Più buone azioni, meno infarti

Più buone azioni, meno infarti

Più buone azioni, meno infarti
Lo rivela uno studio del Mindlab dell'Università di Sussex (Uk): aiutare gli altri e dedicarsi ad hobby “gentili”, come il giardinaggio, migliora il benessere psichico e fisico.

Le buone azioni riducono lo stress del 36% e aumentano l’autostima del 31%, con effetti positivi sul sistema cardiocircolatorio e sull’intero benessere psico-fisico. Lo rivela uno studio del Mindlab dell'Università di Sussex (Uk), commissionato dalla compagnia assicuratrice Simplyhealth, che ha monitorato alcuni indicatori di salute (tra cui i livelli di pressione sanguigna e l’attività elettrotermica) in un gruppo di persone a cui è stato chiesto di compiere opere buone per 9 giorni consecutivi. Aiutare le signore anziane a salire sull’autobus, ad esempio. O annaffiare il giardino del vicino di casa.
Dai risultati è emerso che, dopo 9 giorni di bontà, l’autostima delle persone è aumentata del 31%, i livelli di stress si sono ridotti del 36%, i sentimenti negativi e rabbioso sono diminuiti del 25% e al loro posto è arrivata l’energia positiva. L’empatia nei confronti degli altri è cresciuta del 10%. Tutti fattori correlati al rischio di infarto o ictus, e anche di infertilità.
“Gli effetti sono stati evidenti non solo sul benessere psicologico, ma anche sulla salute: aiutare gli altri, significa aiutare se stessi”, ha affermato David Lewis-Hodgson, psicologo e fondatore del Mindlab International. Lo studio, spiega Lewis-Hodgson, conferma quanto già dimostrato da un’analisi condotta dai ricercatori dell’Università di Harvard nel 1988, che l’avevano definito “Effetto Madre Teresa”.
 
L.C.

09 Settembre 2010

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