Meningite. Società italiana di Medicina Ambientale, ecco come difendersi dai contaminanti indoor

Meningite. Società italiana di Medicina Ambientale, ecco come difendersi dai contaminanti indoor

Meningite. Società italiana di Medicina Ambientale, ecco come difendersi dai contaminanti indoor
Dopo i recenti casi di meningococco, la Sima fornisce alcuni consigli utili per ridurre il rischio contagio: “Lavare spesso le mani, areare gli ambienti comunitari, scoraggiare l’uso dei giocattoli morbidi non lavabili negli asili”

Lavare frequente le mani (su cui si annidano i batteri per contatto con la bocca). Areare i locali pubblici e ambienti comunitari. Evitare la promiscuità, soprattutto tra i giovani, come l’uso dello stesso bicchiere, piatti o posate, ma anche astenersi dalla diffusa pratica di scambio di sigarette tra adolescenti. E ancora, pavimenti, pareti lavabili, superfici per il consumo dei pasti e superfici di lavoro devono essere sanificati con i normali detersivi in commercio, con regolarità.
 
Sono questi alcuni consigli pratici proposti dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), da sempre attenta al tema dei contaminanti indoor, per ridurre il rischio di contagio da meningococco.  che stanno sollevando l’allarme dopo i cinque casi di infezione che si sono verificati nel bergamasco.
 
“È necessario garantire buone condizioni di pulizia e manutenzione dei servizi igienici, disponibilità di lavandini opportunamente attrezzati (sapone liquido, salviette monouso), mantenere una buona igiene personale. I giochi usati negli asili devono essere lavati periodicamente. Deve essere scoraggiato l’uso di giocattoli morbidi non lavabili” ha spiegato il presidente Sima, Alessandro Miani, secondo il quale è “molto importante la profilassi antibiotica e la sorveglianza sanitaria per i conviventi e le persone che hanno avuto contatti stretti con l’ammalato nei 10 giorni precedenti la data della diagnosi. Unitamente alla profilassi antibiotica è necessaria la sanificazione degli ambienti e il lavaggio di lenzuola e indumenti potenzialmente contaminati”.
 
Anche le meningiti batteriche, quelle da meningococco (Neisseria Meningitidis) sono in un certo qual modo da inquadrarsi nell’ambito dei contaminanti (in questo caso biologici) indoor. “Si trattainfatti di batteri di diversi ceppi, oggi tutti coperti da vaccinazione, che possono risiedere nell’orofaringe di persone sane e si trasmettono per via aerea (tramite goccioline di saliva, colpi di tosse, starnuti) esclusivamente a distanze ravvicinate (in genere non più di 3 metri) e di solito per esposizioni prolungate in ambienti di vita o di lavoro confinati e frequentati”, spiega Prisco Piscitelli,  epidemiologo e vicepresidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima).
 
“Al di fuori dell’organismo – aggiunge Miani – il meningococco presenta scarsissima resistenza agli agenti fisici ambientali (luce solare, essiccamento, variazioni di temperatura, ecc.) e ai disinfettanti. La trasmissione dell’infezione avviene quindi da persona a persona (purtroppo anche con il bacio). È per questo che la malattia acuta circola soprattutto in luoghi affollati o comunità ristrette come collegi, scuole, dormitori comuni, asili, provocando la malattia acuta soprattutto in bambini, adolescenti, anziani e soggetti con basse difese immunitarie”.
  
“La strategia di prevenzione vaccinale nei confronti del meningococco è inserita nel Piano Nazionale con la vaccinazione contro il meningococco B nel primo anno di vita e contro il meningococco C o  quadrivalente contro i ceppi A C Y W135 dopo il primo anno di vita e con un richiamo in età adolescenziale (vaccino gratuito in molte regioni)”, ricorda infine Maria Antonella De Donno, ordinario di Igiene all’Università del Salento e membro del Comitato Scientifico Sima.

07 Gennaio 2020

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