Sale. Ancora lontani dall’obiettivo di consumarne meno di 5 grammi al giorno. Dal ministero della Salute cinque azioni per ridurlo

Sale. Ancora lontani dall’obiettivo di consumarne meno di 5 grammi al giorno. Dal ministero della Salute cinque azioni per ridurlo

Sale. Ancora lontani dall’obiettivo di consumarne meno di 5 grammi al giorno. Dal ministero della Salute cinque azioni per ridurlo
Nel 2018-2019, in un campione rappresentativo della popolazione tra i 35-74 anni residenti in 10 Regioni, il consumo medio giornaliero di sale era di 9,5 g negli uomini e 7,2 g nelle donne. Solo 9% degli uomini e nel 23% delle donne consuma meno di 5 g come indicato dall’Oms. Dal ministero della Salute azioni concrete per ridurlo lanciate in occasione della Settimana mondiale per la riduzione del consumo di sale dal 14-20 marzo

Shake the Habit!”, “Cambia l’abitudine” questo il claim della Settimana mondiale per la riduzione del consumo di sale 2022, che si apre oggi fino al 20 marzo e che punta a sensibilizzare l’industria alimentare a ridurre il contenuto di sale nei propri prodotti considerato che circa tre quarti del sale consumato è già presente in cibi processati e confezionati.
Ma anche a ricordare a tutti di utilizzare meno sale in cucina e a tavola, in particolare affinando le proprie ricette o creandone di nuove, ugualmente saporite grazie a spezie ed erbe aromatiche, e di ridurre il consumo di prodotti alimentari che possono contenere molto sale (salse di soia, ketchup, condimenti per insalata, salumi, sughi pronti, cibi in scatola o precotti, ecc.).
 
L’iniziativa, ricorda il ministero della Salute, è promossa dalla World Action on Salt, Sugar and Health (Wassh), associazione con partner in 100 Paesi di diversi continenti, costituita nel 2005 per migliorare la salute delle popolazioni attraverso la graduale riduzione dell’introito di sale di sale fino a meno di 5 grammi al giorno (corrispondenti a circa 2 grammi di sodio), il target raccomandato dall’Oms. Obiettivo principale è quindi quello di sensibilizzare i Governi sulla necessità di una ampia strategia di popolazione multisettoriale in materia. Un consumo eccessivo di sale favorisce, infatti, un aumento della pressione arteriosa, con conseguente incremento del rischio di insorgenza di gravi patologie cardio-cerebrovascolari correlate all’ipertensione arteriosa, quali infarto del miocardio e ictus cerebrale, ed è stato associato ad altre malattie cronico-degenerative, quali tumori, in particolare dello stomaco, osteoporosi e malattie renali. Dal 2020 Wassh include anche un focus su zucchero e calorie in eccesso, che mira a ridurre l’introito dello zucchero aggiunto ampliando, così, gli aspetti della riformulazione per aiutare i Paesi di tutto il mondo ad adottare un’alimentazione più sana.

Alcuni dati. A livello globale il consumo giornaliero di sale è in media il doppio del valore raccomandato dall’Oms. In Italia nel periodo 2018-2019 è stato riscontrato, attraverso la raccolta delle urine delle 24 ore in campioni di popolazione di età 35-74 anni residenti in 10 Regioni, un consumo medio giornaliero di sale pari a 9,5 grammi negli uomini e 7,2 grammi nelle donne, risultando inferiore a 5 grammi al dì soltanto nel 9% degli uomini e nel 23% delle donne. Valori comunque in miglioramento rispetto a quelli riscontrati nel periodo 2008-2012 (10,8 g negli uomini e 8,3 g nelle donne, con un consumo inferiore a 5 grammi al dì nel 4% degli uomini e nel 15% delle donne), sebbene restino ancora ben al di sopra di quello raccomandato dall’Oms.
È, quindi, fondamentale, sottolinea il Ministero, proseguire l’impegno da parte delle aziende alimentari, delle Istituzioni e dei cittadini per la riduzione dell’introito di sodio attraverso la riformulazione dei prodotti alimentari e il minor ricorso all’utilizzo del sale in cucina e a tavola.
 
 
Il consumo di sale nel Programma Guadagnare salute e nel Piano nazionale della prevenzione A tal fine contribuiscono già da tempo sia il Programma Guadagnare salute: rendere facili le scelte salutari (Dpcm 4 maggio 2007), nel cui ambito sono stati siglati numerosi Protocolli d’intesa tra il Ministero della salute e Associazioni di produttori di alimenti artigianali o industriali volti a ridurre il contenuto di sale in diverse categorie di prodotti alimentari, sia il Piano Nazionale della Prevenzione. La riduzione del consumo eccessivo di sale ha rappresentato, infatti, uno degli obiettivi centrali del Piano Nazionale di Prevenzione (2014-2018, prorogato al 2019, che è stato perseguito dalle Regioni attraverso lo sviluppo di iniziative comprendenti, tra l’altro, accordi intersettoriali locali e attività informative per la popolazione e formative per operatori connessi al settore alimentare.
Anche il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025, approvato con Intesa Stato-Regioni del 6 agosto 2020, prevede una linea strategica di intervento per la riduzione del consumo di sale, confermando l’importanza dell’obiettivo nel contesto della promozione di una sana alimentazione per la prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili.
 
Il ministero suggerisce infine 5 azioni concrete per ridurre il consumo di sale a meno di 5 grammi al giorno:
usare erbe, spezie, aglio, peperoncino, erbe aromatiche, pepe nero e agrumi al posto del sale per aggiungere sapore al tuo cibo
scolare e risciacquare verdure e legumi e in scatola e mangiare più frutta e verdura fresca
controllare le etichette prima di acquistare per scegliere prodotti alimentari meno salati
ridurre gradualmente il sale nelle ricette preferite – consentendo alle papille gustative di adattarsi
non mettere a tavola sale e salse salate, in modo che anche i più giovani della famiglia si abituino a non aggiungere il sale.

14 Marzo 2022

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