Assobiomedica: “Emilia area strategica. Governo sostenga con urgenza la ripresa”

Assobiomedica: “Emilia area strategica. Governo sostenga con urgenza la ripresa”

Assobiomedica: “Emilia area strategica. Governo sostenga con urgenza la ripresa”
Solo nella provincia di Modena le aziende del settore biomedico colpite contano un fatturato di più di 832 milioni, con il maggior numero di addetti (il 34,4%) e fatturato (37,6%) a livello regionale. Presentato il 1° Rapporto su Ricerca e Produzione in Italia nel settore dei dispositivi medici. Il testo prima, seconda e terza parte

“Quello colpito dal sisma emiliano è parte di un settore ad alta tecnologia, che riveste un ruolo strategico per lo sviluppo economico e la competitività del Paese. Si tratta di un mercato interno che vale 8,6 miliardi di euro con un fatturato complessivo di 16,8 miliardi di euro e più di 52mila dipendenti. Solo nella provincia di Modena le aziende del settore colpite contano un fatturato di più di 832 milioni di euro con il maggior numero di addetti (il 34,4%) e fatturato (37,6%) a livello regionale. È importante, in questo momento di difficoltà per il distretto biomedicale di Mirandola, che il Governo avvii con urgenza un sostegno concreto per la ripresa e la valorizzazione di un’industria di qualità”. È questo l’appello lanciato dal presidente di Assobiomedica, Stefano Rimondi, in occasione della presentazione del I° Rapporto su Ricerca e Produzione in Italia nel settore dei dispositivi medici, realizzato da Assobiomedica, in collaborazione con il Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, e presentato ieri a Roma (scarica il rapporto, prima, seconda e terza parte).

Lo studio – finalizzato a dar vita a un Osservatorio permanente sulla produzione e ricerca del comparto dei dispositivi medici – presenta una mappatura delle imprese di dispositivi medici del nostro Paese ed è la prima realizzata in Italia sul settore, che rappresenta tutte le tecnologie medico-sanitarie, esclusi i farmaci. Sono più di 800 le aziende di produzione presenti sul nostro territorio con un mercato che per il 73% è rivolto al settore pubblico (pari al 5,7% della spesa sanitaria complessiva e al 19,1% della spesa sanitaria pubblica in beni e servizi). Nel 2010, il fatturato Italia delle imprese censite (2.735 in tutto) si stima essere cresciuto del +4,9% (17,6 miliardi di euro) grazie soprattutto alle esportazioni a loro volta cresciute del 14,4% rispetto a un mercato interno che ha fatto registrare una variazione pari al +0,4%.

Le Regioni a maggiore concentrazione di imprese sono Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, seguite da Lazio e Toscana. La maggior parte della produzione resta comunque in Italia a dimostrazione della scarsa propensione di questa industria a delocalizzare il processo produttivo in paesi a basso costo del lavoro.

“L’obiettivo di questo rapporto – ha dichiarato il coordinatore del progetto Carlo Castellano, vice-presidente di Assobiomedica – è quello di promuovere lo sviluppo del settore puntando alla valorizzazione delle eccellenze della sanità italiana e delle tecnologie mediche, oltre a incentivare gli investimenti in R&S e produzione realizzati dalle aziende sia a capitale italiano che straniero. Il settore può assolvere un ruolo strategico nel qualificare il nostro Paese e va sottolineato che riveste una funzione significativa dal punto di vista della competitività, contribuendo all’innalzamento del contenuto tecnologico delle esportazioni”.
 

06 Giugno 2012

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