Latanoprost: l’ingresso dei generici fu ostacolato. La sentenza del Consiglio di Stato

Latanoprost: l’ingresso dei generici fu ostacolato. La sentenza del Consiglio di Stato

Latanoprost: l’ingresso dei generici fu ostacolato. La sentenza del Consiglio di Stato
Si chiude con una sentenza del Consiglio di Stato la vicenda che ha visto contrapposte AssoGenerici, l’associazione che riunisce i produttori di farmaci equivalenti in Italia, e la casa farmaceutica Pfizer, nel procedimento per abuso di posizione dominante dinanzi all’Antitrust. Il giudice amministrativo conferma la decisione dell’Autorità garante della concorrenza. IL DISPOSITIVO DI SENTENZA

Dopo oltre quattro anni si conclude la vicenda delle misure messe in atto dal detentore del brevetto del latanoprost, scaduto nel 2009, per rallentare l’entrata sul mercato dei farmaci equivalenti. Lo stabilisce la sentenza del Consiglio di Stato (Sezione sesta) il cui dispositivo è stato reso noto il 15 gennaio scorso.
 
“E’ un risultato importante per AssoGenerici ed il comparto industriale che rappresenta, che potremo valutare nei dettagli una volta conosciute le motivazioni della sentenza”, dice ilpresidente Enrique Häusermann, “ma che deve indurre tutti a riflettere sull’utilizzo distorto del sistema di tutela brevettuale”. A causa di una normativa nazionale non chiara, prosegue Häusermann, “infatti,  è stato possibile attuare tattiche dilatorie che hanno ritardato l’apertura alla concorrenza, da tempo denunciate anche da un’indagine conoscitiva della Commissione Europea. Tutto questo, oltre al danno per le aziende del nostro comparto, si è tradotto in un mancato risparmio per il Servizio Sanitario – e quindi per tutti i cittadini – accertato dall’Antitrust in 14 milioni di euro. Ci auguriamo che il Governo e il Parlamento, per evitare il ripetersi di simili vicende che ostacolano il libero dispiegarsi della concorrenza e non fanno altro che distorcere il sistema brevettuale, vogliano considerare con la dovuta attenzione la necessità di allineare immediatamente la normativa italiana a quella europea. E il primo nodo da affrontare è l’eliminazione di quelle norme che, vincolando le procedure autorizzative per i farmaci equivalenti alla risoluzione di controversie su presunte violazioni della proprietà industriale e commerciale, determinano un ritardo all’ingresso nel mercato pregiudizievole per la concorrenza. Su tutte, come già più volte denunciato dalla stessa Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, si ricorda l’articolo 11, comma 1, del d.l. 158/2012 che lega l’efficacia dei provvedimenti necessari all’inserimento dei farmaci generici nella “Lista di Trasparenza” ai fini del rimborso a carico del SSN, alle date di scadenza brevettuale indicate dal Ministero dello Sviluppo Economico. Questa configura una chiara ipotesi di patent linkage su cui urge una netta presa di posizione di questo Governo”.

16 Gennaio 2014

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