Eurisko: “Un uomo su quattro soffre di eiaculazione precoce. Ma non si cura”

Eurisko: “Un uomo su quattro soffre di eiaculazione precoce. Ma non si cura”

Eurisko: “Un uomo su quattro soffre di eiaculazione precoce. Ma non si cura”
E' infatti solo una minoranza (25%) a rivolgersi al medico per trovare una soluzione. E solamente nel 5% dei casi si ricorre ai farmaci. Graziottin: "C'è un grande disagio nell’uomo che si sente sessualmente inadeguato con effetti che si ripercuotono sull’autostima e sulla fiducia in se stessi".

Il 67% di chi soffre di eiaculazione precoce riconosce che “la troppa fretta nell’intimità” è causa di importante insoddisfazione per la partner ma, pur condividendo con lei la preoccupazione circa il problema, solamente in 1 paziente su 4 si rivolge al medico per trovare una soluzione. E’ quanto emerge da un’indagine di Gfk Eurisco realizzata  su 1500 uomini fra i 18 e i 64 anni 

“Il quadro è piuttosto allarmante – osserva Isa Checchini, sociologa e ricercatrice Gfk Eurisko – in quanto si fa molto poco per cercare di risolvere il problema:  in metà dei casi non si fa nulla, in un quarto dei casi si ricorre a mezzi approssimativi e poco efficaci, come l’uso di preservativi ritardanti, e, solo nel 5% dei casi a farmaci prescritti dal medico”. Elementi cui bisogna poi aggiungere che 1 uomo su 4 soffre di eiaculazione precoce in modo ricorrente (ne ha esperienza in oltre la metà dei rapporti sessuali) ma solo 1 su 10 capisce che è una patologia.  L’uomo si confida con la partner (2/3 dei sofferenti di Ep ha parlato con la partner del problema), ma trova maggiori difficoltà a rapportarsi con gli esperti e chiedere aiuto: solo 1 su 4 ha consultato un medico.

“Siamo di fronte ad una patologia che, oltre ai problemi clinici che può nascondere, crea grande disagio nell’uomo – spiega la Professoressa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica, del San Raffaele Resnati di Milano – che si sente sessualmente inadeguato e i cui effetti si ripercuotono sull’autostima e sulla fiducia in se stessi.  Una percezione delle proprie potenzialità che si trasforma in un minor successo nello studio e nella vita professionale e in generale nella capacità di esprimere la propria personalità.”.
 

15 Febbraio 2013

© Riproduzione riservata

Si rischia di trasformare i pazienti in profili. Leone XIV e la rivoluzione digitale nella sanità
Si rischia di trasformare i pazienti in profili. Leone XIV e la rivoluzione digitale nella sanità

Si intitola Magnifica Humanitas ed è la prima enciclica sociale di Papa Leone XIV, pubblicata ieri in occasione del 135° anniversario della Rerum Novarum. Ma il suo cuore pulsante non guarda solo all’Ottocento...

Violenza di genere. Oltre 8.200 vittime accolte in case rifugio e presidi assistenziali, 4.412 i minori
Violenza di genere. Oltre 8.200 vittime accolte in case rifugio e presidi assistenziali, 4.412 i minori

Con la ratifica in Italia della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011), i Piani nazionali...

Il Piano sanitario nazionale e non sociosanitario: il segno di un errore politico originario
Il Piano sanitario nazionale e non sociosanitario: il segno di un errore politico originario

Vi è qualcosa di profondamente rivelatore nel fatto che, dopo quasi vent’anni di assenza programmatoria, lo Stato torni finalmente a dotarsi di un Piano nazionale per il Servizio sanitario e...

Malattie croniche, l’Ocse divide l’Europa in sette profili di rischio. Italia nel gruppo dei Paesi più anziani con alto peso dei tumori
Malattie croniche, l’Ocse divide l’Europa in sette profili di rischio. Italia nel gruppo dei Paesi più anziani con alto peso dei tumori

Le malattie non trasmissibili restano il principale banco di prova per i sistemi sanitari europei. Tumori, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche e diabete di tipo 2 continuano infatti a rappresentare...