Morbillo. Nel 2025 segnalati 529 casi, in un terzo almeno una complicanza. I dati Iss

Morbillo. Nel 2025 segnalati 529 casi, in un terzo almeno una complicanza. I dati Iss

Morbillo. Nel 2025 segnalati 529 casi, in un terzo almeno una complicanza. I dati Iss

Più della metà dei casi è stata segnalata da sole cinque Regioni (Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Calabria e Sicilia). L’incidenza più elevata è stata osservata in Calabria, seguita dalle Marche, dal Lazio, dalla P.A. di Bolzano (13,0/milione) e dalla Sicilia

Nel 2025 il morbillo torna a far registrare numeri rilevanti: dal 1° gennaio al 31 dicembre sono stati segnalati 529 casi al sistema nazionale di sorveglianza integrata morbillo e rosolia. L’88% ha riguardato persone non vaccinate e in circa un terzo dei casi si è verificata almeno una complicanza.

È quanto emerge dal numero di dicembre 2025 del bollettino periodico Morbillo & Rosolia News dell’Iss.

Sono 20 le Regioni/PPAA che hanno segnalato casi nel 2025, ma più della metà dei casi (342/529; 64,7%) è stata segnalata da sole cinque Regioni (Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Calabria e Sicilia). L’incidenza più elevata è stata osservata in Calabria (46,4/milione abitanti) seguita dalle Marche (15,5/milione abitanti), dal Lazio (13,3/milione), dalla P.A. di Bolzano (13,0/milione) e dalla Sicilia (12,8/milione). A livello nazionale, l’incidenza nel periodo è stata pari a 9,0 casi per milione di abitanti.

L’età mediana dei casi segnalati è di 31 anni (range: 0 – 80 anni). Il 52,4% ha un’età compresa tra 15 e 39 anni e un ulteriore 24,2% ha 40 anni o più. Tuttavia, l’incidenza più elevata è stata osservata nella fascia di età 0-4 anni (41,4 casi per milione). Sono stati segnalati 26 casi in bambini sotto l’anno di età (incidenza 69,8 casi per milione).

Lo stato vaccinale è noto per 502 dei 529 casi segnalati (94,9%), di cui 440 casi (87,6%) erano non vaccinati al momento del contagio, 42 casi (8,4%) erano vaccinati con una sola dose, 17 casi (3,4%) erano vaccinati con due dosi. Per i rimanenti tre casi vaccinati (0,6%), non è noto il numero di dosi ricevute.

Circa un terzo dei casi (31,3%) ha riportato almeno una complicanza.
Le complicanze più frequentemente riportate sono state polmonite (11,7%) ed epatite/aumento delle transaminasi (11,5% dei casi totali) (Figura 3). Altre complicanze segnalate includono casi di diarrea, cheratocongiuntivite, insufficienza respiratoria, stomatite, trombocitopenia, laringotracheobronchite, otite. Sono stati segnalati quattro casi di encefalite, rispettivamente in tre adulti e in un preadolescente, tutti non vaccinati. Per il 56,3% dei casi viene riportato un ricovero ospedaliero per morbillo, e per un ulteriore 13,0% una visita in Pronto Soccorso.

“Il numero di casi di morbillo in Italia nel 2025 è stato pari a 529 casi, circa la metà di quelli segnalati nel 2024. Il virus continua a circolare nel Paese, soprattutto tra giovani adulti non vaccinati; nel 2025 l’età mediana dei casi è stata di 31 anni – ricordano gli autori del report -. La vaccinazione è l’unico strumento efficace per proteggersi dal morbillo e dalle sue complicanze. Due dosi conferiscono una protezione di circa il 97%. Per prevenire la diffusione del virus e dei focolai, è necessario raggiungere una copertura almeno del 95% con due dosi a tutti i livelli subnazionali. Tuttavia, in Italia, la copertura per due dosi nei bambini di 5-6 anni di età è pari all’ 84,8% (dati 2023), e nessuna Regione ha raggiunto la copertura del 95% per la seconda dose. Oltre a rafforzare la vaccinazione pediatrica di routine, è fondamentale recuperare la copertura in adolescenti e adulti e assicurare che anche gli operatori sanitari suscettibili siano vaccinati, tutelando sé stessi e i pazienti più fragili. Prima dei viaggi internazionali, si raccomanda di verificare il proprio stato vaccinale”.

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22 Gennaio 2026

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