Stress da finanza: può dare una forma particolare di emicrania nei portatori di due varianti geniche

Stress da finanza: può dare una forma particolare di emicrania nei portatori di due varianti geniche

Stress da finanza: può dare una forma particolare di emicrania nei portatori di due varianti geniche
I problemi finanziari, oltre che a togliere il sonno, possono essere alla base di un tipo particolare di emicrania, legata alla presenza di due varianti specifiche del gene CLOCK, implicato nei ritmi circadiani e finora chiamato in causa solo per i disturbi dell’umore. Un nuovo studio anglo-ungherese dimostra invece che la presenza di due varianti del gene CLOCK aumenta il rischio di emicrania da stress finanziario del 20%.

Emicrania da stress finanziario. A soffrirne sono in molti di questi tempi, ma quelli più a rischio sono i portatori di una variante particolare del gene CLOCK, implicato nei ritmi circadiani. Sono i risultati di una ricerca presentata in questi giorni al congresso dello European College of Neuropsychopharmacology a Parigi.
 
L’emicrania è una condizione neurologica altamente invalidante che nel mondo interessa circa un miliardo di persone, generando una spesa di annua di 27 miliardi di euro nella sola Unione Europea e di 17 miliardi di dollari negli USA. Colpisce più di frequente le donne (dati inglesi parlano di 1 donna su 4 e 1 uomo su 12).
 
La patogenesi di questa condizione è estremamente complessa e riguarda diversi geni e le loro interazioni con le condizioni ambientali più disparate.
Finora i geni dei ritmi circadiani erano stati coinvolti solo con le variazioni del tono dell’umore, ma un gruppo di ricercatori ungheresi e inglesi è andato a studiare se potessero giocare un ruolo anche nell’insorgenza dell’emicrania.
A tale scopo 999 pazienti ungheresi e 1350 inglesi sono stati esaminati per la presenza di due varianti geniche (SNPs) del gene CLOCK, valutandone l’eventuale associazione con l’emicrania.
 
Il gene CLOCK è implicato nel controllo di molti ritmi circadiani dell’organismo, quali la temperatura e i livelli di cortisolo. Questa prima parte della ricerca non ha evidenziato la presenza di una correlazione diretta tra questo gene e l’emicrania; quando però è stato incluso nell’analisi il fattore stress finanziario (misurato con un apposito questionario), gli autori dello studio hanno riscontrato che la presenza di questi SNPs aumenta del 20% il rischio di emicrania nei soggetti che stavano attraversando un periodi di problemi finanziari.
 
“Questo lavoro naturalmente – commenta Daniel Baksa della Semmelweis University, Budapest – non rivela la causa dell’emicrania ma ribadisce il concetto che stress e genetica giocano un ruolo nel suo determinismo. I nostri risultati dimostrano che lo stress (in questo caso finanziario) aumenta il rischio di emicrania nei portatori di due particolari varianti genetiche. La forza di questo studio sta nel fatto che questi risultati sono coerenti in due indipendenti gruppi di pazienti. Le varianti geniche investigate sono presenti in 1/3 della popolazione generale, dunque piuttosto comuni”.
 
“Si tratta di uno studio molto interessante – commenta il Professor Andreas Reif  dell’Ospedale Universitario di Francoforte – sull’interazione genetica-stress nell’emicrania. I disturbi del tono dell’umore, nei quali sono implicati i geni dei ritmi circadiani, mostrano tra l’altro una intrigante comorbilità con l’emicrania. Questo studio suggerisce dunque i possibili pattern genetici sottesi ad entrambe queste condizioni. E dimostra anche come un fattore ambientale, in questo caso lo stress finanziario, eserciti in maniera più energica la sua azione in presenza di un fattore di rischio genetico”.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

05 Settembre 2017

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