“Col Covid aspettativa di vita in Italia scesa di 1,2 anni. Triplicati casi di depressione e ritardi in cure per altre malattie. Spesa sanitaria cresce. Promossa la campagna vaccinale e uso esteso Green pass”. Ecco il nuovo rapporto Ocse

“Col Covid aspettativa di vita in Italia scesa di 1,2 anni. Triplicati casi di depressione e ritardi in cure per altre malattie. Spesa sanitaria cresce. Promossa la campagna vaccinale e uso esteso Green pass”. Ecco il nuovo rapporto Ocse

“Col Covid aspettativa di vita in Italia scesa di 1,2 anni. Triplicati casi di depressione e ritardi in cure per altre malattie. Spesa sanitaria cresce. Promossa la campagna vaccinale e uso esteso Green pass”. Ecco il nuovo rapporto Ocse
Pubblicato dall’Organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo il nuovo report Health at a Glance 2021 che analizza l'andamento della salute nei paesi membri e che quest'anno si focalizza soprattutto sull'impatto della pandemia. Complessivamente buono il giudizio sul Ssn anche se la soddisfazione dei cittadini è sotto la media. Tassi di fumatori superiori alla media ma consumo di alcol e sovrappeso/obesità sono inferiori rispetto alla media anche se preoccupa l’obesità infantile. IL REPORT - SCHEDA ITALIA

L'aspettativa di vita in Italia è diminuita di oltre un anno, ma dopo un lento avvio con il buon ritmo della campagna di vaccinazione contro il Covid, ha ripreso a crescere. È quanto scrive l’Ocse a proposito dell’Italia nel suo nuovo report Health at a Glance 2021 appena pubblicato che analizza l’impatto del Covid su 38 paesi aderenti all’Organizzazione.
 
“L'aspettativa di vita – si legge nella scheda sul nostro Paese – è diminuita di 1,2 anni durante la pandemia, da 83,6 anni nel 2019 a 82,4 anni nel 2020 (rispetto a una riduzione media di 0,6 anni nei paesi OCSE)”.
 
Buone le performance sulla campagna vaccinale anti Covid. “Il 71% della popolazione italiana è stato completamente vaccinato contro il COVID-19, rispetto al 65% in media dell'OCSE (al 1 novembre)”. Un dato che vede l'Italia undicesima per tasso di vaccinazione nei paesi OCSE, in aumento rispetto al 21° posto dell'inizio di luglio. Giudicato positivo anche l’implementazione del Green pass: “L'Italia ha fortemente incentivato la vaccinazione diventando il primo paese europeo a richiedere un pass sanitario per tutta la sua forza lavoro”.
 
Ma l’Ocse segnala come “la crisi del COVID-19 ha avuto un impatto significativo e negativo sulla salute mentale. In Italia la prevalenza della depressione è triplicata, raggiungendo il 17,3% all'inizio del 2020, rispetto all'anno precedente. La mortalità per tutte le cause nel 2020 e nei primi sei mesi del 2021 è aumentata del 12,9% rispetto alla media 2015-2019. La pandemia ha comportato ritardi nelle cure, incluso un calo del 38% dello screening del cancro al seno nel 2020 rispetto al 2019”
 
Cresce la spesa sanitaria. “La pandemia ha causato un forte aumento della spesa sanitaria in percentuale del PIL, dall'8,7% nel 2019 al 9,7% nel 2020 (rispetto a un aumento medio di 0,9 punti percentuali nell'area OCSE)”.
 
Spesa 2019 in Italia inferiore alla media Ocse, ma quella privata è più alta. Nel 2019 la nostra spesa sanitaria fotografata dall'Ocse risultava complessivamente (pubblica + privata) inferiore a quella media calcolata a parità di potere d'acquisto in dollari assestandosi su un totale di 3.600 dollari a testa, di cui circa 2.700 pubblica e poco più di 950 privata out of pocket, a fronte, rispettivamente, di 4.087 dollari di spesa media Ocse totale, di cui 3.355 pubblica e 856 privata. 


 



 
Complessivamente il report segnala come “lo stato di salute è buono in Italia, che ha una delle popolazioni più anziane tra i paesi OCSE”. Per quanto riguarda i fattori di rischio per la salute sono altalenanti con tassi di fumatori superiori alla media ma consumo di alcol inferiore e sovrappeso/obesità rispetto alla media OCSE”, anche se preoccupa il dato sull’obesità infantile
 
“La copertura sanitaria della popolazione è elevata – scrive l’Ocse – , sebbene la soddisfazione per la qualità dell'assistenza sia inferiore alla media”.
 
Per quanto riguarda gli “indicatori di qualità dell'assistenza sono buoni e le cure primarie hanno contribuito a mantenere bassi i ricoveri ospedalieri evitabili”
 
Molti indicatori delle risorse sanitarie sono invece pari o leggermente inferiori alla media. Da segnalare oltre alla spesa sanitaria che segue la media generale, come il numero di letti ospedalieri sia sotto la media e come vi siano più medici e meno infermieri rispetto alla media.

 
L.F.

Luciano Fassari

09 Novembre 2021

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