Osteoporosi. Farmaco sperimentale riduce fratture post-menopausa

Osteoporosi. Farmaco sperimentale riduce fratture post-menopausa

Osteoporosi. Farmaco sperimentale riduce fratture post-menopausa
Il farmaco sperimentale della proteina correlata all’ormone paratiroideo (PTHrP), l’abaloparatide, ha ridotto in modo significativo le fratture nelle donne in post-menopausa aumentando la densità minerale ossea (BMD). Lo dimostrano i risultati di un recente studio presentato durante i lavori del congresso annuale dell’Endocrine Society, svoltosi a Boston.

(Reuters Health) – “Ciò che colpisce in questa nuova ricerca è la capacità dell’abaloparatide di garantire una protezione persistente contro le fratture, aumentando la densità ossea in un ampio range di donne in post-menopausa, rispetto all’azione dei classici farmaci contro l’osteoporosi che non riescono ad essere efficaci su tutte le diverse tipologie di pazienti” commenta una degli autori dello studio, Lorraine A. Fitzpatrick membro del Radius Health, Inc., in Pennsylvania, che aggiunge: “l’abaloparatide funziona a prescindere da quella che è l’età delle pazienti, la loro densità ossea e il loro storico legato a precedenti fratture”.
 
Lo studio
L’abaloparatide, ancora in fase sperimentale, è un analogo della proteina correlata all’ormone paratiroideo (1-34). Per questa ricerca, l’equipe di ricercatori guidata da Fitzpatrick aveva i risultati di fase III dello studio ACTIVE nel quale avevo testato l’efficacia e la sicurezza della formulazione sottocutanea del farmaco nelle donne in post-menopausa con osteoporosi.

Lo studio ha coinvolto più di duemila donne in post-menopausa, con un’età media un’età media di 69 anni (49-86) trattate per 18 mesi con abaloparatide 80 mg/die sottocute oppure un placebo o teriparatide 20 mg. Dopo 18 mesi, il gruppo trattatto con abaloparatide ha registrato un aumento della densità minerale ossea rispetto al placebo a livello della colonna vertebrale (9,2%), del collo del femore (2,9%) e dell’anca (3,4%).
 
Nel gruppo trattato con abaloparatide, rispetto al gruppo placebo, l’incidenza di nuove fratture vertebrali si è ridotta dell’86% mentre quella delle fratture non vertebrali è calata del 43%. Drastica riduzione anche per le fratture osteoporotiche (70%). L’incidenza delle fratture è risultata significativamente più bassa nel gruppo abaloparatide anche rispetto al gruppo teriparatide. Indipendemente dai fattori di rischio, lo studio ha dimostrato che la possibilità di sviluppare fratture vertebrali e non decresce notevolmente nel gruppo trattato con abaloparatide.

I commenti
Secondo l’altro co-autore dello studio – Paul D. Miller, Università del Colorado “si tratta di uno studio importante realizzato su un buon profilo di sicurezza. È gratificante vedere gli effetti di questo farmaco sulle fratture, non solo in pazienti già colpite, ma anche in quelle donne considerati ad alto rischio per età, bassa densità minerale ossea e senza precedenti in termini di fratture. Questo agente anabolico – aggiunge – che costruisce di nuovo le ossa megliorandone la qualità sarà presto disponibile come trattamento prioritario per pazienti ad alto rischio”. “Abbiamo pianificato studi specializzati per capire ancora meglio il meccanismo d’azione del farmaco – conclude Fitzpatrick – ad esempio sulla sua capacità preventiva del rischio fratture in diverse zone del corpo o ance su quale sia la microarchitettura ossea in quelle particolari sedi”.

Ad oggi questo farmaco è sotto revisione da parte delle agenzie regolatorie in molti Paesi; a marzo 2016 è stato sottoposta la richiesta anche all’FDA.

Fonte: Endocrine Society 2016

Lorraine L. Janeczko

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Lorraine L. Janeczko

26 Aprile 2016

© Riproduzione riservata

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