Alimenti cosiddetti ultraprocessati. Il Policy Brief di Camerae Sanitatis: “Servono politiche evidence-based, non classificazioni semplificate”

Alimenti cosiddetti ultraprocessati. Il Policy Brief di Camerae Sanitatis: “Servono politiche evidence-based, non classificazioni semplificate”

Alimenti cosiddetti ultraprocessati. Il Policy Brief di Camerae Sanitatis: “Servono politiche evidence-based, non classificazioni semplificate”

È questo il messaggio che emerge dal Policy Brief realizzato da Camerae Sanitatis, frutto del confronto tra accademici, rappresentanti delle istituzioni ed esperti di nutrizione, tecnologie alimentari, tossicologia ed economia.

Il dibattito sugli alimenti cosiddetti ultraprocessati non può essere affrontato attraverso classificazioni rigide o messaggi semplificati, ma richiede un approccio fondato sulle evidenze scientifiche e sulla complessità del rapporto tra alimentazione e salute.

È questo il messaggio che emerge dal Policy Brief realizzato da Camerae Sanitatis, frutto del confronto tra accademici, rappresentanti delle istituzioni ed esperti di nutrizione, tecnologie alimentari, tossicologia ed economia (vedi articolo).

Il documento prende le mosse dal crescente ricorso alla classificazione NOVA nel dibattito pubblico e nelle politiche nutrizionali, evidenziando come l’associazione automatica tra alimenti “ultraprocessati” e rischio per la salute non sia sostenuta, secondo gli autori del Policy Brief, da criteri scientifici condivisi e universalmente validati. La critica principale riguarda un sistema classificatorio che considera prevalentemente il grado di trasformazione industriale, senza integrare in modo sistematico aspetti come il profilo nutrizionale, le porzioni consumate, la frequenza di assunzione e il ruolo degli alimenti all’interno del modello alimentare complessivo.

Nel corso del confronto è emersa inoltre la necessità di distinguere tra correlazioni epidemiologiche e rapporti di causa-effetto, evitando che definizioni ritenute non sufficientemente robuste sul piano metodologico possano tradursi in strumenti regolatori o in messaggi capaci di orientare impropriamente le scelte dei consumatori. Parallelamente, è stato ribadito il ruolo svolto dall’innovazione tecnologica nel garantire sicurezza, conservazione, accessibilità e qualità degli alimenti, richiamando l’attenzione sulla necessità di valutare i prodotti nel contesto della dieta nel suo complesso, con particolare riferimento ai modelli alimentari consolidati, come la Dieta Mediterranea.

Il Policy Brief si conclude con otto raccomandazioni rivolte ai decisori pubblici. Tra queste, il superamento della classificazione NOVA come riferimento per le politiche alimentari, il rafforzamento di una comunicazione istituzionale basata sul rigore scientifico, la promozione di modelli alimentari equilibrati anziché di classificazioni dei singoli alimenti, la valorizzazione della ricerca e dell’innovazione tecnologica, l’istituzione di un tavolo tecnico multidisciplinare permanente e il potenziamento dell’educazione alimentare come strumento di prevenzione. L’obiettivo indicato dal documento è favorire politiche nutrizionali evidence-based, capaci di coniugare salute pubblica, sostenibilità, innovazione e corretta informazione dei cittadini.

21 Luglio 2026

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