A tavola gli uomini invecchiano meno (delle donne)

A tavola gli uomini invecchiano meno (delle donne)

A tavola gli uomini invecchiano meno (delle donne)
Una recente indagine dell’Osservatorio nutrizionale Grana Padano rivela che l’alimentazione degli uomini italiani è, in genere, migliore di quella femminile: sarebbero proprio i primi, infatti, a consumare cibi più ricchi di antiossidanti. Ma almeno un terzo dei 4000 soggetti del campione analizzato ne assume meno della quantità necessaria.

Cereali integrali, legumi, verdura, frutta, oli vegetali, a crudo, pesce, piuttosto che carne: questi i capisaldi di una dieta capace di fornire al nostro organismo la giusta dose di antiossidanti. E capace così di combattere efficacemente l’invecchiamento a tavola.
A indicare cosa – ma anche come – mangiare per limitare i danni causati dal trascorrere degli anni, è l’Osservatorio nutrizionale Grana Padano, dal 2004 (data di nascita) a oggi, grazie alla collaborazione con la Federazione dei pediatri (FIMP) e la Società italiana di medicina generale (SIMG), “fotografa” gli stili alimentari degli italiani, individuandone punti deboli e punti di forza.
Questa volta, oggetto dell’analisi (condotta non da intervistatori ma dagli stessi medici che forniscono dai e informazioni all’Osservatorio che provvede poi a elaborarli) è l’attenzione posta agli alimenti ricchi di antiossidanti. Che, a sorpresa, appaiono più nella dieta maschile che in quella femminile. Il campione esaminato – circa 4000 persone con più di 40 anni di età – ha rivelato che sono gli uomini quelli che, mangiando, assorbono la maggior quantità di antiossidanti, gli agenti che potenziano i meccanismi di difesa contro i dannosi radicali liberi. La dieta maschile, infatti, è generalmente più ricca di acido ascorbico, carotenoidi, licopene, retinolo, tocoferolo e zinco, rispetto alle donne di pari età. Anche così, però, come suggerisce la nota dell’Osservatorio che illustra i risultati dell’indagine, “quasi un terzo di loro risulta comunque “scoperto” rispetto agli apporti di antiossidanti raccomandati”.
Il segnale più evidente dello stresso ossidativo, viene ricordato, è l’invecchiamento precoce della pelle: i suoi nemici più spietati sono infatti i radicali liberi, molecole prodotte dal corpo umano che sono causa di molte patologie. Di norma l’organismo di una persona sana è attrezzato per fare fronte allo stress ossidativo difendendosi con il proprio “sistema antiossidante” del quale fanno parte, tra le altre sostanze quelle sopra citate (vitamina E, vitamina C, carotenoidi, polifenoli ecc.) che vengono assorbite attraverso gli alimenti e permettono, se assunte in sufficiente quantità, di neutralizzare l’ eccesso di radicali liberi che aggrediscono le cellule.
“Avere un’alimentazione equilibrata e ricca di antiossidanti – spiega nekl comunicato Michela Barichella, responsabile della struttura di Dietetica e Nutrizione Clinica ICP di Milano e presidente dell’Associazione italiana di Dietetica Lombardia – aiuta a combattere l’invecchiamento precoce delle cellule, non solo quelle cutanee, che possono creare dei problemi estetici, ma anche quelle nervose, responsabili di vere e proprie patologie, anche importanti, come le malattie neurodegenerative”. “Lo studio dell’OGP – sottolinea ancora – è che i fumatori, che producono una quantità maggiore di radicali liberi e avrebbero quindi bisogno di potenziare il proprio sistema di difesa, introducono invece quantità più basse di sostanze antiossidanti rispetto ai non fumatori”.
Il consiglio, dunque, è quello di rivedere le proprie abitudini alimentari. Sia ricorrendo a cibi che esercitino un'azione protettiva nei confronti dei radicali liberi (frutta e verdura si tutti) ma anche modificando comportamenti scorretti che possono aumentarne l'attività, come diete eccessivamente ricche di grassi animali o di ferro. Gli alimenti più “dannosi” – si suggerisce nel comunicato dell’Osservatorio – in assoluto sono quelli ricchi di lipidi e in particolare di acidi grassi polinsaturi (pesci “grassi”, oli vegetali, frutta secca), anche se, fortunatamente, la natura ha saputo associare a tali nutrienti elevate quantità di vitamina E, che neutralizza, almeno in parte, la formazione di radicali liberi.
 

08 Marzo 2011

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