Sanofi, mieloma multiplo: ok CE a isatuximab sottocutaneo con iniettore indossabile

Sanofi, mieloma multiplo: ok CE a isatuximab sottocutaneo con iniettore indossabile

Sanofi, mieloma multiplo: ok CE a isatuximab sottocutaneo con iniettore indossabile

La Commissione Europea ha approvato isatuximab sottocutaneo nel trattamento del mieloma multiplo in tutte le indicazioni già autorizzate per la formulazione endovenosa, anche tramite iniettore indossabile e in ambito domiciliare. L’approvazione si basa sullo studio IRAKLIA, che ha dimostrato non inferiorità della nuova formulazione rispetto a quella endovenosa in termini di efficacia, e un profilo di sicurezza sovrapponibile, offrendo il vantaggio di una somministrazione più semplice e flessibile

La Commissione Europea ha approvato isatuximab sottocutaneo (SC) in combinazione con regimi standard di cura per il trattamento di pazienti con mieloma multiplo in tutte le indicazioni già esistenti per isatuximab nella formulazione endovenosa (IV). Isatuximab è la prima terapia antitumorale nell’UE ad essere somministrata sia per via sottocutanea, sia attraverso un iniettore indossabile (OBI) sia tramite iniezione manuale. La somministrazione, inoltre, può avvenire sia al domicilio del paziente, sia in ambito ambulatoriale. Il farmaco è un anticorpo monoclonale che si lega alla proteina CD38.

“L’approvazione di isatuximab in formulazione sottocutanea con somministrazione sia manuale sia tramite OBI rappresenta un passo in avanti significativo per la comunità ematologica italiana,” afferma Elena Zamagni, Professore Associato di Ematologia all’Università di Bologna ed ematologa presso l’IRCCS Policlinico Sant’Orsola di Bologna, “Il mieloma multiplo è sempre più una malattia cronica, con trattamenti ripetuti che pesano sulla quotidianità di pazienti e famiglie e sulle strutture ospedaliere. Come ematologi, abbiamo la responsabilità di garantire la migliore efficacia terapeutica e di rendere il percorso di cura sostenibile nel lungo periodo. L’iniettore indossabile va in questa direzione: consente di mantenere l’efficacia clinica di isatuximab, alleggerendo il carico logistico per pazienti, caregiver e team di cura, con la flessibilità di somministrazione anche fuori dall’ospedale.”

Lo studio IRAKLIA

Nell’Unione Europea isatuximab in formulazione endovenosa è attualmente approvato in quattro indicazioni – incluse la combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone – sia nel mieloma multiplo di nuova diagnosi non eleggibile al trapianto (NDMM, TI), sia nel mieloma multiplo di nuova diagnosi eleggibile al trapianto (NDMM, TE).

Nel mieloma multiplo recidivato e/o refrattario (R/R), isatuximab è approvato in combinazione con pomalidomide e desametasone (Pd) o con carfilzomib e desametasone.

L’approvazione di isatuximab sottocute segue il parere positivo del Comitato dei Medicinali per Uso Umano dell’Agenzia Europea dei Medicinali e si basa sui risultati dello studio registrativo IRAKLIA di fase III nel mieloma multiplo recidivato e/o refrattario, che ha dimostrato la non inferiorità della formulazione sottocutanea di isatuximab rispetto a quella endovenosa.

“I risultati dello studio IRAKLIA hanno dimostrato la non inferiorità della formulazione sottocutanea di isatuximab con l’iniettore automatico e indossabile (OBI), rispetto alla formulazione endovenosa, mantenendo un profilo di sicurezza in linea con gli studi precedenti e una riduzione delle reazioni da infusione,” afferma Claudio Cerchione, Dirigente medico ricercatore in ematologia presso l’IRCCS Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio dei Tumori di Meldola (FC) e Professore a contratto, “L’esperienza clinica ha evidenziato come CirCLIQ semplifichi notevolmente il processo di somministrazione, venendo incontro alle esigenze di pazienti, caregiver e team di cura, che può così dedicare più tempo all’assistenza personalizzata e al monitoraggio clinico dei pazienti, elementi fondamentali nella gestione del mieloma multiplo.”

IRAKLIA è stato il primo studio di fase III ad incorporare l’uso di un iniettore indossabile nel trattamento del mieloma multiplo.

L’associazione con un iniettore indossabile

Gli studi IRAKLIA e IZALCO indicano come l’uso di un iniettore indossabile (OBI) possa offrire maggiore semplicità, flessibilità e praticità nella somministrazione del farmaco rispetto alla somministrazione endovenosa. Questi studi hanno anche registrato come pazienti e operatori sanitari preferiscano l’iniettore indossabile rispetto alla somministrazione sottocutanea manuale.

