Virus respiratorio sinciziale. Da pediatri e neonatologi le raccomandazioni per una profilassi uniforme con Nirsevimab

Virus respiratorio sinciziale. Da pediatri e neonatologi le raccomandazioni per una profilassi uniforme con Nirsevimab

Virus respiratorio sinciziale. Da pediatri e neonatologi le raccomandazioni per una profilassi uniforme con Nirsevimab
L’obiettivo delle raccomandazioni della Sip e della Sin è proteggere tutti i neonati alla prima stagione epidemica e superare le disuguaglianze territoriali. Il Documento è stato inviato al Ministero e alle Regioni “Solo attraverso una strategia condivisa e omogenea possiamo ridurre i ricoveri e garantire una tutela reale ai più piccoli”

Promuovere una strategia nazionale uniforme di immunizzazione dei neonati e dei lattanti alla prima stagione epidemica, utilizzando Nirsevimab, l’anticorpo monoclonale a lunga durata d’azione, per garantire la massima protezione possibile contro il VRS, indipendentemente dal luogo o dal mese di nascita.

Questo l’obiettivo del documento congiunto di raccomandazioni per la prevenzione dell’infezione da Virus Respiratorio Sinciziale (VRS).redatto dalla Società Italiana di Pediatria (SIP) e dalla Società Italiana di Neonatologia (SIN) trasmesso al Ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni.

Un appello alle Istituzioni Le due Società scientifiche chiedono che il documento sia recepito dalle Istituzioni per armonizzare i criteri di somministrazione a livello nazionale, assicurando pari opportunità di prevenzione per tutti i bambini e favorendo un’organizzazione più efficace e capillare.

“È fondamentale che ogni bambino e in ogni regione abbia lo stesso diritto alla protezione dal VRS – dichiarano SIP e SIN. Solo attraverso una strategia condivisa e omogenea possiamo ridurre i ricoveri e garantire una tutela reale ai più piccoli”.

Il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) è una delle principali cause di infezioni respiratorie nei bambini sotto i 5 anni. A livello globale provoca ogni anno 3,6 milioni di ricoveri e oltre 100.000 decessi, soprattutto nei Paesi a basso reddito. In Italia, la stagione epidemica si estende da ottobre ad aprile, con un picco tra gennaio e febbraio. Durante questo periodo, il VRS esercita una forte pressione sui Pronto Soccorso pediatrici e causa un elevato numero di ricoveri ospedalieri, talvolta anche in terapia intensiva.

Una strategia per colmare le disuguaglianze regionali Il Nirsevimab, approvato da Ema nel 2022 e da Aifa nel 2023, è stato introdotto in Italia per la prima volta nella stagione epidemica 2024-2025. La Delibera della Conferenza Stato-Regioni del 17 ottobre 2024 ne ha previsto la somministrazione gratuita e su base volontaria a tutti i neonati a partire dal 1° novembre 2024, estendendo la copertura in modo variabile anche ai nati nei mesi precedenti e ai bambini sotto i due anni con condizioni di fragilità.

Tuttavia, un’indagine condotta da SIP e SIN ha evidenziato forti disomogeneità regionali nell’implementazione del programma, sia per le diverse tempistiche di avvio sia per l’accesso limitato dei bambini nati fuori dalla finestra epidemica (prima di novembre e dopo marzo).

Le raccomandazioni per la stagione 2025-2026 Nel nuovo documento, SIP e SIN raccomandano che:

  • Tutti i neonati e lattanti alla loro prima stagione epidemica siano immunizzati con Nirsevimab. L’immunizzazione è consigliata anche nei bambini nati prima della stagione epidemica, ossia nel periodo che va da aprile a settembre, per i quali è raccomandato il richiamo nel mese di ottobre in modo che la protezione possa essere massima (la copertura di somministrazione è di 5-6 mesi).
  • Per i nati prima di ottobre, la somministrazione avvenga preferibilmente nel mese di ottobre o comunque prima dell’inizio della stagione epidemica presso gli ambulatori dei Pediatri di famiglia o i Centri vaccinali.
  • Per i nati durante la stagione epidemica (ottobre-aprile), la profilassi sia somministrata prima della dimissione dal Centro di Neonatologia ospedaliero.
  • Le donne in gravidanza tra la 32a e la 36a settimana, con parto previsto nella stagione epidemica, ricevano il vaccino proteico ricombinante bivalente anti VRS per proteggere se stesse e i propri neonati nei primi mesi di vita.
  • I bambini sotto l’anno di vita che hanno già contratto l’infezione da VRS ricevano comunque Nirsevimab.

Particolare attenzione è posta anche ai bambini con patologie croniche medicalmente complesse, per i quali si raccomanda la profilassi anche all’inizio della loro seconda stagione epidemica.

SIP e SIN sottolineano inoltre che la co-somministrazione con gli usuali vaccini dell’infanzia è possibile e non presenta controindicazioni.

04 Agosto 2025

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