Alcol. Consumo a rischio per 8 mln di italiani, restano criticità per giovani, donne e anziani. La Relazione 2024 del Ministero della Salute al Parlamento

Alcol. Consumo a rischio per 8 mln di italiani, restano criticità per giovani, donne e anziani. La Relazione 2024 del Ministero della Salute al Parlamento

Alcol. Consumo a rischio per 8 mln di italiani, restano criticità per giovani, donne e anziani. La Relazione 2024 del Ministero della Salute al Parlamento

Sebbene il consumo giornaliero sia in calo, cresce il consumo fuori pasto e il binge drinking tra i 18-24enni (14.5%). Il Ministro Schillaci sottolinea che i dati “suggeriscono le problematiche da affrontare con interventi e piani di azione”, confermando l'impegno del Piano Nazionale di Prevenzione. LA RELAZIONE

Il consumo di alcol in Italia nel 2023 si conferma un problema di salute pubblica, con 8 milioni di consumatori a rischio, di cui 5,5 milioni di uomini e 2,5 milioni di donne. È quanto emerge dalla “Relazione del Ministro della Salute al Parlamento sugli interventi realizzati ai sensi della Legge 30.3.2001 n. 125”, trasmessa come previsto dalla normativa e relativa all’anno 2024.

I dati ISTAT confermano una sostanziale stabilità dei consumatori nell’anno (67,3% della popolazione over 11), ma segnalano un calo del consumo giornaliero a fronte di un aumento di quello fuori pasto e occasionale. Preoccupa l’aumento costante del consumo tra le donne, soprattutto per il consumo occasionale (dal 39,5% del 2013 al 47,3% del 2023) e fuori pasto (dal 15,8% al 23,9%).

Giovani e binge drinking

La fascia giovanile (11-24 anni) rimane un target critico: il 46,5% dei ragazzi e il 41,9% delle ragazze ha consumato alcol nel 2023. Il binge drinking, ovvero l’assunzione di 6 o più bicchieri in un’unica occasione, interessa il 14,5% dei giovani tra i 18 e i 24 anni, con picchi del 18,7% tra i maschi. Per i minorenni, qualsiasi consumo è da considerarsi a rischio, eppure il 15,7% degli 11-17enni ha bevuto alcolici nell’anno.

Anziani e consumo abituale eccedentario

Tra gli over 65, sono 2,5 milioni le persone che hanno adottato comportamenti a rischio, con una prevalenza di consumo abituale eccedentario, spesso per una scarsa conoscenza dei limiti di sicurezza. Il 30,2% degli uomini e l’8,5% delle donne in questa fascia d’età non rispetta le indicazioni di salute pubblica. Il comportamento a rischio più diffuso tra gli anziani è il consumo abituale eccedentario, verosimilmente in virtù della mancata conoscenza da parte delle persone dei limiti da non superare per non incorrere in problemi con la salute. La prevalenza dei consumatori ultra 64enni nel 2023 è stata più elevata per il vino (M: 74,7%; F: 44,0%), mentre è inferiore per la birra (M: 53,8%; F: 24,8%) e, ancora più bassa per amari (M: 34,8%; F: 11,5%), aperitivi alcolici (M: 28,4%; F: 11,6%) e superalcolici (M: 26,7%; F: 7,6%). Si conferma anche per l’anno 2023 il maggior consumo di alcol al Centro-Nord.

La risposta dei Servizi e l’impatto sul SSN

Nel corso del 2023 si sono verificati complessivamente 40.277 accessi in Pronto Soccorso caratterizzati da una diagnosi principale o secondaria attribuibile all’alcol. Di questi il 69% si riferisce ad accessi di maschi e il restante 31% ad accessi di femmine. Preoccupa il dato in continua crescita rispetto agli anni precedenti, infatti nel corso del 2022 gli accessi al P.S. per diagnosi principale o secondaria attribuibile all’alcol sono stati 39.590, nel 2021 sono stati 35.307 e nel 2020 sono stati 29.362.

