Settimana allattamento al seno. I neonatologi: “In Italia mancano le condizioni ottimali per favorirlo”

Settimana allattamento al seno. I neonatologi: “In Italia mancano le condizioni ottimali per favorirlo”

Settimana allattamento al seno. I neonatologi: “In Italia mancano le condizioni ottimali per favorirlo”
Il neo presidente dei Neonatologi italiani Fabio Mosca lancia un appello alle Istituzioni e alle imprese. “La promozione dell’allattamento deve essere un percorso virtuoso, che inizia in ospedale ma che poi prosegue, con aspetti sociali e culturali rilevanti. Il neonato deve essere al centro delle scelte politiche e istituzionali. Dobbiamo mettere in campo tutte le risorse per creare condizioni che permettano alle mamme di continuare ad allattare anche dopo i primi mesi".

Completo dal punto di vista nutrizionale, il latte materno è il latte che costa meno, se non proprio nulla, alla famiglia, con un impatto ambientale minimo. Protegge il neonato da numerose patologie dell’età pediatrica, quali le infezioni gastrointestinali e respiratorie, e gli assicura una vita più sana, non solo nell’infanzia ma anche in età adulta, aiutando a prevenire molte malattie degenerative e cardiovascolari. La scienza ci dice inoltre che l’allattamento materno riduce il numero di morti improvvise del lattante, le cosiddette morti in culla, addirittura del 73%. Ma allattare al seno fa bene anche alla mamma, che sarà meno soggetta ad emorragie e a depressione nel periodo del post-partum, al cancro del seno e dell’ovaio in seguito.

“Se vogliamo mettere veramente il neonato al centro del futuro uno degli elementi sui quali dobbiamo puntare con decisione è quindi la promozione dell’allattamento al seno”. Lo afferma il neo presidente della Società Italiana di Neonatologia, Fabio Mosca. “L’alimentazione con latte materno, fondamentale per tutti i neonati, diventa ancora più preziosa per i nati pretermine. In Italia abbiamo raggiunto buoni risultati nell’allattamento al seno alla dimissione del neonato pretermine, posizionandoci tra i migliori Paesi al mondo. Dai dati disponibili (Vermont Oxford Network) i neonati pretermine vengono dimessi dalle TIN italiane assumendo latte materno nel 66% dei casi, il 10% in più rispetto alle TIN nord americane ed il 2% meglio delle TIN dei Paesi europei”.

I nati pretermine sono quelli che beneficiano maggiormente del latte materno e quindi è ancor più importante promuovere per loro la nutrizione con latte umano. “Nei neonati prematuri il latte materno è indispensabile non solo come nutriente ma anche come prima difesa immunitaria. Per favorire l’allattamento è però fondamentale l’apertura delle Terapie Intensive Neonatali (TIN) senza limitazioni di orario, in modo che la mamma sia il più possibile vicina al proprio neonato. Anche le Banche del Latte Umano (ben 38 presenti in Italia) svolgono un ruolo importante per permettere di usare latte materno donato in attesa della montata lattea” afferma Mosca.
 
Queste indicazioni sono contenute nel documento “Promozione dell’uso di latte materno nelle Unità di Terapia Neonatale ed accesso dei genitori ai reparti”, che rappresenta il risultato di un’intesa fra SIN, la federazione dei genitori dei bambini ricoverati in TIN (Vivere Onlus) e Tavolo Tecnico Operativo Interdisciplinare sulla Promozione dell’Allattamento al Seno (TAS) del Ministero della Salute.

La Società Italiana di Neonatologia è impegnata da anni per la promozione dell’allattamento al seno dei neonati e ha redatto nel 2015 un Position Statement con la Società Italiana di Pediatria (Sip), la Società Italiana di Cure Primarie Pediatriche (Sicupp), la Società Italiana di Gastroenterologia Epatologia e Nutrizione Pediatrica (Sigenp), e la Società di Medicina Perinatale (Simp) in collaborazione con il Tas, presieduto da un socio Sin.

Nonostante tutte le iniziative messe in campo, la percentuale di donne che allattano al seno, anche se in crescita, non è ancora ottimale. Se nei primi giorni di vita, infatti, il 90% delle donne italiane comincia ad allattare al seno, già alla dimissione dall’ospedale la percentuale scende al 75%, variando grandemente fra regioni e fra singole strutture, per poi crollare al 45% a 3 mesi. Solo il 10% delle mamme continua ad allattare oltre i 6 mesi di vita, un dato che può essere molto migliorato, per ottemperare alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

“La promozione dell’allattamento deve essere un percorso virtuoso, che inizia in ospedale ma che poi prosegue, con aspetti sociali e culturali rilevanti. Il neonato deve essere al centro delle scelte politiche e istituzionali. Il ruolo sociale della donna è radicalmente cambiato, dobbiamo mettere in campo tutte le risorse per creare ed incentivare condizioni, che permettano alle mamme di continuare ad allattare anche dopo i primi mesi. La promozione dell’allattamento al seno comincia nei punti nascita” – conclude Mosca – “la Sin è impegnata in prima linea in percorsi rivolti alle mamme, ai papà ma anche ai nonni, che il più delle volte rappresentano un’indispensabile supporto delle famiglie”.  

04 Ottobre 2018

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