Mappe cromatiche tracciano i flussi di traffico di “rifiuti” cellulari i cui ingorghi causano patologie

Mappe cromatiche tracciano i flussi di traffico di “rifiuti” cellulari i cui ingorghi causano patologie

Mappe cromatiche tracciano i flussi di traffico di “rifiuti” cellulari i cui ingorghi causano patologie
Uno studio condotto presso la Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica e il Policlinico A. Gemelli ha permesso di sviluppare un metodo per vedere in tempo reale come vengono smaltiti e riciclati i rifiuti cellulari. Quando questi rifiuti si accumulano si apre la porta a malattie quali Alzheimer e Parkinson.

Ricercatori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e del Policlinico A. Gemelli di Roma hanno messo a punto una tecnica per tracciare il transito dei rifiuti dentro le cellule, ovvero seguire i viaggi intracellulari di vescicole contenenti materiali di scarto che devono finire nei “centri di riciclaggio cellulari”, i lisosomi. Questo sistema di smaltimento e riciclaggio dei rifiuti cellulari – chiamato autofagia – è un processo coinvolto in molte malattie, per esempio patologie neurodegenerative, come le malattie di Parkinson e Alzheimer, la Corea di Huntington e le distrofie muscolari, nonché in numerose forme di tumore. Patologie molto diverse, ma accomunate dal fatto che organelli cellulari e proteine danneggiati non vengono smaltite dalle cellule e quindi si accumulano progressivamente innescando un processo di infiammazione e danno tissutale.
 
Il sistema di tracciatura del transito dei rifiuti cellulari – che potrebbe aiutare la comprensione, la diagnosi e la cura delle suddette malattie – è stato messo a punto da Giuseppe Maulucci e da Marco De Spirito dell’Istituto di Fisica dell’Università Cattolica di Roma in collaborazione con Giovambattista Pani dell’Istituto di Patologia Generale dello stesso Ateneo. Si tratta, è spiegato in una recentissima pubblicazione sulla rivista Autophagy, di un sistema biotecnologico basato sull’uso di una proteina fluorescente che cambia colore a seconda dell’acidità dell’ambiente. Poiché i lisosomi, dove avviene la degradazione dei rifiuti cellulari, sono molto acidi, quando le vescicole arrivano in quella sede diventano rosse e si possono vedere con un microscopio a fluorescenza.

L'autofagia è il processo con cui una cellula, in carenza di nutrienti, degrada e ricicla alcune sue parti per fornire energia alle funzioni indispensabili: organelli e proteine sono inglobate in piccole vescicole, gli autofagosomi, la cui attività di degradazione dipende dal pH interno (più è acido, maggiore è la degradazione). L'autofagia si attiva anche quando la cellula è infetta, o quando alcuni organelli di importanza cruciale, come i ribosomi e i mitocondri, sono gravemente danneggiati e disfunzionali. I difetti nei processi di autofagia sono stati associati a diverse patologie, dal cancro alle malattie neurodegenerative, ma anche ai processi di invecchiamento per accumulo di danni cellulari.

I ricercatori della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica hanno per la prima volta messo a punto un sistema per seguire il processo in tempo reale, utilizzando le mappe cromatiche prodotte dal transito delle vescicole. La proteina creata è in realtà una “chimera”, fatta da tre proteine fuse insieme, una delle quali (GFP) si accende in base all’acidità “ambientale”. Quando l’ambiente è molto acido – nel lisosoma – si accende la luce rossa, quando invece la vescicola è lontana dal “cestino”, si colora di giallo (verde+rosso), perché l’ambiente circostante è neutro. Da queste informazioni ottenute dalla gradazione cromatica è possibile capire quanto è efficiente il processo di riciclaggio (se ho solo segnali gialli l'autofagia è stata bloccata; se ci sono troppi rossi l'autofagia è invece troppo accelerata).
 
“Grazie a questa biotecnologia il flusso autofagico può essere rapidamente e quantitativamente determinato – spiega Giuseppe Maulucci. La nostra prospettiva futura è quella di associare questa metodica a strategie volte a modulare l’autofagia, al fine di monitorare con alta precisione l'effetto su cellule e tessuti: Questo approccio condurrà allo sviluppo di terapie nelle numerose patologie in cui è coinvolto un difetto funzionale del processo autofagico”, conclude il ricercatore della Cattolica di Roma. 

20 Novembre 2015

© Riproduzione riservata

Tumore del pancreas metastatico. Ema dà il via libera al daraxonrasib. Il farmaco che raddoppia la sopravvivenza
Tumore del pancreas metastatico. Ema dà il via libera al daraxonrasib. Il farmaco che raddoppia la sopravvivenza

Una nuova speranza terapeutica per i pazienti con tumore del pancreas metastatico, una delle neoplasie più difficili da trattare e caratterizzata da una prognosi particolarmente sfavorevole. Il Comitato per i...

Il CdA AIFA approva la rimborsabilità per un nuovo farmaco orfano, 6 estensioni di indicazione anche in ambito pediatrico e 3 equivalenti
Il CdA AIFA approva la rimborsabilità per un nuovo farmaco orfano, 6 estensioni di indicazione anche in ambito pediatrico e 3 equivalenti

Il Consiglio di Amministrazione dell’AIFA ha dato il via libera alla rimborsabilità di diverse opzioni terapeutiche, tra cui un farmaco orfano per patologie rare, sei nuove indicazioni terapeutiche con particolare...

Ipotiroidismo. Indagine Ame: l’84% dei mmg segue le linee guida, ma il 16% sceglie farmaci alternativi potenzialmente rischiosi
Ipotiroidismo. Indagine Ame: l’84% dei mmg segue le linee guida, ma il 16% sceglie farmaci alternativi potenzialmente rischiosi

Medici di famiglia ed endocrinologi sostanzialmente concordi nella gestione dell'ipotiroidismo, ma rimane un margine di miglioramento nella scelta del trattamento farmacologico iniziale. È quanto emerge dall'indagine THESIS, condotta dall'Associazione Medici...

Obesità. Il 43% degli adulti e il 29% dei bambini italiani è in eccesso ponderale, SIO: “Ora cure diventino accessibili”
Obesità. Il 43% degli adulti e il 29% dei bambini italiani è in eccesso ponderale, SIO: “Ora cure diventino accessibili”

Il 43% degli adulti italiani è in eccesso ponderale, di cui il 32% in sovrappeso e oltre il 10% convive con obesità di diverso grado. Con l’aumento dell’età il fenomeno...