Leucemia mieloide acuta. Nuova terapia CAR-T mostra risultati promettenti nei pazienti pediatrici

Leucemia mieloide acuta. Nuova terapia CAR-T mostra risultati promettenti nei pazienti pediatrici

Leucemia mieloide acuta. Nuova terapia CAR-T mostra risultati promettenti nei pazienti pediatrici

Tre giovani pazienti trattati nell’ambito di PALM Research Project® di Fondazione Umberto Veronesi ETS hanno ottenuto una remissione completa. La terapia, sviluppata all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù rappresenta una delle prime al mondo contro la leucemia mieloide acuta refrattaria in età pediatrica. I risultati pubblicati su Blood

La cura della leucemia mieloide acuta pediatrica (LMA) ha compiuto un passo in avanti. Tre giovani pazienti, colpiti da una malattia particolarmente aggressiva e resistente alle terapie convenzionali, sono stati trattati con successo con una nuova terapia cellulare sviluppata all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.L’intervento con cellule CAR T è parte di PALM Research Project®, la piattaforma multicentrica promossa e finanziata da Fondazione Umberto Veronesi ETS – che vede il coinvolgimento anche della Clinica Oncoematologica di Padova e il Dipartimento di oncologia sperimentale dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano quali centri collaboranti e contributivi allo svolgersi del progetto – per accelerare lo sviluppo di nuove cure contro la LMA recidivante e refrattaria. I risultati, che segnano la prima applicazioni al mondo di cellule CAR-T dirette contro la molecola CD7 in ambito di LMA pediatrica, sono stati pubblicati su Blood, Journal of the American Society of Hematology

Un tumore pediatrico ancora difficile da curare

La leucemia mieloide acuta rappresenta circa il 20% di tutte le leucemie pediatriche, con 70-80 nuovi casi ogni anno in Italia. “Grazie ai trattamenti di prima linea – spiega il professor Franco Locatelli, responsabile dell’area di oncoematologia pediatrica e terapia cellulare e genica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e Professore di Pediatria all’Università Cattolica del Sacro Cuore- oggi riusciamo a guarire circa due terzi dei bambini colpiti da questa malattia e in alcune forme specifiche arriviamo a tassi di guarigione ancora più alti”.

Ma resta un terzo dei pazienti che non risponde alle terapie convenzionali. Ed è proprio in questo contesto che nasce PALM Research Project®, la piattaforma di ricerca e cura finanziata da Fondazione Veronesi volta ad indagare i meccanismi molecolari della resistenza ai trattamenti e a sviluppare nuove forme di cura per tutti quei bambini che non rispondono a quanto attualmente disponibile.

Colpire CD7: il nuovo bersaglio sulle cellule leucemiche

Per diversi tumori del sangue, in particolare le leucemie linfoblastiche acute, le terapie cellulari CAR-T rappresentano oggi una strategia consolidata. Si tratta di trattamenti personalizzati in cui i linfociti T del paziente vengono prelevati, modificati geneticamente per riconoscere uno specifico bersaglio tumorale, e reinfusi nell’organismo per eliminare le cellule malate. Nel caso della LMA, applicare con successo questa tecnologia si è rivelato molto più complesso. “La sfida che ci siamo posti – spiega Locatelli – è stata quella di estendere anche a questa patologia i benefici dell’immunoterapia, sviluppando un approccio mirato contro bersagli molecolari specifici della LMA”. Nell’ambito del progetto PALM Research Project ®, tre pazienti con una forma refrattaria di LMA sono stati trattati con una nuova CAR-T diretta contro la molecola CD7. “Si trattava di pazienti con una malattia altamente resistente, per i quali le opzioni terapeutiche convenzionali risultavano ormai esaurite -sottolinea Locatelli-. La risposta completa ottenuta nei tre casi rappresenta un risultato estremamente rilevante, che apre nuove prospettive per pazienti con prognosi particolarmente sfavorevole”. Si tratta infatti dei primi casi al mondo di utilizzo clinico di CAR-T dirette contro CD7 nella LMA pediatrica, un passo avanti significativo nello sviluppo di terapie cellulari per questa patologia.

“Tra gli obiettivi di Fondazione vi è da sempre quello di massimizzare le probabilità di guarigione e migliorare la qualità di vita dei bambini e degli adolescenti che si ammalano di tumore ed è per questo che abbiamo deciso di avviare una piattaforma di ricerca e cura incentrata sull’oncologia pediatrica con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Il primo progetto della piattaforma è stato proprio Il PALM Research Project®, un progetto di ricerca visionario e all’avanguardia per i bambini malati di leucemia mieloide acuta. I primi risultati generati dal lavoro dei ricercatori e clinici è sorprendente e siamo fortemente convinti che rappresenti solo l’inizio di un proficuo percorso volto a dare concrete speranze di guarigione per i piccoli pazienti di oggi e di domani”  afferma Valentina Gambino, coordinatrice delle piattaforme di ricerca e cura di Fondazione Umberto Veronesi ETS.

I risultati ottenuti con le cellule CAR T dirette contro CD7 rappresentano un tassello di un progetto più ampio che punta a trasformare l’approccio terapeutico della leucemia mieloide acuta pediatrica, offrendo cure più efficaci e personalizzate. I prossimi sviluppi del progetto prevedono l’avvio della prima sperimentazione clinica con cellule CAR-NK allogeniche, cioè ottenute da donatori sani. Nello specifico, si tratta di un approccio innovativo che utilizza cellule Natural Killer ottenute da donatori sani e che verranno modificate per colpire bersagli specifici della LMA. Le cellule NK amplificate e conservate per essere sempre disponibili e utilizzate per i pazienti che potranno beneficiarne. Parallelamente, sono già state progettate nuove CAR-T dirette contro due bersagli tumorali recentemente identificati e capaci di eradicare la malattia in modelli preclinici. La sperimentazione clinica internazionale di queste nuove terapie cellulari è attesa entro il 2026. Accanto allo sviluppo di nuove terapie, un obiettivo strategico del progetto è anche quello di migliorare la capacità di prevedere quali pazienti risponderanno ai trattamenti. In collaborazione con l’Università di Padova, è stato avviato uno studio retrospettivo che sta analizzando le caratteristiche genetiche delle forme resistenti di LMA, con l’obiettivo di identificare marcatori predittivi di risposta e guidare cos? le scelte terapeutiche in modo sempre più mirato. Un passo cruciale verso una medicina davvero personalizzata, che consenta di offrire fin dall’inizio il trattamento più adatto a ogni singolo paziente. “L’obiettivo – conclude Locatelli – è quello di offrire a ogni bambino la possibilità di ricevere fin da subito il trattamento più adatto, riducendo i fallimenti terapeutici e aumentando le chance di guarigione. È questo il senso più profondo della medicina personalizzata: non adattare il paziente alla cura, ma la cura al paziente”.

05 Marzo 2026

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