertanto ha richiesto agli operatori sanitari di segnalare ogni caso di linfoma in donne con protesi al seno.
“Abbiamo bisogno di una maggiore quantità di dati”, ha affermato William Maisel, del Center for Devices and Radiological Health dell’Fda. “Stiamo lavorando con l’American Society of Plastic Surgeons e con altri esperti del campo per mettere a punto un registro dei pazienti con protesi al seno che ci possa aiutare a comprendere meglio lo sviluppo di lifoma anaplastico a grandi cellule in donne con protesi al seno”.
A oggi, all’Fda risultano 60 casi di linfoma in tutto il mondo in donne con protesi al seno, un numero difficilmente verificabile visto che non esistono sistemi di rilevazione. Carente anche la letteratura scientifica sul tema: l’agenzia americana ha passato in rassegna gli studi pubblicati tra il gennaio 1997 e il maggio 2010 (dove sono segnalati 34 casi), così come le informazioni in possesso di altre agenzie regolatorie e dei produttori di protesi al seno.
 Nella maggior parte dei casi l’identificazione del tumore è avvenuta nel corso di visite mediche richieste dalle pazienti a causa di sintomi connessi all’impianto della protesi, come dolore, gonfiori, asimetrie tra i due seni.
Per l’agenzia americana è ancora presto per trarre conclusioni, ma invita medici e pazienti a prestare la massima intenzione. I medici sono invitati a tenere a mente anche la possibilità di lifoma anaplastico a grandi cellule quando si trovano a visitare una donna con accumuli di fluido intorno alla protesi e segnalare ogni caso identificato. Le donne, invece, non devono cambiare nulla nella loro routine medica dal momento che il lifoma anaplastico a grandi cellule è molto raro, ma devono comunque prestare attenzione ad alterazioni del seno.
L’Fda ha comunque messo a disposizione della comunità scientifica e degli operatori sanitari il dossier completo delle ricerche scientifiche compiute finora sul tema (in allegato).
 

28 Gennaio 2011

© Riproduzione riservata

Ebola Bundibugyo. L’Oms convoca gli esperti: “Nessun vaccino né terapia approvati, solo studi clinici”
Ebola Bundibugyo. L’Oms convoca gli esperti: “Nessun vaccino né terapia approvati, solo studi clinici”

Non esistono attualmente terapie o vaccini specificamente autorizzati per la prevenzione e il trattamento della malattia da virus Bundibugyo (BVD), il ceppo di Ebola che sta colpendo la Repubblica Democratica...

Da Aifa via libera alla rimborsabilità di 4 nuovi farmaci, 5 estensioni terapeutiche e 2 equivalenti
Da Aifa via libera alla rimborsabilità di 4 nuovi farmaci, 5 estensioni terapeutiche e 2 equivalenti

Il Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) di quattro nuovi medicinali, cinque estensioni di indicazioni terapeutiche e...

Sclerosi multipla, dall’ascolto dei pazienti alle politiche pubbliche: nasce la roadmap 2030 per cure, diritti e progetto di vita
Sclerosi multipla, dall’ascolto dei pazienti alle politiche pubbliche: nasce la roadmap 2030 per cure, diritti e progetto di vita

C'è una generazione di persone con sclerosi multipla che oggi può immaginare il proprio futuro in modo diverso rispetto al passato. Merito di diagnosi sempre più tempestive, terapie capaci di...

Comitati di Etica e Bioetica di Italia, Portogallo e Spagna approvano parere congiunto sull’IA in sanità
Comitati di Etica e Bioetica di Italia, Portogallo e Spagna approvano parere congiunto sull’IA in sanità

Il Comitato Nazionale per la Bioetica dell’Italia, il Consiglio Nazionale di Etica per le Scienze della Vita (Cnecv) del Portogallo e il Comitato di Bioetica della Spagna hanno approvato un...