Riscaldamento globale. Più 1°C ogni 10 anni nelle grandi città: cresce rischio mortalità

Riscaldamento globale. Più 1°C ogni 10 anni nelle grandi città: cresce rischio mortalità

Riscaldamento globale. Più 1°C ogni 10 anni nelle grandi città: cresce rischio mortalità
A rischio soprattutto grandi città e megalopoli. Si teme un aumento considerevole delle morti, soprattutto tra chi non riesce a proteggersi dal caldo. Il rapporto su Earth's Future.

(Thomson Reuters Foundation) – In città come Parigi, Houston, Mosca e Pechino, il livello di calore nelle giornate estive più calde starebbe crescendo due o tre volte più rapidamente rispetto all'aumento della temperatura media registrata negli ultimi 50 anni a causa dei cambiamenti climatici. Un trend che sarebbe particolarmente pronunciato in Europa, Asia orientale e alcune zone dell'Australia. La colonnina di mercurio nelle grandi città salirebbe più velocemente rispetto ad altre zone.
 
E così, le sempre più popolose metropoli e grandi aree urbane starebbero condannando a morte migliaia di persone, soprattutto le più povere, che non riescono a proteggersi dal caldo torrido, magari perché non possono permettersi un condizionatore. È l'allarme lanciato da ricercatori dell'Università della California di Irvine, guidati da Simon Michael Papalexiou, ingegnere ambientale, che hanno pubblicato un rapporto su Earth's Future.
 
Nelle grandi città la temperatura è aumentata di 1 grado centigrado a decennio
In particolare, il rapporto, che ha esaminato i dati di 9 mila stazioni meteorologiche di tutto il mondo, avrebbe rilevato che le temperature medie globali sarebbero aumentate, in media, di 0,2 gradi centigradi ogni dieci anni negli ultimi 50. Mentre in città come Parigi, Barcellona, Houston, Mosca e Pechino l'aumento per decennio delle temperature sarebbe stato di circa un grado. E proprio a causa di questi incrementi consistenti, ci sarebbero stati quei disastri provocati dalle ondate di calore che avrebbero fatto quasi 70mila morti in Europa nel 2003 e circa 55mila morti in Russia nel 2010, secondo il rapporto.
 
Grandi città sempre più affollate
Ma la preoccupazione maggiore riguarda il futuro, con sempre più persone che si trasferiscono nelle grandi città. Attualmente, più della metà della popolazione mondiale vive in grandi aree urbane, ma la stima è che arriveranno a essere oltre il 65% della popolazione entro il 2050. Negli ultimi due decenni, poi, il numero di città con almeno 5 mln di persone è raddoppiato, sostengono gli esperti. Un'urbanizzazione che si sarebbe verificata più rapidamente nelle parti meno sviluppate del mondo, e “che aggraverà l'impatto degli eventi meteorologici estremi e aumenterà il rischio di vittime dovute a ondate di calore in futuro”, sottolinea il rapporto.
 
Provvedimenti
“Molte delle persone che vivono nelle grandi città non hanno accesso all'aria condizionata o altre alternative per proteggersi”, ha dichiarato Papalexiou. Con la crescente disuguaglianza dei diritti, il numero di poveri che vivono nelle aree urbane senza le risorse per far fronte al caldo estremo continuerà a crescere, ha sottolineato.

Le autorità locali saranno dunque costrette a prendere nuove misure per salvare vite umane, come sottolineato da Amir AghaKouchak, tra gli autori dello studio. “In Francia, dopo l'ondata di calore del 2003, tutte le case di cura e i luoghi dove ci sono persone vulnerabili devono avere almeno una stanza comune con l'aria condizionata – spiega AghaKouchak – Ma alcuni Paesi non hanno le risorse per farlo”. Rendere le città più verdi e 'intelligenti', “cambiando per esempio gli stili architettonici e lasciando più aree verdi con alberi e piante che contribuiscono ad abbassare le temperature, sarà fondamentale per ridurre questa minaccia”, ha concluso Papalexiou.
 
Fonte: Earth's Future

Laurie Goering
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science)

Laurie Goering

29 Gennaio 2018

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