West Nile Virus. In 3 anni, casi umani più che raddoppiati, ma nessun contagio da trasfusione e trapianti. I dati Iss

West Nile Virus. In 3 anni, casi umani più che raddoppiati, ma nessun contagio da trasfusione e trapianti. I dati Iss

West Nile Virus. In 3 anni, casi umani più che raddoppiati, ma nessun contagio da trasfusione e trapianti. I dati Iss

Nel 2025 il West Nile Virus ha raggiunto la più ampia diffusione geografica mai registrata in Italia, con 773 casi confermati contro i 332 del 2023 (+133%). Nonostante l’aumento dei contagi, nessuna trasmissione è avvenuta tramite trasfusioni o trapianti grazie agli screening che hanno individuato 56 donatori di sangue e 2 di organi positivi asintomatici. I dati sono stati presentati al convegno Iss promosso da Cns e dal Cnt

I casi di West Nile Virus sono più che raddoppiati negli ultimi tre anni, ma le misure di controllo messe in atto hanno garantito la sicurezza di trasfusioni e trapianti, tanto da non registrare nessuna trasmissione da donatore a paziente.

È quanto emerso durante il convegno sulla sorveglianza epidemiologica delle arbovirosi in Italia organizzato all’Iss, su iniziativa del Centro Nazionale Sangue e del Centro Nazionale Trapianti. Un’occasione di confronto tra tutti gli attori del sistema, allo scopo di migliorare le azioni di preparazione e contrasto alle arbovirosi endemiche ed epidemiche in Italia, all’indomani dell’apertura della nuova stagione di sorveglianza e prevenzione trasfusionale e trapiantologica delle infezioni trasmesse da vettore, ufficialmente avviata il 1° giugno.

I numeri. Nel 2025, in particolare, la diffusione del virus West Nile ha raggiunto un’estensione geografica senza precedenti, coinvolgendo quasi tutte le regioni italiane. Nell’ultimo triennio, i dati della sorveglianza integrata dell’Iss evidenziano infatti una crescita netta dei contagi: dai 332 casi del 2023 e i 460 del 2024, sono stati raggiunti 773 casi confermati nel 2025, segnando un’impennata del +133% in soli tre anni.

I 773 contagi registrati lo scorso anno sono stati caratterizzati da diverse manifestazioni cliniche: 367 forme neuro-invasive, distribuite in diverse regioni con i numeri più elevati osservati nel Lazio (87), in Campania (83) e in Lombardia (56), e 339 casi di febbre, di cui 3 importati rispettivamente da Kenya, Egitto e Maldive.

Nonostante il progressivo aumento dei contagi, lo scudo dei controlli preventivi ha garantito la totale sicurezza di sangue, organi, tessuti e cellule donati per tutti i riceventi. Proprio l’efficacia dello screening ha permesso di intercettare tempestivamente, solo lo scorso anno, 56 donatori di sangue e 2 di organo positivi asintomatici, salvaguardando sia la continuità delle raccolte sia la sicurezza trasfusionale e trapiantologica.

Parallelamente, virus d’importazione come Dengue e Chikungunya sono stati responsabili di recenti e significativi focolai autoctoni sul territorio nazionale. Anche in questo scenario epidemiologico, la sicurezza della filiera è stata preservata grazie allo screening mirato delle donazioni: ad oggi, nessun donatore è risultato positivo ai test.

19 Giugno 2026

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