Se il sonno aiuta a dimagrire. Una ricerca dalla Svezia

Se il sonno aiuta a dimagrire. Una ricerca dalla Svezia

Se il sonno aiuta a dimagrire. Una ricerca dalla Svezia
Uno studio svedese dimostra che la regione del cervello collegata al desiderio di mangiare si attiva di più dopo una notte in bianco. Un’attività anomala che ha ripercussioni sulla salute metabolica: “Ecco perché bisogna dormire almeno 8 ore ogni notte”.

Oltre alle sensazioni personali, esiste un metodo più scientifico per sapere se il nostro organismo sta sentendo fame: è controllare l’attività di una specifica regione del cervello, detta corteccia cingolata anteriore. E questa, sembra proprio accendersi più facilmente quando dormiamo troppo poco. Questo quanto emerge da un recente studio dell’Università di Uppsala in Svezia, pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism.

Per giungere a questa conclusione, i ricercatori hanno esaminato l’attività cerebrale di dodici uomini di corporatura normale in due diverse sessioni di studio: una dopo una normale notte di sonno, una dopo una nottata passata svegli. Ai pazienti venivano mostrate alternativamente delle immagini di cibi ad alto e basso contenuto calorico, e nel frattempo il loro cervello veniva monitorato tramite risonanza magnetica. Ai volontari, venivano fatte analisi di glucosio nel sangue prima della rilevazione e prima e dopo il test veniva loro chiesto di definire la loro sensazione di fame.
In confronto con quelli che avevano dormito regolarmente, dalla risonanza emergeva come gli uomini che avevano passato la notte in bianco presentassero un’attività incrementata nella corteccia cingolata anteriore destra quando venivano loro mostrate le immagini di cibo, a prescindere dalle calorie che potevano contenere e i livelli di fame precedenti alla rilevazione. I ricercatori hanno poi osservato come questa attività anomala fosse accompagnata nella maggior parte dei casi dalla dichiarazione dei soggetti di avere fame, nella valutazione subito successiva al test clinico, senza che ci fossero però ripercussioni sui livelli di glicemia.

Lo studio seguiva una ricerca precedente, pubblicata sulla rivista American Journal of Clinical Nutrition, che dimostrava come una singola notte senza sonno provocasse in individui maschi di peso normale un consumo di energie limitato. Secondo i ricercatori questi due studi provano come dormire poco possa ripercuotersi sulla percezione umana del cibo e della fame. “Bisogna tenere a mente che una quantità di sonno insufficiente è un problema che riguarda tutte le società moderne”, ha commentato Christian Benedict, ricercatore dell’ateneo svedese. “Il nostro studio dimostra come avere abitudini notturne sbagliate possa, a lungo termine, aumentare il rischio di prendere peso. Ecco perché consigliamo di dormire almeno otto ore ogni notte, per mantenere il nostro corpo in salute”.

Laura Berardi

 

20 Gennaio 2012

© Riproduzione riservata

Ebola Bundibugyo. L’Oms convoca gli esperti: “Nessun vaccino né terapia approvati, solo studi clinici”
Ebola Bundibugyo. L’Oms convoca gli esperti: “Nessun vaccino né terapia approvati, solo studi clinici”

Non esistono attualmente terapie o vaccini specificamente autorizzati per la prevenzione e il trattamento della malattia da virus Bundibugyo (BVD), il ceppo di Ebola che sta colpendo la Repubblica Democratica...

Da Aifa via libera alla rimborsabilità di 4 nuovi farmaci, 5 estensioni terapeutiche e 2 equivalenti
Da Aifa via libera alla rimborsabilità di 4 nuovi farmaci, 5 estensioni terapeutiche e 2 equivalenti

Il Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) di quattro nuovi medicinali, cinque estensioni di indicazioni terapeutiche e...

Sclerosi multipla, dall’ascolto dei pazienti alle politiche pubbliche: nasce la roadmap 2030 per cure, diritti e progetto di vita
Sclerosi multipla, dall’ascolto dei pazienti alle politiche pubbliche: nasce la roadmap 2030 per cure, diritti e progetto di vita

C'è una generazione di persone con sclerosi multipla che oggi può immaginare il proprio futuro in modo diverso rispetto al passato. Merito di diagnosi sempre più tempestive, terapie capaci di...

Comitati di Etica e Bioetica di Italia, Portogallo e Spagna approvano parere congiunto sull’IA in sanità
Comitati di Etica e Bioetica di Italia, Portogallo e Spagna approvano parere congiunto sull’IA in sanità

Il Comitato Nazionale per la Bioetica dell’Italia, il Consiglio Nazionale di Etica per le Scienze della Vita (Cnecv) del Portogallo e il Comitato di Bioetica della Spagna hanno approvato un...