Nello studio IRAKLIA, il 70% dei pazienti trattati con isatuximab sottocutaneo somministrato tramite iniettore indossabile ha riferito di essere “soddisfatto” o “molto soddisfatto” dell’iniezione rispetto al 53,4% dei pazienti che hanno ricevuto isatuximab in formulazione endovenosa (OR 2,036; IC 95%: 1,425-2,908; p=0,0001).

Nello studio IZALCO di fase II, dopo aver sperimentato entrambi i metodi di somministrazione, il 74,5% dei pazienti ha preferito isatuximab sottocutaneo somministrato tramite iniettore indossabile rispetto all’iniezione manuale, rispetto al 17% che ha preferito l’iniezione manuale e all’8,5% che non ha indicato alcuna preferenza (p=0,0004; test binomiale contro l’ipotesi nulla di tasso <50%).

“Per le persone con mieloma multiplo e i loro caregiver, la prospettiva di poter ricevere il trattamento a casa, in ambulatorio o nelle strutture sanitarie di prossimità premendo solo un bottone significa concretamente guadagnare tempo e qualità di vita”, commenta Giuseppe Toro, Presidente di AIL – Associazione Italiana contro le Leucemie, linfomi e mieloma, “Come AIL, accogliamo con entusiasmo ogni innovazione che metta al centro le esigenze reali delle persone che convivono con questa patologia, riducendo il peso logistico ed emotivo di un percorso terapeutico già di per sé lungo e complesso, senza compromettere l’efficacia delle cure.”

Isatuximab sarà utilizzato in combinazione con l’iniettore indossabile CirCLIQ di Enable Injection; si tratta di un dispositivo automatizzato, sviluppato utilizzando la piattaforma enFuse e progettato per somministrare per via sottocutanea isatuximab con la pressione di un pulsante, sia in ambito ambulatoriale, sia domiciliare. Utilizza un ago retrattile nascosto, più sottile e di dimensioni inferiori rispetto agli aghi comunemente utilizzati per le iniezioni sottocutanee di grandi volumi di farmaco.

Nello studio IRAKLIA isatuximab sottocutaneo, somministrato tramite iniettore sottocutaneo in combinazione con pomalidomide e desametasone, ha mostrato un tasso di risposta obiettiva (ORR) del 71,1%, confrontato con il 70,5% con isatuximab somministrato per via endovenosa con pomalidomide e desametasone. Un risultato che stabilisce la non inferiorità (rapporto di rischio [RR]: 1,008; intervallo di confidenza 95% [IC]: 0,903-1,126; p=0,0006), in pazienti adulti con MM R/R che hanno ricevuto almeno una linea di trattamento precedente.

Profilo di sicurezza

Nello studio IRAKLIA, il profilo di sicurezza complessivo di isatuximab somministrato per via sottocutanea tramite iniettore indossabile – in combinazione con pomalidomide e desametasone – è stato coerente con quello del farmaco con la stessa combinazione somministrata per via endovenosa. Reazioni sistemiche all’infusione si sono verificate nel 25% dei pazienti che hanno ricevuto la formulazione endovenosa e nell’1,5% dei pazienti trattati con la formulazione sottocutanea. Non sono stati osservati nuovi segnali di sicurezza, eccetto per reazioni locali nel sito di iniezione (ISR) di basso grado che si sono verificate nello 0,4% delle somministrazioni con iniettore indossabile (n=19/5.145 iniezioni). Quasi tutte le reazioni locali nel sito di iniezione erano di grado 1, eccetto un episodio di grado 2.

Gli eventi avversi (AE) non ematologici più comuni di grado =3 sono stati polmonite (14,8% nel braccio OBI, 15,5% nel braccio IV), COVID-19 (2,7%, 1,9%) e infezione delle vie aeree superiori (1,5% in entrambi i bracci). Le anomalie di laboratorio ematologiche più comuni di grado =3 sono state neutropenia (84,7% OBI, 74,3% IV), trombocitopenia (26,1%, 23%) e anemia (17,6%, 19,5%).

Nei pazienti provenienti da Paesi dove la somministrazione domiciliare era consentita, la durata mediana dell’iniezione con isatuximab sottocutaneo tramite iniettore indossabile è stata la stessa tra somministrazione in ambito ospedaliero e domiciliare (13 minuti). La somministrazione domiciliare è stata ben tollerata senza nuovi segnali di sicurezza e tutte le iniezioni sono state completate.

M.L.

08 Giugno 2026

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