Vaccini. In Romania licenziati amministratori aree “non virtuose”

Vaccini. In Romania licenziati amministratori aree “non virtuose”

Vaccini. In Romania licenziati amministratori aree “non virtuose”
Il Ministero della Salute romeno ha licenziato tutti gli amministratori delle circoscrizioni del Paese a bassa copertura vaccinale e si appella al Governo affinché venga messa a punto una legge ad hoc per combattere l’epidemia di morbillo che ha già provocato 32 morti nel Paese

(Reuters) – In Romania serve una legge sui vaccini e bisogna modernizzare i servizi medici per fermare l’epidemia di morbillo che ha reso il Paese maglia nera in Europa per numero di contagi. A lanciare l'appello è il Ministro della Salute locale che, negli scorsi giorni, ha anche licenziato gli amministratori delle circoscrizioni nelle quali erano stati registrati bassi tassi di vaccinazione e ha dichiarato che una bozza della legge in materia sarà presto discussa dal governo.

Secondo lo European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), si sta assistendo a un inasprimento delle norme sulla vaccinazione in Europa, dove un calo nell’immunizzazione ha causato un deciso aumento di malattie come morbillo, varicella e parotite.

In Romania il Ministero ha reso noto che sono 224.202 i bambini di età compresa tra i nove mesi e i nove anni che devono essere ancora vaccinati contro il morbillo. Dall’inizio di un’epidemia di morbillo a febbraio 2016, la Romania ha riportato 8.246 casi in bambini e adulti, con 32 decessi in tutto il Paese ma soprattutto in alcune zone occidentali dove il tasso di vaccinazione si attestava al di sotto del 50%. Il calo nei tassi di immunizzazione si è reso più forte negli ultimi due anni, sia per problemi di natura burocratica, a causa della difficoltà che hanno riscontrato diverse famiglie a registrarsi con i medici di base, sia per problemi di natura culturale, molti genitori, infatti, hanno rifiutato di vaccinare i figli. Ad aggravare la situazione, la mancanza di un registro dei bambini vaccinati e/o da vaccinare idoneo, a causa di problemi logistici, come la difficoltà di accesso ai servizi sanitari di base e ai medici di famiglia.

Interrompere la trasmissione di morbillo richiede almeno il 95% della copertura vaccinale con due dosi. Il Ministero della salute ha dichiarato che nel 2016, il tasso di copertura si è attestato all’86% per la prima dose e al 67% per la seconda.

(Versione Italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science)

28 Luglio 2017

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