Oms: “655 milioni di persone ancora al buio”. Accesso a energia è emergenza sanitaria e sociale

Oms: “655 milioni di persone ancora al buio”. Accesso a energia è emergenza sanitaria e sociale

Oms: “655 milioni di persone ancora al buio”. Accesso a energia è emergenza sanitaria e sociale

Il nuovo rapporto fotografa un mondo spaccato in due: mentre le rinnovabili avanzano, l'Africa subsahariana arretra. Due miliardi di persone cucinano ancora con combustibili inquinanti, causando tre milioni di morti l'anno. L'allarme dell'Oms: senza un'accelerazione, l'obiettivo 2030 resterà un miraggio.

Potremmo chiamarla la povertà invisibile. Quella che non si vede nei bollettini economici, ma si sente – letteralmente – quando si accende un fuoco per cucinare o si brancola al buio perché il contatore è fermo. A ricordarcelo è il nuovo rapporto dell’Oms e dei partner internazionali, Tracking SDG 7: The Energy Progress Report, pubblicato oggi, che aggiorna i dati al 2024 e restituisce un quadro impietoso: 655 milioni di persone nel mondo vivono ancora senza accesso all’elettricità. E due miliardi – quasi un quarto dell’umanità – cucinano con combustibili inquinanti come legna, carbone o cherosene, respirando ogni giorno una dose letale di fumo.

Il paradosso? Mentre nei paesi ricchi si discute di costi dell’energia e transizione verde, in gran parte del pianeta il problema è molto più elementare: avere o non avere una spina a cui attaccarsi.

Se c’è una regione che incarna il fallimento dell’SDG 7, l’obiettivo delle Nazioni Unite per l’energia pulita e accessibile a tutti entro il 2030, è l’Africa subsahariana. Qui vive l’85 per cento di chi è al buio: oltre 560 milioni di persone senza elettricità, e 970 milioni senza accesso a metodi di cottura puliti. E non è una fotografia ferma: il divario cresce. Il rapporto mostra che, mentre il resto del mondo si avvicina lentamente all’universalità, nell’Africa subsahariana i numeri peggiorano. Il deficit rurale è passato da 376 milioni nel 2010 a 447 milioni nel 2024. Per raggiungere l’accesso universale entro il 2030, il ritmo attuale di elettrificazione dovrebbe triplicare all’1,3 per cento all’anno.

Il capitolo più drammatico del rapporto riguarda la cucina. Due miliardi di persone non hanno alternative ai combustibili solidi. Il risultato? 3 milioni di morti l’anno per inquinamento domestico. Un bollettino di guerra, a cui si aggiungono le conseguenze sociali: a raccogliere legna e combustibili sono quasi sempre donne e bambine, sottraendo tempo allo studio e al lavoro, e perpetuando disuguaglianze.

Il rapporto avverte: senza una svolta, nel 2030 saranno ancora 1,8 miliardi a cucinare inquinando. E l’Africa subsahariana, da sola, supererà il miliardo di esclusi entro il 2027.

Non è tutto nero. Le energie rinnovabili continuano a crescere: oggi coprono oltre il 30 per cento del consumo globale di elettricità, e la capacità installata pro capite ha raggiunto un record di 544 watt a persona (equivalenti a un frigorifero acceso). Ma qui si misura il divario globale: nei paesi a basso reddito la capacità rinnovabile pro capite è di appena 33,6 watt, contro i 1.224 watt dei paesi ad alto reddito. Una forbice che non si chiude.

Sul fronte dell’efficienza energetica, invece, i progressi rallentano. Dopo anni di miglioramenti, il tasso è sceso dal 2,4 per cento del 2022 all’1,5 per cento del 2023, troppo poco per centrare l’obiettivo.

I flussi finanziari pubblici internazionali a sostegno delle energie pulite nei paesi in via di sviluppo sono cresciuti appena: da 24,4 a 24,6 miliardi di dollari tra 2023 e 2024. Ma il dato peggiore riguarda i paesi meno sviluppati, dove i finanziamenti sono crollati dell’11 per cento nel 2024, scendendo a 3,7 miliardi.

E c’è un altro nodo: l’80 per cento di questi aiuti arriva sotto forma di debito. Prestiti, non doni. Per paesi già strozzati dal peso degli interessi, è un’ulteriore zavorra.

“L’accesso all’energia pulita e sostenibile – ha dichiarato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus – non è solo una sfida energetica, è un imperativo sanitario fondamentale”. E Fatih Birol, direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, ha ricordato che “dal 2010, 1,5 miliardi di persone hanno ottenuto l’accesso a metodi di cottura puliti e 800 milioni all’elettricità. Con le politiche giuste, i progressi sono possibili”.

Il rapporto sarà presentato ufficialmente l’8 luglio, dopo la revisione dell’SDG 7 al Forum politico di alto livello delle Nazioni Unite a New York. Nel frattempo, il messaggio è chiaro: il 2030 è dietro l’angolo, e senza un’accelerazione decisa, l’obiettivo di un’energia per tutti resterà sulla carta. Mentre al buio restano 655 milioni di persone. E mentre si accendono due miliardi di fuochi che uccidono.

25 Giugno 2026

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