I dati ricavati dalle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO) nel 2023 rilevano complessivamente 47.766 dimissioni ospedaliere, un incremento del 3,4% rispetto all’anno 2022, caratterizzate dall’avere indicata almeno una patologia attribuibile all’alcol, o in diagnosi principale di dimissione, o in una delle diagnosi secondarie, che coesistono al momento del ricovero e che influenzano il trattamento terapeutico somministrato.

Nel 2023, i Servizi per le Dipendenze (SerD) hanno preso in carico 64.856 persone per alcoldipendenza, con un rapporto uomo-donna di 3 a 1. Il 72,7% degli utenti ha un’età compresa tra i 30 e i 59 anni. Preoccupa l’aumento degli accessi in Pronto Soccorso per patologie totalmente alcol-attribuibili: 40.277 nel 2023, in crescita rispetto agli anni precedenti, con il 69% di accessi maschili.

Mortalità totalmente alcol-attribuibile per età e genere

Nell’anno 2021, ultimo anno di rilevazione, il numero di decessi tra i residenti in Italia di 15 anni e più per patologie totalmente alcol-attribuibili è stato pari a 1.348, di cui il 79,5% uomini e 276 20,5%) donne, che corrispondono a circa 41 decessi per milione di abitanti tra gli uomini e circa 9 decessi per milione tra le donne. Le due patologie che causano il numero maggiore di decessi, sia tra gli uomini che tra le donne, sono le “epatopatie alcoliche” e le “sindromi psicotiche indotte da alcol” che, sommate, causano il 95,5% dei decessi alcol-attribuibili tra gli uomini e il 94,6% tra le donne.

Incidenti stradali

Su un totale di 56.077 incidenti con lesioni osservati in 4.787 casi almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti era in stato di ebbrezza mentre in 1.813 casi era sotto l’effetto di stupefacenti. L’8,5% e il 3,2% degli incidenti rilevati da Carabinieri e Polizia Stradale nel complesso è correlato quindi ad alcol o droga, proporzioni in lieve diminuzione rispetto al 2022 per lo stato di ebbrezza alla guida e per l’uso di stupefacenti, quando erano pari a 9,2 e 3,3

La spesa farmaceutica per i farmaci per la dipendenza alcolica registra un lieve aumento dei consumi (+1,9%), ma con un marcato incremento degli acquisti privati (+40,6%), segnale di un possibile disimpegno del SSN o di un diverso approccio terapeutico.

Nella sua presentazione, il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha sottolineato l’impegno del Governo nel contrasto al fenomeno, evidenziando come i dati epidemiologici guidino le azioni di prevenzione.

“Dai dati dell’anno 2023, prodotti dalle maggiori fonti istituzionali, emerge che il consumo rischioso e dannoso di alcol resta tutt’oggi una criticità in ambito europeo e nazionale, tanto da indurre molti Paesi ad adottare iniziative di prevenzione non solo universale ma soprattutto dirette alle fasce di popolazione più vulnerabili agli effetti dell’alcol: giovani, in particolare soprattutto nell’età minorile, donne e anziani” ha scritto il Ministro della Salute, Orazio Schillaci che ha ribadito come “il percorso già intrapreso da questo Ministero con il Piano Nazionale di Prevenzione 2020-2025, anche durante l’anno 2024 è proseguito con il monitoraggio delle attività delle Regioni”.

La Relazione conferma la necessità di potenziare la prevenzione, soprattutto tra i giovani, e di rafforzare i servizi territoriali per la presa in carico dei pazienti. L’obiettivo rimane quello di invertire la tendenza, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che prevedono una riduzione del 10% del consumo dannoso di alcol, un traguardo ancora lontano per l’Italia, che tra il 2016 e il 2019 ha registrato un aumento del 4,7% del consumo totale pro-capite.

28 Novembre 2025

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