Medicalizzazione, quanto mi costi

Medicalizzazione, quanto mi costi

Medicalizzazione, quanto mi costi
Uno studio americano rivela che per curare condizioni “fisiologiche” si spende più che per il cancro o le malattie cardiache.

Lo si denuncia da tempo: stiamo andando verso la medicalizzazione dell’intera esistenza umana. Condizioni completamente fisiologiche sempre più spesso vengono trattate come fossero malattie.
Al di là delle analisi e delle valutazioni sull’opportunità clinica e scientifica, c’è però una domanda che in pochi si sono finora posti: quanto costa e che impatto ha sulla spesa sanitaria questo processo che sembra ormai irreversibile?
La risposta, per quanto parziale, arriva da uno studio pubblicato sulla rivista Social Science and Medicine. Condotta da un gruppo di ricercatori della Brandeis University, un istituto nei pressi di Boston, la ricerca ha analizzato la spesa complessiva per dodici condizioni ritenute fisiologiche, ma in cui si sta affermando una tendenza alla medicalizzazione: tra essi la gravidanza, la calvizie e i disordini del sonno. Il team è giunto all’ammontare totale mettendo insieme tutte le voci di spesa: da quella ospedaliera a quella farmaceutica fino alle parcelle dei medici.
Con 77 miliardi di dollari nel 2005, alle condizioni medicalizzate viene destinato in Usa il 3,9 per cento della spesa sanitaria: “Spendiamo più per queste condizioni medicalizzate che per il cancro, le malattie cardiovascolari o la salute pubblica”, ha commentato il primo firmatario della ricerca, Peter Conrad.
“Anche se è improbabile che la medicalizzazione sia la causa dell’impennata della spesa sanitaria – ha aggiunto – 77 miliardi di dollari sono comunque una cifra rilevante”.
I ricercatori sono fuggiti dalla tentazione di esprimere giudizi di valore sul processo di medicalizzazione che sta investendo le società occidentali, tuttavia “stimando la spesa per i problemi umani medicalizzati stiamo sollevando una questione ovvia: se questa spesa sia appropriata”, ha precisato Conrad. “La prossima domanda che dovremo porci è se possiamo valutare l’appropriatezza di questi interventi medici e ipotizzare politiche per tenere a freno la quota di spesa destinata a queste condizioni”.
Lo studio, per quanto originale, non manca di sollevare dubbi. La selezione delle condizioni, innanzitutto, che sembra mettere nell’unico calderone delle condizioni fisiologiche un po’ di tutto: dalla calvizie all’obesità, dalla gravidanza alle condizioni derivanti da una dipendenza. Tuttavia, è indubbio che il trend di spesa cominci a diventare rilevante e che una valutazione attenta dell’appropriatezza di questa spesa in un quadro di crisi economica del sistema si renda necessaria.
 


Antonino Michienzi
 
Fonte: Conrad P. Et al. Estimating the costs of medicalization. Social Science & Medicine. Volume 70. Issue 12. June 2010. pp 1943-1947
 

18 Maggio 2010

© Riproduzione riservata

Farmaci Biosimilari. Aifa aggiorna il Position Paper: “Intercambiabili con gli originatori, ma lo switch sia informato e tracciabile”
Farmaci Biosimilari. Aifa aggiorna il Position Paper: “Intercambiabili con gli originatori, ma lo switch sia informato e tracciabile”

I biosimilari non sono generici, ma per Aifa rappresentano ormai uno strumento irrinunciabile per garantire accesso alle terapie biologiche, sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e continuità dell’innovazione. Con il terzo...

Latte artificiale. La Fda rassicura: “Test senza precedenti, la stragrande maggioranza dei prodotti è sicura”
Latte artificiale. La Fda rassicura: “Test senza precedenti, la stragrande maggioranza dei prodotti è sicura”

La Food and Drug Administration (Fda) statunitense ha pubblicato i risultati del più grande e rigoroso esame mai condotto sui contaminanti chimici presenti nel latte artificiale per neonati disponibile sul...

Carenza Farmaci, Farmindustria: “Ad ora nessuna emergenza, bene Tavolo con il governo”
Carenza Farmaci, Farmindustria: “Ad ora nessuna emergenza, bene Tavolo con il governo”

“Le evidenze emerse dal Tavolo tecnico sull’approvvigionamento dei farmaci sul territorio nazionale confermano che, allo stato attuale, in Italia non si registrano emergenze relative a carenze. Un dato che testimonia...

Fentanyl. Aifa vieta l’utilizzo di sei lotti di Fentanyl per etichettatura difforme
Fentanyl. Aifa vieta l’utilizzo di sei lotti di Fentanyl per etichettatura difforme

L'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha disposto l'immediato divieto di utilizzo, su tutto il territorio nazionale, di sei lotti del medicinale Fentanyl Hamlen 50 mcg/ml soluzione iniettabile (Aic n. 035693011), a seguito...