E-cig. Veronesi: “Se tutti i fumatori le usassero salve 30mila vite l’anno”. Ma Governo rema contro

E-cig. Veronesi: “Se tutti i fumatori le usassero salve 30mila vite l’anno”. Ma Governo rema contro

E-cig. Veronesi: “Se tutti i fumatori le usassero salve 30mila vite l’anno”. Ma Governo rema contro
Forte presa di posizione dell’oncologo milanese che ha presentato i risultati di una ricerca dello Ieo. Dopo 6 mesi chi passa alle sigarette elettroniche senza tabacco smette di fumare sigarette oppure ne riduce drasticamente il consumo. Il problema è che il Governo “rema contro per fare cassa”. LA RICERCA.

Sulla sigaretta elettronica, “il Governo rema contro. La moda della e-cig si è ultimamente sgonfiata, e molti negozi hanno chiuso, proprio per questo motivo. Molti produttori inoltre sono spariti a causa dell'introduzione di una tassazione del 58%. Certo, lo Stato ci guadagna di più con le sigarette tradizionali, senza pensare che ogni anno spende tre miliardi di euro per curare i 50 mila tumori che si sviluppano in Italia a causa del fumo”. E' questo il parere dell'oncologo Umberto Veronesi, che oggi nella sede dell'Istituto oncologico europeo (Ieo), ha presentato i risultati di uno studio pilota sulla e-cig e le nuove ricerche in programma allo Ieo sulla sigaretta senza tabacco.
 
“Se tutti coloro che fumano sigarette tradizionali si mettessero a fumare sigarette senza tabacco – spiega – salveremmo almeno 30mila vite all’anno in Italia e 500 milioni nel mondo. Oggi stiamo dibattendo del più grave problema sanitario del nostro secolo: lo stop al fumo. Per questo abbiamo il dovere morale di studiare scientificamente la sigaretta smoke free, e all’Istituto europeo abbiamo deciso di farlo”.
 
I dati dello studio presentato oggi sembrano dare ragione all'ex ministro della Salute. La ricerca, che ha coinvolto anche l’Ospedale San Raffaele di Milano e il Centro Cardiologico Monzino di Milano, ha voluto testare l’utilità dell’impiego della sigaretta senza tabacco e senza nicotina, in pazienti affetti da tumore o infarto miocardico recente, fumatori di almeno 10 sigarette al giorno da almeno 10 anni, come elemento aggiuntivo all’attività di counselling normalmente esercitata da personale medico dedicato. “I risultati sui 65 pazienti arruolati – precisa Carlo Cipolla, Direttore della Divisione di Cardiologia – mostrano che dopo 6 mesi chi usa la e-cig smette di fumare nel 60% dei casi, contro la metà (32%) di chi non la utilizza. Anche chi non riesce a smettere, riduce drasticamente il numero di sigarette fumate a meno di 10, mentre chi non la usa riduce in maniera inferiore. Il 60% dei pazienti dà un buon giudizio sulla sigaretta senza tabacco e l’80% la giudica un buon modo per ridurre il numero di sigarette fumate”.
 
Sulla base di questi dati, i medici dello Ieo ritengono “delittuoso” non continuare a studiare uno dei pochi mezzi di lotta al fumo. “Dopo anni di equivoci scientifici – prosegue Cipolla – oggi vi è consenso sul definire il fumo di sigaretta non un vizio, ma una malattia specifica, la dipendenza, che non può essere trattata come le altre – dichiara – Nessun intervento di disassuefazione, sigaretta senza tabacco compresa, può funzionare da solo, ma deve far parte di un percorso, di un protocollo scientifico controllato e multidisciplinare, che duri nel tempo. In un contesto dove la lotta al fumo è negletta, e i risultati ottenuti molto scarsi, non possiamo rischiare di oscurare il potenziale della sigaretta senza tabacco, che potrebbe al contrario rivelarsi di grande efficacia”.
 
