Disturbi mentali. Stigma diffuso, il 36% si vergognerebbe di soffrirne, pesano i social. I dati Doxa

Disturbi mentali. Stigma diffuso, il 36% si vergognerebbe di soffrirne, pesano i social. I dati Doxa

Disturbi mentali. Stigma diffuso, il 36% si vergognerebbe di soffrirne, pesano i social. I dati Doxa
L’indagine, realizzata per il Festival Ro.Mens, mette a confronto i nuovi dati con quelli del 2022. Cresce l’idea che le persone con disagio psichico siano più pericolose per sé (dal 65% al 72%) e per gli altri (dal 48% al 55%), più aggressive (dal 55% al 63%) e meno rispettose delle regole condivise (dal 49% al 55%). Scende la quota di chi ritiene la malattia mentale curabile (dal 66% al 60%). Il 45% dei giovani si sente influenzato dai commenti e dai like sui social. LE SLIDE

Più pregiudizi, più insicurezze per i giovani, anche a causa dei social. È una fotografia cupa quella chee emerge dalla ricerca “Salute Mentale 2025”, realizzata da Doxa per il Festival Ro.Mens con la direzione di Cristina Liverani, e che mette a confronto i dati della precedente indagine del 2022 mostrando il persistere e l’aggravarsi dei pregiudizi verso le persone con disturbi mentali.

Prendendo come riferimento per lo studio un campione di mille persone tra i 18 e i 65 anni rappresentative a livello nazionale per genere, età ed area geografica, rispetto ai dati riferiti alla prima edizione di Ro.Mens del 2022, le persone con disagio psichico sono ritenute più pericolose per sé (dal 65% al 72%) e per gli altri (dal 48% al 55%), più aggressive e violente (dal 55% al 63%) e meno rispettose delle regole condivise (dal 49% al 55%). Il dato positivo esprime la diminuzione del numero di individui che preferirebbe non confidarsi con nessuno in caso di disturbo mentale (dall’8% al 2%).

Si abbassa invece la percentuale di chi ritiene la malattia mentale curabile (dal 66% al 60%) e resta alto il livello di stigma: ancora oggi il 36% dei cittadini si vergognerebbe di avere un disturbo mentale mentre cresce la percezione di vulnerabilità tra i giovani dai 14 ai 24 anni, ritenuti più a rischio (dal 39% al 47%).

La seconda parte della ricerca ha riguardato l’indagine sulla salute mentale riferita all’aspetto “online” nel 2025 prendendo in particolare la porzione del campione statistico compreso nella fascia di età di giovani tra i 18 e i 34 anni. Dai dati rilevati, Instagram risulta il social più utilizzato ogni giorno (84%), con una ricorsività di consultazione più volte al giorno che si attesta sul 65% degli individui osservati.

I dati evidenziano come i social media incidano profondamente sull’autopercezione: il 47% pensa che “siamo ciò che mostriamo”, il 59% sceglie di pubblicare solo il meglio di sé, il 57% si riconosce nell’immagine che dà online, mentre il 77% ritiene che sui social “tutti finiscono per sembrare uguali”. Inoltre, il 67% crede che mostrarsi davvero per ciò che si è faccia apparire “strani”, il 59% che la diversità rappresenti un rischio e non un valore, e il 49% teme di essere giudicato se si mostra diverso.

Più della metà (53%) afferma che il proprio benessere mentale è condizionato dall’obbligo di mostrarsi sempre al meglio. Il 50% del campione è influenzato dal tempo speso online e il 45% percepisce di essere influenzato dai commenti e dai like ricevuti. Un giovane su quattro (26%) dichiara di essersi sentito insicuro del proprio aspetto fisico dopo aver visto immagini o contenuti sui social.

“La ricerca – sottolinea Silvia Castagna, Responsabile delle relazioni istituzionali e dei grandi clienti Doxa – conferma che lo stigma cresce e i social pesano sempre di più sul benessere dei giovani: servono più digital e AI literacy, come previsto dall’art. 4 della nuova normativa sull’intelligenza artificiale, educazione alla diversità e ai sentimenti per invertire la rotta”.

“I risultati dell’indagine – affermano Francesco Amato, Direttore generale della ASL Roma 2, e Massimo Cozza, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale – rafforzano le ragioni del Festival Ro.Mens per l’inclusione sociale contro il pregiudizio, che si terrà dall’1 al 7 ottobre, e la scelta di un’esposizione fotografica alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, centrata sul valore della diversità”.

Il Festival della Salute Mentale Ro.Mens, organizzato dal Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma 2, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale e con il patrocinio della RAI, rappresenta un appuntamento centrale per il dialogo e la sensibilizzazione.
Tutte le informazioni sul programma sono disponibili su www.salutementale.net/romens-2025.

La ricerca sarà ufficialmente presentata martedì 7 ottobre presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, nell’ambito dell’evento conclusivo del Festival, insieme al manifesto 2025.

25 Settembre 2025

© Riproduzione riservata

Farmaci equivalenti. “Non decolla la fiducia, soprattutto tra i giovani. E  i cittadini spendono ogni anno oltre 1 mld per avere quello di marca”
Farmaci equivalenti. “Non decolla la fiducia, soprattutto tra i giovani. E i cittadini spendono ogni anno oltre 1 mld per avere quello di marca”

Mediamente attenti alla propria salute, ma di fronte ai piccoli malesseri fisici e psichici si affidano troppo all'intelligenza artificiale e alla soluzione rapida trovata su Internet. Cresce il ricorso ai...

Con l’IA in sanità competenze in pericolo, cos’è il fenomeno del “deskilling”
Con l’IA in sanità competenze in pericolo, cos’è il fenomeno del “deskilling”

L’intelligenza artificiale è ormai uno strumento utilizzato anche durante la pratica clinica dai professionisti sanitarie, eppure il 77% dei medici e il 70% degli infermieri teme di perdere le proprie...

Caldo, ambulatori Asl Roma senza climatizzazione. Magi (Omceo): “Non è accettabile nel 2026”
Caldo, ambulatori Asl Roma senza climatizzazione. Magi (Omceo): “Non è accettabile nel 2026”

In un periodo in cui il Servizio sanitario nazionale è chiamato a uno sforzo straordinario per cercare di ridurre le liste d’attesa e assicurare la continuità dell’assistenza, emerge una criticità...

La sanità del futuro è già qui. Ma la politica guarda ancora indietro
La sanità del futuro è già qui. Ma la politica guarda ancora indietro

C’è un dato che la politica italiana continua a rimuovere: la medicina è cambiata più rapidamente delle istituzioni chiamate a governarla. Occorre la capacità di vedere la prossima curva quando...