Covid. Ecdc aggiorna le mappe di rischio: in “rosso dark” Bolzano e Friuli Venezia Giulia

Covid. Ecdc aggiorna le mappe di rischio: in “rosso dark” Bolzano e Friuli Venezia Giulia

Covid. Ecdc aggiorna le mappe di rischio: in “rosso dark” Bolzano e Friuli Venezia Giulia
L’Italia è tutta di colore rosso, tranne la pa di Bolzano e il Friuli Venezia Giulia in “rosso scuro” avendo superato negli ultimi giorni presi in esame dall’Ecdc (la 2ᵃ e la 3ᵃ settimana di gennaio) i 500 casi ogni 100mila abitanti. Se passasse la proposta della Commissione UE in queste aree scatterebbero limitazioni per i viaggi all'estero.

L’Ecdc ha aggiornato oggi le sue mappe di rischio dove sono indicati con colori diversi i livelli di positività, la percentuale di contagi rispetto alla popolazione negli ultimi 14 giorni e la percentuale di test effettuati.


 


Le aree sono contrassegnate nei seguenti colori:
verde se il tasso di notifica di 14 giorni è inferiore a 25 casi su 100.000 abitanti e il tasso di positività del test inferiore al 4%;
arancione se il tasso di notifica di 14 giorni è inferiore a 50 casi per 100.000 abitanti ma il tasso di positività del test è del 4% o superiore o, se il tasso di notifica di 14 giorni è compreso tra 25 e 150 casi per 100.000 abitanti e il tasso di positività del test è inferiore al 4%;
rosso se il tasso di notifica di 14 giorni è di 50 casi per 100.000 abitanti o superiore e il tasso di positività del test è del 4% o superiore o se il tasso di notifica di 14 giorni è superiore a 150 casi per 100.000 abitanti;
grigio se le informazioni sono insufficienti o se il tasso di test è inferiore a 300 casi su 100.000 abitanti.
rosso scuro se il tasso di notifica di 14 giorni è superiore a 500 casi ogni 100.000 abitanti.


 


L’Italia è tutta di colore rosso, tranne la pa di Bolzano e il Friuli Venezia Giulia in “rosso scuro” avendo superato negli ultimi giorni presi in esame dall’Ecdc (la 2ᵃ e la 3ᵃ settimana di gennaio) i 500 casi ogni 100mila abitanti.
 
Ricordiamo che nelle aree “rosso scuro”, secondo la proposta presentata dalla Commissione europea martedì scorso, dovrebbero scattare misure più stringenti per i viaggi all’estero. Ma al momento la proposta non è stata ancora valutata dai capi di Stato e di Governo della UE e resta quind ancora non applicata.
 
Oltre alle due aree italiane in “rosso scuro” figurano quasi tutta la Spagna, l’Irlanda, la Repubblica Ceca, gran parte della Slovacchia, la Slovenia, la regione della Provenza e Costa Azzurra in Francia e regioni della Svezia e dell’Olanda.

L.F.

28 Gennaio 2021

© Riproduzione riservata

Il Piano sanitario nazionale e non sociosanitario: il segno di un errore politico originario
Il Piano sanitario nazionale e non sociosanitario: il segno di un errore politico originario

Vi è qualcosa di profondamente rivelatore nel fatto che, dopo quasi vent’anni di assenza programmatoria, lo Stato torni finalmente a dotarsi di un Piano nazionale per il Servizio sanitario e...

Malattie croniche, l’Ocse divide l’Europa in sette profili di rischio. Italia nel gruppo dei Paesi più anziani con alto peso dei tumori
Malattie croniche, l’Ocse divide l’Europa in sette profili di rischio. Italia nel gruppo dei Paesi più anziani con alto peso dei tumori

Le malattie non trasmissibili restano il principale banco di prova per i sistemi sanitari europei. Tumori, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche e diabete di tipo 2 continuano infatti a rappresentare...

Italia sempre più anziana e diseguale. Multicronicità per 12,8 milioni di persone, ma le risorse sanitarie non seguono i reali bisogni. La fotografia nel nuovo Rapporto annuale Istat
Italia sempre più anziana e diseguale. Multicronicità per 12,8 milioni di persone, ma le risorse sanitarie non seguono i reali bisogni. La fotografia nel nuovo Rapporto annuale Istat

L’Italia non è soltanto un Paese che invecchia. È un Paese in cui l’invecchiamento rischia di trasformarsi sempre di più in una frattura sanitaria e sociale. Da una parte anziani...

Prima della cura ci sono le liste d’attesa: per 7 professionisti su 10 sono il primo ostacolo all’accesso. E così è boom di pazienti che si rivolgono al privato. La survey di Quotidiano Sanità
Prima della cura ci sono le liste d’attesa: per 7 professionisti su 10 sono il primo ostacolo all’accesso. E così è boom di pazienti che si rivolgono al privato. La survey di Quotidiano Sanità

Parte da un tema centrale per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale il ciclo di survey di Quotidiano Sanità, realizzate dal team Market Research di Homnya. La prima indagine, dedicata all’accesso alle cure,...