Obesità. Dal Centro Piaggio dell’Università di Pisa un sistema di tessuti in-vitro per studiarla senza test sugli animali

Obesità. Dal Centro Piaggio dell’Università di Pisa un sistema di tessuti in-vitro per studiarla senza test sugli animali

Obesità. Dal Centro Piaggio dell’Università di Pisa un sistema di tessuti in-vitro per studiarla senza test sugli animali
Sulla rivista PlosONE uno studio del team della professoressa Ahluwalia propone un sistema per studiare i disturbi metabolici legati all’eccesso di nutrizione senza usare cavie animali.

I disordini metabolici dovuti alla nutrizione eccessiva sono un problema ormai pressante per il sistema sanitario di molti paesi del mondo, dato che sono spesso associati a diverse e gravi patologie. In un articolo pubblicato sulla rivista PlosONE, il team di ricerca del Centro di ricerca Enrico Piaggio dell’Università di Pisa guidato dalla professoressa Arti Ahluwalia propone un modo per studiare le patologie connesse all’obesità che si è rivelato particolarmente efficace proprio perché basato su uno studio attento dell’organismo umano, le cui funzioni vengono riprodotte da tessuti ingegnerizzati.

“Fino ad oggi – spiega Arti Ahluwalia, direttrice del Centro Piaggio – l’uso di modelli animali per lo studio di disturbi metabolici era l’unico metodo esistente. Ma è un metodo con dei limiti perché l’obesità è un disturbo prettamente umano, e dipende dalla dieta e dallo stile di vita e questo è difficilmente riproducibile negli animali, che raramente mangiano più del necessario”.

I ricercatori del Centro Piaggio hanno quindi sviluppato un sistema in-vitro composto da più tessuti (grasso, fegato e tessuto vascolare) connessi tramite canali microfluidici per studiare l’insorgere di danni vascolari e segni di infiammazione sistemica legati all’aumento di tessuto adiposo fino a quantità che corrispondono nell’uomo a sovrappeso e obesità. Il risultato osservato è stato che i danni ai tessuti aumentano in modo proporzionale alla quantità di grasso, il che apre la strada per comprendere i meccanismi cellulari che sottendono la risposta dei tessuti all’eccesso di nutrizione.

"Da molti anni ormai – conclude la professoressa Ahluwalia – il Centro Piaggio dell’Università di Pisa è all’avanguardia nello studio di alternative alla sperimentazione animale. Non è una scelta dettata dall'ideologia, ma dall'evidenza sperimentale e dal progresso scientifico, che ci dicono che questa è una strada migliore per avere modelli sempre più precisi dei sistemi biologici, migliorando quindi al contempo le condizioni dell'uomo e degli animali, e approfondendo le nostre conoscenze su come funziona il nostro corpo".

L’applicazione della metodologia in vitro come alternativa alla sperimentazione animale è possibile grazie da una importante scoperta fatta dalla professoressa Ahluwalia e pubblicata lo scorso anno su Scientific Reports, rivista del gruppo Nature. In questo studio infatti si dimostrava che è possibile applicare a cellule e tessuti coltivati in-vitro le medesime leggi universali dette ‘allometriche’ che regolano il metabolismo di tutti gli esseri viventi, piante e animali.

14 Febbraio 2018

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