Poliposi. Efficace la combinazione sulindac/erlotinib

Poliposi. Efficace la combinazione sulindac/erlotinib

Poliposi. Efficace la combinazione sulindac/erlotinib
Lo studio, pubblicato da Jama, interrotto prima del tempo per la chiara risposta ottenuta lo studio in doppio cieco sui pazienti con FAP. La combinazione di sulindac e erlotinib riduce il numero e la crescita dei polipi duodenali.

(Reuters Health) – Il trattamento combinato tra sulindac, inibitore della cicloossigenasi, ed erlotinib, inibitore della TKI (tirosin kinasi), riduce il numero e la crescita di polipi duodenali nei pazienti con poliposi adenomatosa familiare (FAP). Lo studio in doppio cieco, controllato con placebo, è stato pubblicato su Jama e ha portato a risultati talmente chiari che è stato interrotto anticipatamente. “Siamo rimasti sorpresi dalla chiarezza dei risultati ottenuti – ha detto Deborah Neklason, del Huntsman Cancer Institute, University of Utah a Salt Lake City, leader del team di ricerca – Un’altra sorpresa è stata che i polipi non solo hanno smesso di progredire, ma in alcuni partecipanti si sono ridotti o addirittura sono scomparsi”.
 
Lo studio
Neklason e colleghi hanno testato l’effetto di sei mesi di trattamento con sulindac (150 mg due volte al giorno) più erlotinib (75 mg al giorno) rispetto al placebo sulla regressione duodenale di polipi in 92 pazienti con FAP. Lo studio è stato bloccato dopo la seconda analisi ad interim pianificata per la superiorità evidente dimostrata dal trattamento combinato. Mentre il gruppo trattato con sulindac/erlotinib ha ottenuto una diminuzione mediana di 8,5 mm del polipo, il gruppo placebo ha registrato un aumento mediano di 8 mm (differenza tra i gruppi: 19,0 millimetri). Per quanto riguarda la variazione percentuale in peso del polipo rispetto alla misurazione basale, il gruppo trattato ha ottenuto una diminuzione del 38% e quello del placebo un aumento del 31% (differenza tra i gruppi: 71,2%). Infine il conteggio duodenale dei polipi nel gruppo sulindac/erlotinib è sceso di 2,8 polipi, mentre è aumentato di 4,3 nel gruppo placebo.

Tuttavia, gli eventi avversi possono limitare l’uso di questo trattamento alle dosi studiate: si è infatti registrato un alto tasso di eventi avversi di grado 1 e 2, prevalentemente rappresentato da eruzioni cutanee come l’acne (87% dei pazienti) e mucosite (39%).

Fonte: JAMA 2016

Megan Brooks

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Megan Brooks

23 Marzo 2016

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