La rivoluzione del laser endovascolare

La rivoluzione del laser endovascolare

La rivoluzione del laser endovascolare
Indolore e in anestesia locale, il laser endovascolare per il trattamento dell’insufficienza venosa degli arti inferiori consente al paziente di riprendere immediatamente la vita quotidiana e le attività lavorative. Senza contare i suoi vantaggi sanitario-economici

 “L’evoluzione delle tecniche chirurgiche permette oggi di utilizzare la luce LASER per curare l’insufficienza venosa cronica degli arti inferiori. Il trattamento LASER è vantaggioso sotto molteplici aspetti. Per il Paziente, innanzitutto: l’intervento, che viene effettuato in anestesia locale, è del tutto indolore e preserva l’estetica dell’arto inferiore perché effettuato per via assolutamente mininvasiva. Il Paziente può riprendere, immediatamente dopo, le attività della vita quotidiana e, soprattutto, il lavoro. Questo si traduce sia in un sensibile abbattimento degli oneri di degenza e di assistenza post-operatoria per la Struttura Ospedaliera che in una notevole riduzione del costo sociale, limitando al minimo i giorni di assenza dal lavoro. Il modello di Day Surgery, ovvero di “Chirurgia di giorno”, permette oggi di effettuare interventi chirurgici nel corso di una giornata, senza la necessità di un ricovero in Ospedale. Ogni anno, trattiamo in Day Surgery ed in Chirurgia Ambulatoriale circa 150 Pazienti con insufficienza venosa cronica.
 
I Pazienti già sottoposti ad una visita specialistica e ad un eco-Doppler venoso degli arti inferiori dal Chirurgo Vascolare, per i quali è stato indicato un intervento chirurgico per la correzione dell’insufficienza venosa, iniziano il percorso di Day Surgery con una visita pre-operatoria durante la quale sono effettuati gli esami di routine ed una visita con l’Anestesista. Il giorno prefissato per l’intervento, il Paziente arriva in Ospedale al mattino, a digiuno, è nuovamente visitato, operato e monitorizzato per alcune ore, prima della dimissione per il proprio domicilio. Il Chirurgo Vascolare di oggi è in grado di assolvere da solo alla realizzazione di questo intervento chirurgico, coadiuvato da un Anestesista e da un Infermiere Professionale, in una Sala Operatoria opportunamente attrezzata. L’intervento è effettuato in anestesia locale e sotto costante controllo ecografico. Si punge la vena safena come se si stesse facendo un prelievo di sangue. Attraverso un introduttore, si inserisce all’interno del lume venoso un catetere contenente una fibra ottica, la cui estremità è posta alla confluenza della safena nel circolo venoso profondo. La luce LASER, veicolata radialmente dalla fibra ottica sulla parete del vaso, si trasforma in calore, determinando la chiusura del vaso e bloccando il reflusso venoso. Al termine dell’intervento si applica una calza elasticizzata post-operatoria, che dovrà essere utilizzata per circa un mese. Il Paziente viene quindi riportato in Reparto, dove potrà idratarsi, alimentarsi e sarà subito mobilizzato senza per questo dover attendere la cicatrizzazione di ferite o la rimozione di punti di sutura. Ciò è possibile soprattutto perché il trattamento LASER è indolore.
 
Questa tecnica presenta vantaggi economico-sanitari anche per la struttura ospedaliera, come una netta riduzione dei tempi di sala operatoria, dei costi di personale dedicato e un azzeramento dei tempi della degenza ospedaliera. Le ricadute socio-economiche relative al trattamento in regime ambulatoriale sono assolutamente positive poiché il paziente è immediatamente reinserito nella vita quotidiana e lavorativa senza determinare costi sociali diretti o indiretti derivanti dalla sospensione dell’attività lavorativa.
Oggi è possibile indicare questo intervento nella grande maggioranza dei Pazienti con insufficienza safenica. Le controindicazioni sono molto limitate e si riferiscono a particolari casi in cui le vene siano dilatate al punto da limitare l’efficacia della luce LASER sulla parete del vaso, oppure di eccessiva tortuosità del vaso che impedisca la navigazione del catetere-fibra.
 
Le complicanze, piuttosto rare, sono la comparsa di ipersensibilità transitoria nelle zone trattate oppure un lieve imbrunimento della cute lungo il decorso del vaso trattato”.

 
Arnaldo Ippoliti
Direttore della UOC Chirurgia Vascolare al Policlinico Tor Vergata di Roma

Arnaldo Ippoliti

24 Dicembre 2014

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