Micobatterio Chimaera. Ministero: “Nuovi casi”. Aggiornate indicazioni per notifica

Micobatterio Chimaera. Ministero: “Nuovi casi”. Aggiornate indicazioni per notifica

Micobatterio Chimaera. Ministero: “Nuovi casi”. Aggiornate indicazioni per notifica
Nuova circolare di Lungotevere Ripa con le indicazioni finalizzate ad uniformare, sul territorio nazionale, le procedure operative per l'identificazione e la notifica dei casi di infezione, nonché per la corretta informazione e l'appropriato follow up dei casi potenzialmente a rischio di infezione. LA CIRCOLARE

Nuove indicazioni dal Ministero della Salute finalizzate ad uniformare, sul territorio nazionale, le procedure operative per l'identificazione e la notifica dei casi di infezione, nonché per la corretta informazione e l'appropriato follow up dei casi potenzialmente a rischio di infezione.
 
Nuovi casi. Alla data del 10 ottobre 2019, sono stati segnalati al Ministero della Salute 36 casi confermati, e 2 possibili, di infezione invasiva da M chimaera (dalle regioni Calabria, Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto), inclusi 21 decessi in 4 regioni (Calabria, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto). Sono 108 i casi in cui l'acqua dei serbatoi dei dispositivi HCU è risultata contaminata dal M chimaera, in particolare in 10 regioni (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia-Giulia, Lombardia, Lazio, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto). Il tasso di letalità del M chimaera si conferma molto elevato, risultando del 58,3% nei casi confermati segnalati fino alla predetta data.
 
La nuova circolare. Ad integrazione di quanto precedentemente disposto, il Ministerso “ritiene opportuno che siano segnalati al Ministero della Salute, Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria — Ufficio 5, tramite l'invio della scheda di segnalazione all'indirizzo [email protected] file protetto, tutti i casi di infezione da M chimaera, in soggetti precedentemente sottoposti a intervento chirurgico con impiego di HCU, con positività su campioni biologici prelevati da siti normalmente sterili (ad es: sangue, midollo osseo, biopsia ossea, liquido cefalorachidiano, liquido pleurico o versamento addominale, etc.), o da tessuti molli, drenaggio di ferita o ascesso, linfonodi”.
 
 
È, pertanto, raccomandato che le regioni predispongano, e si attengano a, procedure standardizzate riguardo ai seguenti punti:
• l'identificazione retrospettiva dei soggetti esposti, secondo le indicazioni fornite nella sopra citata circolare ministeriale del 9 gennaio 2019;
• la predisposizione presso le Cardiochirurgie e gli altri reparti interessati, laddove ancora non esistente, di un registro per tracciare gli HCU utilizzati nei pazienti sottoposti a intervento chirurgico a torace aperto (inclusi il trapianto cardiaco e/o polmonare e l'impianto vascolare aortico), che abbia valenza prospettica;
• l'individuazione di almeno un riferimento clinico-specialistico regionale/interregionale per la consulenza ai soggetti esposti e ai medici;
• l'informazione di tutti i medici di medicina generale e degli specialisti ospedalieri e territoriali (in particolare, infettivologi, cardiologi, oculisti, reumatologi, immunologi) sul potenziale rischio di infezioni da M. chimaera in seguito a interventi chirurgici a torace aperto e sul riferimento clinico-specialistico individuato;
• l'invio, da parte delle strutture sanitarie dove sono stati effettuati gli interventi, di una informativa ai pazienti sottoposti a intervento a torace aperto con impiego di HCU dal 2010 in poi, invitandoli a contattare il medico di medicina generale o il centro di riferimento clinico-specialistico in caso di comparsa di disturbi compatibili (
 

12 Dicembre 2019

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