Ricerca Telethon. Rigenerare i muscoli? Questione di impalcatura

Ricerca Telethon. Rigenerare i muscoli? Questione di impalcatura

Ricerca Telethon. Rigenerare i muscoli? Questione di impalcatura
Uno studio dell’Università di Padova dimostra come il collagene VI, assente nella distrofia di Ullrich, sia indispensabile per una corretta rigenerazione dei muscoli danneggiati. Il lavoro pone le basi per un nuovo approccio di terapia cellulare basato sui fibroblasti.

Rigenerare i muscoli danneggiati grazie a un’impalcatura molecolare a base di collagene VI: è quanto suggerisce uno studio finanziato da Telethon e pubblicato su Nature Communications dal gruppo di ricerca coordinato da Paolo Bonaldo, professore di Biologia cellulare all’Università di Padova. Oltre a chiarire un aspetto importante del modo con cui il muscolo si riforma dopo un danno, questo studio propone un nuovo approccio di terapia cellulare da applicare in malattie muscolari degenerative, come per esempio le distrofie.

"Il collagene VI è una nostra vecchia conoscenza – ha spiegato Bonaldo – sono infatti oltre 15 anni che, con il supporto di Telethon, studiamo questa proteina. Normalmente è responsabile dell’ancoraggio delle fibre muscolari alla loro struttura esterna di supporto, la matrice, ma quando è difettosa porta allo sviluppo di due rare malattie ereditarie del muscolo, la distrofia congenita di Ullrich e la miopatia di Bethlem. Nello studio appena pubblicato abbiamo dimostrato nel modello animale di queste patologie come il collagene VI sia essenziale per una corretta rigenerazione muscolare. In caso di danno ai muscoli, infatti – ha proseguito – il compito di avviarne la riparazione è in capo a particolari cellule staminali adulte, chiamate satelliti, che per funzionare hanno bisogno di una vera e propria impalcatura di supporto di cui il collagene VI è un ingrediente essenziale. Se questa 'nicchia' manca del collagene VI, le cellule satelliti non si attivano nel modo giusto e rimangono come confuse, incapaci così di mantenere la loro funzione di generare nuovo muscolo".

Il lavoro di Bonaldo e collaboratori non soltanto perché aggiunge un nuovo tassello alle conoscenze sui meccanismi alla base dei difetti ereditari del collagene VI, ma suggerisce anche un nuovo approccio di terapia cellulare. Questa proteina, infatti, è prodotta principalmente da cellule molto note e diffuse, nonché facili da coltivare in laboratorio: i fibroblasti. Trapiantando un numero relativamente piccolo di queste cellule nei muscoli dei topi modello della distrofia di Ullrich i ricercatori padovani sono riusciti a ripristinare una corretta impalcatura di collagene VI intorno alle fibre muscolari e alle cellule satelliti, migliorando significativamente il quadro complessivo e le capacità rigenerative dei muscoli.

"Considerando che i fibroblasti si possono facilmente prelevare dalla pelle in modo poco invasivo, abbiamo di fronte una strategia abbastanza semplice per provare a invertire la rotta e a stimolare la rigenerazione di quei muscoli che altrimenti tendono a morire – ha detto Bonaldo – Il prossimo passo sarà innanzitutto studiare nel modello animale che cosa succede quando ripristiniamo la proteina mancante a livello sistemico, per capire se e come si possano raggiungere i diversi muscoli colpiti dalla malattia".

Questo lavoro ha richiesto anche il contributo di alcuni laboratori internazionali, leader in campi scientifici molto diversi, dalla biologia delle cellule staminali, alla medicina rigenerativa e ingegneria dei materiali. I gruppi che hanno affiancato i ricercatori patavini sono quelli coordinati da Giulio Cossu (University College London, UK), Thomas Rando (University of Stanford, USA) e Giovanni Vozzi (Università di Pisa). I ricercatori padovani in passato avevano chiarito alcuni meccanismi alla base delle patologie legate al collagene VI, riscontrando le stesse alterazioni nel topo e nell’uomo; il nuovo studio ora aggiunge un importante tassello, aprendo nuove prospettive terapeutiche.

07 Giugno 2013

© Riproduzione riservata

Autocura. L’Oms punta su test fai da te, IA e servizi di prossimità per rafforzare la lotta contro HIV, tubercolosi ed epatiti
Autocura. L’Oms punta su test fai da te, IA e servizi di prossimità per rafforzare la lotta contro HIV, tubercolosi ed epatiti

L’autocura non è più soltanto una scelta individuale, ma una componente strategica delle politiche sanitarie globali. È questo il messaggio che arriva dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che rilancia gli...

Leishmaniosi. L’Oms aggiorna le linee guida: arrivano terapie più brevi, sicure e meno tossiche per kala-azar e PKDL
Leishmaniosi. L’Oms aggiorna le linee guida: arrivano terapie più brevi, sicure e meno tossiche per kala-azar e PKDL

Trattamenti più brevi, meno tossici e meglio tollerati per una delle malattie parassitarie più letali al mondo. L'Organizzazione mondiale della sanità ha aggiornato le linee guida per la cura della...

Etichette lunghe non significano alimenti meno sani. Uno studio mette in discussione un luogo comune sui prodotti industriali
Etichette lunghe non significano alimenti meno sani. Uno studio mette in discussione un luogo comune sui prodotti industriali

Quando leggiamo un'etichetta alimentare tendiamo spesso a fare un ragionamento intuitivo: più la lista degli ingredienti è lunga, più il prodotto viene percepito come "artificiale", industriale e quindi meno salutare....

Sole e melanoma. Iss: “No a fake news sulle creme, fidarsi della scienza”
Sole e melanoma. Iss: “No a fake news sulle creme, fidarsi della scienza”

“Con l’arrivo dell’estate aumentano anche le fake news sulla protezione dal sole, in particolare sulle creme solari. Non tutte le opinioni hanno lo stesso valore: per tutelare la salute è...