Adolescenti europei davanti a uno schermo per 4,5 ore al giorno, tra fascino e stress. I dati dell’Eurobarometro

Adolescenti europei davanti a uno schermo per 4,5 ore al giorno, tra fascino e stress. I dati dell’Eurobarometro

Adolescenti europei davanti a uno schermo per 4,5 ore al giorno, tra fascino e stress. I dati dell’Eurobarometro

Per il 48% dei ragazzi i social media hanno un effetto positivo sul benessere mentale (consentono di restare connessi agli altri, di apprendere nuove cose, di avere intrattenimento); ma circa 1 su 3 si sente triste, stressato o isolato, il 45% tende a confrontarsi con gli altri online. E i genitori? Pensano che gli schermi abbiamo un impatto negativo sui giovani, ma sottovalutano comunque il problema. I DATI

Adolescenti sempre più connessi, ma senza una reale percezione dell’impatto che l’esposizione a video e social media ha sulle loro vite. Dai dati pubblicati da Eurobarometro, emerge infatti un quadro piuttosto contradditorio sui sentimenti dei giovani ma anche sulle opinioni e le preoccupazioni degli adulti rispetto al tempo che i propri figli passano davanti allo schermo. Tempo che è indubbiamente diventato rilevante nella vita degli adolescenti di oggi dell’Unione europea.

I dati dell’Eurobarometro ci dicono che, in media,, gli adolescenti di età compresa tra 13 e 18 anni hanno dichiarato di trascorrere 4,5 ore al giorno nei giorni di scuola e 6,1 ore al giorno nei fine settimana

Il 48% degli adolescenti pensa che i social media abbiamo un impatto positivo sul proprio benessere mentale, per via dell’intrattenimento che consente (57%), per il fatto di poter restare in contatto con amici o familiari (53%), per il senso di connessione con gli altri (70%) e per le opportunità di apprendimento che offre (65%). Allo stesso tempo, quasi un adolescente su tre dichiara esplicitamente di sentirsi stressato, triste o socialmente escluso a causa dei social media. Emergono anche altre pressioni che possono influire sul benessere, tra cui il confronto con gli altri (45%) e la paura di perdersi qualcosa (41%).

Un gran numero di adolescenti si imbatte in contenuti problematici, fuorvianti o dannosi online. L’incitamento all’odio (25%), la promozione di prodotti non salutari come alcol o cibo spazzatura (25%), la pressione su come apparire o cosa comprare (24%) o la pressione a conformarsi a determinati standard di bellezza (21%) sono stati identificati come esempi di contenuti dannosi o angoscianti a cui gli intervistati hanno dichiarato di essere stati esposti. La prevalenza di contenuti generati dall’intelligenza artificiale (citata dal 39% degli adolescenti) e di informazioni false o fuorvianti (35%) rappresentano ulteriori sfide con cui i ragazzi devono fare conti quando sono online.

Vi è un ampio consenso intergenerazionale sulla necessità di una migliore implementazione delle regole delle piattaforme. Adolescenti e genitori concordano sul fatto che l’azione più utile per migliorare il benessere mentale degli adolescenti online sia una migliore implementazione delle regole esistenti delle piattaforme, menzionata dal 48% degli adolescenti e dal 47% dei genitori. Altre misure richieste includono l’educazione nelle scuole, campagne informative mirate e maggiori informazioni per i genitori, che dichiarano di utilizzare già diverse azioni per proteggere il benessere mentale dei propri figli online. Oltre il 40% degli adolescenti richiede un migliore accesso al supporto per la salute mentale.

Tuttavia tra i genitori persiste un comportamento piuttosto contradditorio. Se oltre il 50% dei genitori afferma che gli schermi hanno un impatto negativo sulla vita dei giovani e il 36% ritiene che i social media abbiano un impatto negativo sul benessere mentale dei propri figli, tuttavia sembra che gli stessi genitori sottovalutino sistematicamente la quantità di tempo che i loro figli trascorrono davanti agli schermi e i rischi concreti di questa esposizione.

Per esempio, mentre il 32% dei ragazzi confessava di avere avuto difficoltà a concentrarsi negli ultimi 30 giorni, questo problema era percepito solo dal 27% dei genitori. Problemi a dormire erano stati dichiarati dal 30% dei ragazzi ma percepito solo dal 16% dei genitori.

Il messaggio è chiaro: i social media rappresentano contemporaneamente un’opportunità e un rischio per gli adolescenti europei, ma manca ancora la capacità di fare un uso buono e responsabile di questi dispositivi, tenendo lontani rischi ed effetti negativi.

18 Giugno 2026

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