Visto il potenziale della e-cig, lo Ieo ha deciso di promuovere un altro studio clinico controllato, per capire se è possibile far smettere di fumare un fumatore senza privarlo della sigaretta. “Dobbiamo prendere atto che – aggiunge Gabriella Pravettoni, Direttore dell’Unità di Ricerca Applicata in Psicologia dello Ieo – malgrado il boom delle e-cig in molti Paesi occidentali, non c’è ancora evidenza scientifica circa la loro efficacia nella disassuefazione nel lungo termine. Il dubbio più diffuso è legato al principio della psicologia che afferma che ciò che non viene elaborato, tende ad essere ripetuto. Nel caso del fumo, questo significherebbe che se non ci si libera dalla dipendenza psicologica dalla sigaretta, prima o poi alla sigaretta si torna”. Per far luce sulla questione, allo Ieo si è deciso di reclutare volontari per il nuovo studio fra i partecipanti a Cosmos, il programma di screening del tumore del polmone.
 
“Verranno arruolati 200 fumatori – conclude Giulia Veronesi, Direttore dell’Unità Prevenzione e Diagnosi Precoce del Tumore del Polmone – che saranno seguiti per 6 mesi, valutati dopo 1 anno e poi monitorati a lungo termine, fino a 5 anni, essendo legati alla durata di Cosmos. Finora abbiamo osservato che partecipare ad un programma di screening ha un impatto ancora lieve sulla disassuefazione: il tasso di sospensione del fumo è dell’8% in 5 anni. Studi precedenti sulla e-cig hanno dato segnali incoraggianti, ma dobbiamo confermare il dato con uno studio indipendente per un monitoraggio attento delle dosi e dei potenziali effetti collaterali. La tobacco free cigarette è una speranza che merita un approfondimento scientifico completo”.

05 Novembre 2013

© Riproduzione riservata

Mobilità sanitaria: quando le disuguaglianze sulla salute sono croniche. Nel 2024 quasi 700 mila ricoveri fuori regione. E come al solito sono i cittadini del Sud che fuggono dalle proprie Regioni
Mobilità sanitaria: quando le disuguaglianze sulla salute sono croniche. Nel 2024 quasi 700 mila ricoveri fuori regione. E come al solito sono i cittadini del Sud che fuggono dalle proprie Regioni

Nel 2024 la mobilità sanitaria ospedaliera resta uno dei principali indicatori delle differenze tra i servizi sanitari regionali. Dai dati del Rapporto annuale SDO 2024 del Ministero della Salute emerge...

Malattie rare, il ritardo diagnostico ha un volto femminile: “Le donne aspettano due anni in più degli uomini per la diagnosi”
Malattie rare, il ritardo diagnostico ha un volto femminile: “Le donne aspettano due anni in più degli uomini per la diagnosi”

Per una persona con una malattia rara ottenere una diagnosi significa spesso affrontare una vera e propria odissea. In Italia servono in media cinque anni e mezzo dal primo sintomo...

Corte dei conti. Aumentano le risorse in sanità ma non la capacità di trasformarle in servizi. Restano i nodi su territorio, prevenzione e personale
Corte dei conti. Aumentano le risorse in sanità ma non la capacità di trasformarle in servizi. Restano i nodi su territorio, prevenzione e personale

Più risorse per la sanità, ma ancora troppe difficoltà nel trasformarle in servizi, strutture operative, investimenti realizzati e presa in carico dei cittadini. È questa la fotografia che emerge dalla...

Ricoveri ospedalieri. Nel 2024 oltre 8 milioni di dimissioni: +1,1% sul 2023 ma ancora -5,6% rispetto al pre-Covid. In calo l’inappropriatezza. Boom ricoveri per influenza negli anziani
Ricoveri ospedalieri. Nel 2024 oltre 8 milioni di dimissioni: +1,1% sul 2023 ma ancora -5,6% rispetto al pre-Covid. In calo l’inappropriatezza. Boom ricoveri per influenza negli anziani

L’attività ospedaliera italiana continua a risalire dopo il crollo registrato nel 2020, ma non ha ancora recuperato pienamente i livelli pre-pandemia. Nel 2024 le schede di dimissione ospedaliera acquisite dal...