Marche. Il settore farmaceutico driver per la crescita economica. Boom export

Marche. Il settore farmaceutico driver per la crescita economica. Boom export

Marche. Il settore farmaceutico driver per la crescita economica. Boom export
Ad Ancona una produzione di eccellenza destinata a oltre 50 paesi nel mondo mentre ad Ascoli Piceno si raggiunge il 72% del totale dell’export manifatturiero. Impegnati tra diretti e nell’indotto 2.800 persone. La fotografia di Farmindustria sul comparto regionale.

Sono 2.800 gli addetti diretti e nell’indotto e più di 1.400 addetti negli stabilimenti produttivi di Ancona e Ascoli Piceno. Ad Ancona c’è una produzione di eccellenza destinata a oltre 50 paesi nel mondo e ad Ascoli Piceno il 72% del totale dell’export manifatturiero. È questa la fotografia dell’industria farmaceutica nelle Marche scattata oggi nel corso del roadshow itinerante di Farmindustria Innovazione e Produzione di Valore. L’industria del farmaco: un patrimonio che l’Italia non può perdere presso lo stabilimento di Angelini di Ancona dove, insieme con Pfizer, si è svolto un focus sulle eccellenze farmaceutiche della Regione.
 
“Il settore  è un driver per la crescita dell’economia regionale. Basti pensare che l’export di medicinali supera quello di interi Paesi UE, come Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Portogallo, Finlandia. E proprio l’export farmaceutico dal 2009 al 2014 è cresciuto considerevolmente, dall’8% al 20% rispetto al totale manifatturiero. Nel 2014 ha anche conquistato la medaglia d’oro per esportazioni tra i vari settori e nel 2015 si conferma sul podio”.
 
“Il roadshow – partito nel 2012 e che finora ha toccato diverse Regioni: Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Lazio, Puglia e Abruzzo –  ha lo scopo di far emergere le eccellenze del farmaco”, ha affermato Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmindustria.
 
“Ogni fabbrica – precisa – rappresenta un valore manifatturiero e sociale per il territorio. E per l’intero comparto farmaceutico che è stato, soprattutto negli ultimi anni, tra i co-protagonisti nel panorama industriale del Paese. Produzione, innovazione soprattutto biotech, export, competitività a livello globale: campi in cui ogni singola azienda è un’eccellenza. Un settore che è quindi un fiore all’occhiello del made in Italy”.
 
“Siamo consapevoli e abbiamo l’ambizione – conclude il Presidente Scaccabarozzi – che se sarà garantita la stabilità delle regole degli ultimi 2 anni, potremo diventare un hub globale e il primo paese produttore in Europa, superando la Germania”.

02 Ottobre 2015

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