Covid. Nel Regno Unito ha ridotto la speranza di vita di 1,3 anni

Covid. Nel Regno Unito ha ridotto la speranza di vita di 1,3 anni

Covid. Nel Regno Unito ha ridotto la speranza di vita di 1,3 anni
La pandemia ha ridotto l'aspettativa di vita dei Britannici, secondo l'ultimo rapporto del Longevity Science Panel. Gli effetti più gravi si sono registrati nei gruppi più vulnerabili, dove le disuguaglianze si sono ampliate. Il 76% di tutti i decessi da Covid-19 nella categoria "ad alto rischio" è influenzato da fattori quali le condizioni di salute esistenti, l'obesità e l'età. Le riduzioni della speranza di vita hanno riguardato più gli uomini delle donne.
 

Il nuovo rapporto 'The Covid-19 Pandemic', pubblicato dal Longevity Science Panel (LSP) e a cui ha collaborato Steve Haberman della Bayes Business School (ex-Cass), mette in luce un dato importante: la speranza di vita alla nascita è diminuita di 1,3 anni per gli uomini e 0,9 anni per le donne nel 2020, a causa della pandemia. Un dato molto simile a quello riportato in Italia dall'Istat lo scorso settembre, dove si segnalava un calo della speranza di vita di 1,2 anni.

Sebbene l'epidemia da Covid-19 sia stata la principale causa di questa riduzione dell'aspettativa di vita, gli effetti più gravi si sono registrati nei gruppi più vulnerabili, dove le disuguaglianze si sono ampliate. La pandemia è costata circa 155.000 vite nel Regno Unito e più di 4,5 milioni di vite a livello globale. Il suo impatto è stato profondo: i dati suggeriscono infatti che circa il 76% dei decessi totali da Covid-19 sono avvenuti nel 5% della popolazione più a rischio. Questi fattori di rischio sono vari e vanno dalle malattie cardiache all'obesità. Di gran lunga il più importante di questi fattori è l'età, con un rischio di morte che aumenta di circa il 10% per ogni anno di età.

I tassi di mortalità da Covid-19 nel Regno Unito tendono ad essere più elevati nelle aree socio-economicamente più svantaggiate e variano in base alla regione, con tassi più alti osservati nel nord. Le aree con tassi di deprivazione materiale più elevati hanno generalmente registrato anche tassi di mortalità più alti, in parte a causa delle condizioni di vita, del sovraffollamento e della scarsa qualità degli alloggi. Questo è anche dovuto al fatto che i lavoratori dei gruppi socioeconomici più bassi, con salari più modesti e residenti nelle aree più svantaggiate del paese, hanno solitamente meno possibilità di gestire le loro condizioni di lavoro, come, per esempio l'impossibilità di lavorare a distanza.

Secondo i dati, il tasso di mortalità per gli uomini in occupazioni professionali, per esempio, era di 12 ogni 100.000 abitanti, mentre per gli uomini in "occupazioni elementari" il tasso era di 40 ogni 100.000 abitanti.

Le minoranze etniche (nere e asiatiche) hanno avuto una probabilità significativamente più alta di morire per Covid-19, anche tenendo conto della deprivazione materiale, della salute e della posizione geografica. Per esempio, la mortalità da Covid-19 per le persone di etnia nera africana o nera caraibica nella prima metà del 2020 è stata da 2 a 2,5 volte superiore a quella delle persone di etnia bianca, secondo l'Office for National Statistics.

La pandemia è lungi dall'essere finita. L'incertezza va avanti a causa della potenziale emergenza di nuove varianti, del long-Covid e di altri fattori che potrebbero avere un ulteriore impatto sull'aspettativa di vita della popolazione.

13 Ottobre 2021

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