Tumori ovarici: si può vincere la resistenza ai farmaci

Tumori ovarici: si può vincere la resistenza ai farmaci

Tumori ovarici: si può vincere la resistenza ai farmaci
Uno studio condotto da ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena mostra come la chemioresistenza nelle neoplasie dell’ovaio possa essere superata bloccando il recettore dell’endotelina-1.

È possibile costringere i tumori diventati resistenti ai farmaci a fare un passo indietro in modo che le terapie diventino nuovamente efficaci?
Secondo uno studio condotto da ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma sì. Il team, in una ricerca i cui risultati sono stati pubblicati Clinical Cancer Research, ha dimostrato che, almeno per quanto concerne i tumori ovarici, basta colpire un bersaglio, l’endotelina 1, per far regredire la chemioresistena. 
La ricerca, finanziata da Airc, è riuscita a dimostrare infatti che il recettore dell'endotelina può essere impiegato come marcatore associato alla comparsa della resistenza al farmaco e ha illustrato il meccanismo responsabile dell’acquisizione della chemioresistenza. Soprattutto, è riuscita a dimostrare l’efficacia di un nuovo farmaco, zibotentan, già in corso di sperimentazione. Il nuovo farmaco molecolare blocca selettivamente il recettore A dell’endotelina e ciò si traduce in un ripristino della sensibilità a paclitaxel e carboplatino (i farmaci più utilizzati per il trattamento del carcinoma ovarico). 
“Un’aumentata funzionalità del recettore A dell’endotelina – ha spiegato una delle autrici dello studio, Anna Bagnato – che è overespresso nei carcinomi ovarici chemioresistenti, attiva i meccanismi che promuovono la transizione epitelio-mesenchimale e impedisce ai farmaci citotossici di eliminare le cellule tumorali. Ora sappiamo che il blocco del recettore A dell’endotelina può permettere al farmaco di mandare in apoptosi la cellula neoplastica e può rappresentare una scelta appropriata nel trattamento del carcinoma ovarico per aggirare e sconfiggere la  farmaco resistenza”, ha concluso.

02 Febbraio 2011

© Riproduzione riservata

Linfoma diffuso a grandi cellule B: disponibile in Italia la combinazione glofitamab + GemOx a durata fissa
Linfoma diffuso a grandi cellule B: disponibile in Italia la combinazione glofitamab + GemOx a durata fissa

Da oggi è disponibile e rimborsata in Italia la prima combinazione dell'anticorpo bispecifico CD20xCD3 glofitamab con gemcitabina e oxaliplatino (GemOx), una nuova opzione terapeutica a durata fissa per i pazienti con...

Tumore al polmone non a piccole cellule con mutazione HER2: trastuzumab deruxtecan migliora la sopravvivenza libera da progressione come trattamento di prima linea
Tumore al polmone non a piccole cellule con mutazione HER2: trastuzumab deruxtecan migliora la sopravvivenza libera da progressione come trattamento di prima linea

Trastuzumab deruxtecan ha prodotto un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto allo standard di cura (chemioterapia con doppietta platino-pemetrexed più pembrolizumab) come trattamento di...

Gravi intossicazioni nei migranti a Lampedusa, la causa è un additivo dei carburanti delle imbarcazioni. La scoperta del Centro Antiveleni Maugeri
Gravi intossicazioni nei migranti a Lampedusa, la causa è un additivo dei carburanti delle imbarcazioni. La scoperta del Centro Antiveleni Maugeri

È stato pubblicato sul New England Journal of Medicine lo studio con cui il Centro Antiveleni Maugeri Pavia - CNIT ha identificato la causa di una serie di gravi intossicazioni...

Mobilità attiva. Iss: “Migliora la salute”. In Italia 4 adulti su 10 si spostano a piedi e uno su 10 in bicicletta, ma l’abitudine è in calo
Mobilità attiva. Iss: “Migliora la salute”. In Italia 4 adulti su 10 si spostano a piedi e uno su 10 in bicicletta, ma l’abitudine è in calo

Quasi quattro adulti su dieci in Italia si spostano abitualmente a piedi e uno su dieci utilizza la bicicletta per andare al lavoro, a scuola o per gli spostamenti quotidiani....