Obbligo vaccini. Siliquini (Css) agli igienisti: “Importante è l’obiettivo non sostenere questo o quel modello. Siti non sia un sindacato”

Obbligo vaccini. Siliquini (Css) agli igienisti: “Importante è l’obiettivo non sostenere questo o quel modello. Siti non sia un sindacato”

Obbligo vaccini. Siliquini (Css) agli igienisti: “Importante è l’obiettivo non sostenere questo o quel modello. Siti non sia un sindacato”
Sono convinta nel profondo che i professionisti di sanità pubblica si debbano occupare di raggiungere gli obiettivi di sanità pubblica e non di sostenere a forza modelli che funzionano da qualche parte e da altre no. La sensazione primaria è che la Società Italiana di Igiene e Medicina Preventiva, cui appartengo, sia diventata un sindacato

Gentile Direttore,
leggo l’editoriale di Igienisti on Line (organo di informazione della Società Italiana di Igiene e Medicina Preventiva) a firma del presidente Dr. Fausto Francia. La sensazione primaria è che la società scientifica cui appartengo sia diventata un sindacato.
 
Il che non è legittimo dal momento che non ho mai preso una tessera di un sindacato e non desidero farlo a mia insaputa.
 
Cerchiamo di fare chiarezza: tutti, ma proprio tutti, come operatori di sanità pubblica abbiamo da tempo richiesto atti che cercassero di porre rimedio ad una situazione in fieri pericolosissima così come segnalato non solo da noi, più volte, ma da organismi ben più accreditati (OMS in primis).
 
Le Regioni si sono mosse mesi fa, cercando di attuare normative locali utili al ripristino delle coperture vaccinali a protezione della popolazione. Le stesse Regioni hanno, giustamente, richiesto una legge nazionale: la sanità pubblica non può sottostare a regole diverse nelle varie Regioni.
 
Verrà emanato un decreto, non caduto dall’alto, ma dalla richiesta stessa delle Regioni.
 
La Società Italiana di Igiene, al posto di plaudire a questo sforzo tecnico e politico non indifferente del Governo centrale, inizia a porre problemi su chi fa cosa.
 
Ma la domanda è legittima se fatta alle Regioni, che hanno il totale controllo della gestione organizzativa della Sanità, e ogni Regione dovrà decidere le modalità organizzative più utili alla copertura richiesta dal Decreto su coperture vaccinali che sono già presenti in forma attiva a gratuita nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
 
Sono un medico di Sanità Pubblica: mi interessa che sia raggiunto l’obiettivo.  Se le Regioni, a seconda delle loro diverse modalità organizzative e pesando l’efficienza dei Dipartimenti di Prevenzione in questi anni, decideranno di ampliare il loro potenziale piuttosto che interessare ancora di più pediatri e medici di medicina generale non cambia la musica.
 
Ogni Direttore d’orchestra  organizzerà il tutto,  come meglio ritiene, per raggiungere il massimo obiettivo nel proprio territorio.
 
Sono convinta nel profondo che i professionisti di sanità pubblica si debbano occupare di raggiungere gli obiettivi di sanità pubblica e non di sostenere a forza modelli che funzionano da qualche parte e da altre no.
 
Per raggiungere il risultato di adeguate coperture vaccinali abbiamo bisogno di tutti: forzare la mano sulle reciproche competenze, oggi, è non solo ridicolo ma tendenzialmente perdente.
 
Prof. Roberta Siliquini
Professore ordinario di Igiene – Università di Torino
Presidente Consiglio Superiore di Sanità

Roberta Siliquini

04 Giugno 2017

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