La difficile estate della sanità italiana: tra ospedali e personale in affanno, risorse che mancano e riforme che non vedono la luce

La difficile estate della sanità italiana: tra ospedali e personale in affanno, risorse che mancano e riforme che non vedono la luce

La difficile estate della sanità italiana: tra ospedali e personale in affanno, risorse che mancano e riforme che non vedono la luce
Dall'incognita sui fondi in più, passando per i contratti per il personale, il payback dei dispositivi, la riforma Aifa che non arriva, il ‘taglio’ ai progetti del Pnrr e un’assistenza territoriale ancora in cerca d’autore sono parecchie le questioni che giacciono ferme sul tavolo e che a quasi un anno dall’insediamento del Governo attendono una risposta. E intanto le liste d'attesa sono sempre bibliche e gli ospedali vanno sempre più in sofferenza.

Ci si avvia verso la pausa estiva ma in vista della ripresa autunnale sono parecchi i temi clou che riguardano la sanità. In prima analisi sarà da capire se ci saranno risorse in più per il Fondo sanitario (ad oggi sono previsti 2,3 mld aggiuntivi per il 2024) da appostare in Legge di Bilancio. Il Ministro Schillaci (che ha ben presente i problemi) ha parlato della necessità di ulteriori 3-4 mld ma la doccia fredda degli ultimi dati Istat che hanno evidenziato il segno meno del pil non fanno ben sperare. E sarà difficile che oggi nel faccia a faccia col Ministro Giorgetti, Schillaci ottenga qualcosa di concreto.

Tema caldo anche quello dei contratti per il personale. In attesa di scoprire se ci sarà la firma del rinnovo di quello dei medici 2019-2021 sarà fondamentale capire se già nella prossima manovra saranno stanziati i fondi per il 2022-2024. La questione del personale è decisiva: mancano infermieri, i medici fuggono dal Ssn e questa carenza determina in molti contesti un calo dell’offerta e lo scontento dei cittadini.

Molta attesa anche sul payback dei dispositivi medici. Il Governo ha prorogato al 30 ottobre i pagamenti (circa 1 mld) da parte delle aziende di quello relativo agli anni 2015-2018. Ma in ballo ci sono anche gli anni 2019-2022 dove l’Esecutivo dovrà trovare nuove risorse per non mandare in crisi imprese e regioni.

Ci sarà poi da capire se si risolverà la questione della riforma Aifa dove è atteso il decreto attuativo in Stato-Regioni per sbloccare le nuove nomine e far ripartire finalmente l’Agenzia che da un anno è praticamente in ordinaria amministrazione e va in tilt appena le si presenta un tema che esce dal seminato (vedi pillola gratuita).

Al rientro dalla pausa estiva probabilmente si capirà anche di più sul piano di revisione del Pnrr presentato dal Governo. Ad oggi una cosa è chiara: entro il 2026 ci saranno il 30% in meno della Case della Comunità preventivate e il 25% in meno di Ospedali della Comunità. Il Governo ha chiarito che non ci saranno tagli e che si realizzeranno tutte le 1.350 CdC e i 400 OdC previsti ma è chiaro che sarà difficile che entro quella data si riescano a completare tutti i progetti anche perché lo spostamento dai fondi Pnrr a quelli dell’edilizia sanitaria per 414 CdC e 96 OdC vuol dire solo una cosa: tempi biblici come già più volte segnalato dalla Corte dei conti.

Sullo sfondo del Pnrr ci sarà da vedere poi come e se si realizzerà la riforma della medicina generale. Le Regioni premono per il passaggio alla dipendenza dei mmg ma il Ministero della Salute apertamente non ha mai fatto una dichiarazione in tal senso e tiene ancora le carte coperte. A prescindere dalla strada che s’intraprenderà occorre però fare qualcosa, dare un segnale ad una categoria sempre più demotivata e spaesata a causa della ridda di voci sul proprio futuro. È arcinoto da anni che la sanità territoriale non funziona ma a parte le chiacchiere i fatti ancora latitano.

In questo scenario estivo non si può dimenticare poi la questione delle liste d’attesa dove al di là delle risorse manca ancora un piano concreto del Governo per contrastarle. Così come grida vendetta la situazione quotidiana che si vive nei Pronto soccorso sempre più sovraffollati e in corto circuito.

Sempre incandescente il tema delle nomine: a settembre dovrebbe prendere servizio a capo dalla Programmazione del Ministero Americo Cicchetti. Più aperta la partita per la guida dell’Iss mentre per Aifa c’è da attuare prima la riforma per capire chi sarà il nuovo presidente.

Queste sono solo alcune delle principali questioni in ballo, ma a quasi un anno dall’insediamento del Governo, inizia essere lecito attendersi delle risposte.

Luciano Fassari

Luciano Fassari

01 Agosto 2023

© Riproduzione riservata

Mobilità sanitaria: quando le disuguaglianze sulla salute sono croniche. Nel 2024 quasi 700 mila ricoveri fuori regione. E come al solito sono i cittadini del Sud che fuggono dalle proprie Regioni
Mobilità sanitaria: quando le disuguaglianze sulla salute sono croniche. Nel 2024 quasi 700 mila ricoveri fuori regione. E come al solito sono i cittadini del Sud che fuggono dalle proprie Regioni

Nel 2024 la mobilità sanitaria ospedaliera resta uno dei principali indicatori delle differenze tra i servizi sanitari regionali. Dai dati del Rapporto annuale SDO 2024 del Ministero della Salute emerge...

Malattie rare, il ritardo diagnostico ha un volto femminile: “Le donne aspettano due anni in più degli uomini per la diagnosi”
Malattie rare, il ritardo diagnostico ha un volto femminile: “Le donne aspettano due anni in più degli uomini per la diagnosi”

Per una persona con una malattia rara ottenere una diagnosi significa spesso affrontare una vera e propria odissea. In Italia servono in media cinque anni e mezzo dal primo sintomo...

Corte dei conti. Aumentano le risorse in sanità ma non la capacità di trasformarle in servizi. Restano i nodi su territorio, prevenzione e personale
Corte dei conti. Aumentano le risorse in sanità ma non la capacità di trasformarle in servizi. Restano i nodi su territorio, prevenzione e personale

Più risorse per la sanità, ma ancora troppe difficoltà nel trasformarle in servizi, strutture operative, investimenti realizzati e presa in carico dei cittadini. È questa la fotografia che emerge dalla...

Ricoveri ospedalieri. Nel 2024 oltre 8 milioni di dimissioni: +1,1% sul 2023 ma ancora -5,6% rispetto al pre-Covid. In calo l’inappropriatezza. Boom ricoveri per influenza negli anziani
Ricoveri ospedalieri. Nel 2024 oltre 8 milioni di dimissioni: +1,1% sul 2023 ma ancora -5,6% rispetto al pre-Covid. In calo l’inappropriatezza. Boom ricoveri per influenza negli anziani

L’attività ospedaliera italiana continua a risalire dopo il crollo registrato nel 2020, ma non ha ancora recuperato pienamente i livelli pre-pandemia. Nel 2024 le schede di dimissione ospedaliera acquisite dal...