Aumentano le difficoltà economiche delle famiglie italiane e con esse crescono anche le rinunce alle cure mediche. È uno dei dati più preoccupanti emersi dal 38° Rapporto Italia 2026 dell’Eurispes, che fotografa un Paese attraversato da fragilità economiche e sociali sempre più profonde, con inevitabili ricadute sul diritto alla salute.
Secondo l’indagine, oltre sei cittadini su dieci arrivano a fine mese con difficoltà, mentre circa un terzo è costretto a utilizzare i risparmi accumulati per sostenere le spese correnti. In questo quadro, le spese sanitarie diventano sempre più difficili da affrontare: il 25,5% delle famiglie segnala difficoltà nel pagamento delle cure mediche.
Il dato più allarmante riguarda però le rinunce alle prestazioni sanitarie. Rispetto al 2025 aumenta sensibilmente la quota di cittadini che dichiara di aver rinunciato ai controlli medici periodici: si passa dal 27,2% al 34,6%. Crescono anche le rinunce alle cure odontoiatriche, che coinvolgono il 32,1% degli italiani, rispetto al 28,2% dello scorso anno.
Seguono le rinunce a visite specialistiche (23,4%), spese veterinarie (20,4%), terapie o interventi medici (19,8%) e persino all’acquisto di medicinali (15,7%). Una dinamica che evidenzia come l’aumento del costo della vita stia comprimendo anche la spesa sanitaria considerata essenziale.
Non sorprende quindi che oltre due italiani su dieci abbiano richiesto un prestito bancario nell’ultimo anno. Tra questi, il 21,6% dichiara di essersi indebitato per poter sostenere cure mediche. Un dato che secondo l’Eurispes contribuisce a delineare un fenomeno di crescente vulnerabilità economica e di rischio sovraindebitamento.
Sul fronte della fiducia istituzionale, il Rapporto segnala un sentimento di forte abbandono. Ben l’82,2% degli italiani ritiene infatti che i cittadini non siano adeguatamente sostenuti dalle Istituzioni in caso di difficoltà economica. Una sfiducia particolarmente marcata tra i giovani.
Più articolato invece il giudizio sul Servizio sanitario e sulle istituzioni legate alla salute. Il Sistema sanitario raccoglie il 58% dei giudizi positivi, mentre cresce la fiducia verso Università (73,7%) e Scuola (68%). Restano molto elevate anche le percentuali di fiducia verso la Protezione civile (78,5%) e il Volontariato (64%).
Ampio spazio nel Rapporto viene dedicato anche all’impatto delle tecnologie digitali e dell’Intelligenza artificiale sulla salute e sul benessere psicologico. Solo il 18% degli italiani utilizza applicazioni per il monitoraggio del benessere mentale, mentre oltre l’80% usa dispositivi digitali nell’ora precedente il sonno e il 77,5% tiene lo smartphone vicino durante la notte.
Secondo l’Eurispes emerge inoltre una crescente percezione degli effetti negativi dell’iperconnessione: quasi tre persone su dieci ritengono che le piattaforme digitali influenzino opinioni e stati d’animo. Tra coloro che giudicano problematico il proprio rapporto con la tecnologia aumentano ansia, difficoltà di concentrazione e senso di isolamento.
Per quanto riguarda l’Intelligenza artificiale, il 41,2% degli italiani la utilizza già per richieste in ambito sanitario, come indicazioni mediche o autodiagnosi. Tuttavia prevale ancora la diffidenza verso un utilizzo diretto dell’AI nei processi clinici: il 71,1% esprime sfiducia verso le diagnosi mediche a distanza effettuate attraverso sistemi di Intelligenza artificiale.
Il Rapporto affronta infine anche i temi etici legati alla salute e al fine vita. Nel 2026 il 70,2% degli italiani si dichiara favorevole all’eutanasia, mentre il consenso verso il suicidio assistito sale al 54,3%, in netto aumento rispetto al 2019. Otto cittadini su dieci si dichiarano inoltre favorevoli al testamento biologico.
Secondo l’Eurispes, i dati raccolti delineano un Paese nel quale il disagio economico rischia di trasformarsi sempre più in disuguaglianza sanitaria, con una crescente difficoltà di accesso alle cure e un rapporto complesso tra cittadini, tecnologia e istituzioni.