Seno. Alcuni tipi di tumore potrebbero non richiedere la radioterapia

Seno. Alcuni tipi di tumore potrebbero non richiedere la radioterapia

Seno. Alcuni tipi di tumore potrebbero non richiedere la radioterapia
In uno studio canadese, un tipo di tumore al seno, il Luminal A a basso rischio, hanno mostrato di beneficiare meno della radioterapia rispetto a quelli ad alto rischio. Il tasso di sopravvivenza generale dopo 10 anni si è attestato all’84%.

(Reuters Health) – Una nuova ricerca suggerisce che alcune donne affette da tumore al seno di tipo luminal A a basso rischio potrebbero non trarre beneficio dalla radioterapia. Come riportato dal Journal of Clinical Oncology online, Anthony Fyles e colleghi, del Princess Margaret Cancer Center di Toronto (Canada), hanno condotto un'analisi su un sottogruppo di partecipanti al trial Toronto-British Columbia (TBC ).
 
"Questo studio ci ha permesso di valutare il tasso di recidiva al seno dopo terapia endocrina e senza radioterapia in donne con malattia a basso rischio, cosa che i precedenti studi non erano riusciti a stabilire. I tumori di tipo Luminal A a basso rischio sono quelli che hanno mostrato maggiore possibilità di successo con questo indirizzo clinico” , ha detto il dottor Fyles,. "Ci aspettavamo che le donne con tumori luminal A avessero un minor beneficio dall’irradiazione mammaria ma non era chiaro se questo beneficio fosse talmente scarso da considerare praticabile l’omissione delle radiazioni e l’utilizzo della sola terapia endocrina dopo un intervento di lumpectomia, seguito da terapia endocrina. Crediamo che, una volta completati i trial di conferma, queste donne non avranno bisogno di essere sottoposte a irradiazione mammaria”.

Lo studio ha coinvolto 769 donne a partire dai 50 anni (età media 68 anni) con adenocarcinoma invasivo, con linfonodi negativi non più grande di 5 cm (pT1/T2). Tutte l partecipanti erano state sottoposte a un intervento di chirurgia conservativa della mammella. Nel trial sono state assegnate a caso a ricevere tamoxifene (20 mg al giorno per cinque anni) o tamoxifene più radioterapia (40 Gy in 16 frazioni giornaliere per tre o quattro settimane, seguiti da 12,5 Gy in cinque frazioni giornaliere). Utilizzando reperti fissati in formalina e inclusi in paraffina ottenuti da 501 partecipanti originarie (65%) , i ricercatori hanno effettuato delle analisi immuno-istochimiche del recettore estrogenico, di quello progestinico, del recettore 2 per il fattore di crescita epidermica (HER2), della citocheratina 5/6, del recettore per il fattore di crescita epidermica e del Ki-67.

Partendo da ciò, hanno classificato i pazienti in base al sottotipo luminal A (n=265), luminal B (n=165), o ad alto rischio (luminal HER2, n=22; HER2 amplificato, n=13; basal like, n=30 o triplo negativo non basal, n=6). Durante il follow-up medio di 10 anni, si sono verificati 69 recidive di tumore al seno e 137 decessi. Il tasso di sopravvivenza generale dopo 10 anni è arrivato all’84% in entrambi i gruppi.

Il sottotipo è stato prognostico per la recidiva ipsilaterale del tumore al seno e i sottotipi luminali sembravano beneficiare meno dell’irradiazione rispetto a quelli ad alto rischio, ma non si riscontrava una notevole differenza (rapporto di rischio luminal A, 0.40; luminal B, 0.51; sottotipo ad alto rischio, 0.13). Il Dr. Fyles ha aggiunto: "Per cambiare la pratica è necessario un secondo trial di conferma, che per il momento è ancora in corso. Rimangono ancora da chiarire questioni relative al biomarcatore più efficace e clinicamente applicabile per selezionare i pazienti. Per valutare ciò sono in programma nuovi studi”.

Fonte: Journal of Clinical Oncology
 
Lorraine L. Janeczko
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)  

Lorraine L. Janeczko

17 Maggio 2015

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