Salute visiva. Una persona su due che affronta cecità per cataratta ha bisogno di accedere a interventi chirurgici

Salute visiva. Una persona su due che affronta cecità per cataratta ha bisogno di accedere a interventi chirurgici

Salute visiva. Una persona su due che affronta cecità per cataratta ha bisogno di accedere a interventi chirurgici

Lo rileva uno studio pubblicato su The Lancet Global Health: 94 milioni colpiti nel mondo, con forti disuguaglianze in Africa e tra le donne. L’Oms chiede di accelerare per raggiungere l’obiettivo di +30% di copertura entro il 2030

Accelerare gli sforzi per garantire che milioni di persone che vivono con cataratta possano accedere a un intervento semplice e ripristinante della vista, uno degli interventi più efficaci e accessibili per prevenire la cecità evitabile.

Questo l’invito lanciato dall’Oms a Governi, società civile e partner a costruire sullo slancio esistente per affrontare le disuguaglianze di genere e geografiche e dare priorità alle popolazioni svantaggiate. Con un impegno costante, la chirurgia della cataratta può passare dall’essere fuori portata per milioni di persone a un intervento universalmente accessibile, contribuendo a porre fine alla cecità evitabile in tutto il mondo.

 Un nuovo studio pubblicato su The Lancet Global Health evidenzia infatti la portata della sfida: quasi la metà delle persone nel mondo che affrontano cecità legata alla cataratta ha ancora bisogno di accedere alla chirurgia.

La cataratta – l’offuscamento del cristallino oculare che causa una visione offuscata e può portare alla cecità – colpisce più di 94 milioni di persone in tutto il mondo. La chirurgia della cataratta, una semplice procedura di 15 minuti, è una delle procedure mediche più economiche, garantendo un ripristino immediato e duraturo della vista.

Negli ultimi due decenni, la copertura globale della chirurgia della cataratta è aumentata di circa il 15%, anche se l’invecchiamento delle popolazioni e l’aumento dei casi di cataratta hanno incrementato la domanda complessiva. L’ultima modellizzazione prevede che la copertura per l’intervento di cataratta aumenterà di circa l’8,4% in questo decennio. Tuttavia, i progressi devono accelerare drasticamente per raggiungere l’obiettivo dell’Assemblea Mondiale della Sanità di un aumento del 30% entro il 2030.

“La chirurgia della cataratta è uno degli strumenti più potenti che abbiamo per ristabilire la vista e trasformare vite – ha dichiarato Dévora Kestel, Direttore dell’IA del Dipartimento Oms per le Malattie Non Trasmissibili e la Salute Mentale – quando le persone riacquistano la vista, riacquistano indipendenza, dignità e opportunità”.

Lo studio, che ha analizzato i rapporti di 68 stime nazionali per il 2023 e il 2024, mostra che la regione africana affronta il divario più ampio, con tre persone su quattro che necessitano di chirurgia della cataratta che restano non trattate. Le donne sono colpite in modo sproporzionato in tutte le regioni, sperimentando costantemente un accesso alle cure inferiore rispetto agli uomini.

Queste lacune riflettono barriere strutturali di lunga data, tra cui carenze e distribuzione diseguale di professionisti oculistici formati, elevati costi a carico di tasca propria, lunghi tempi di attesa e limitata consapevolezza o domanda di interventi chirurgici, anche quando esistono servizi.

Inoltre, sebbene l’età sia il principale fattore di rischio per la cataratta, altri fattori come l’esposizione prolungata ai raggi UV-B, l’uso di tabacco, corticosteroidi e diabete possono accelerarne lo sviluppo.

Soluzioni per colmare il divario Porre fine alla cecità inutile dovuta alla cataratta è essenziale e raggiungibile, conclude l’Oms. I paesi possono accelerare i progressi integrando screening visivo ed esami oculistici nell’assistenza sanitaria primaria, investendo in infrastrutture chirurgiche essenziali e ampliando e distribuendo meglio la forza lavoro per la cura degli occhi, in particolare nelle aree rurali e svantaggiate.

Sforzi mirati per dare priorità alle donne e alle comunità emarginate saranno fondamentali per ridurre le disuguaglianze persistenti e garantire che i progressi nell’accesso beneficino tutti.

11 Febbraio 2026

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