Eurostat: il 16% degli italiani non ha i soldi per scaldare adeguatamente la propria abitazione, quasi il doppio della media UE. A rischio anziani, neonati, malati cronici e disabili 

Eurostat: il 16% degli italiani non ha i soldi per scaldare adeguatamente la propria abitazione, quasi il doppio della media UE. A rischio anziani, neonati, malati cronici e disabili 

Eurostat: il 16% degli italiani non ha i soldi per scaldare adeguatamente la propria abitazione, quasi il doppio della media UE. A rischio anziani, neonati, malati cronici e disabili 
Vivere in una casa fredda oltre che essere disagevole mette anche a rischio la salute. E per gli italiani la situazione sembra peggiorata: nel 2006 in difficoltà a riscaldare la casa era infatti "solo" il 10,4% della popolazione. In Europa dati molto diversi da un Paese all'altro con una media dell’8,7% in progressivo miglioramento dopo il picco negativo nel 2011 con l'11%. La situazione più grave in Bulgaria (39%), seguita da Lituania e Grecia (29%). In Lussemburgo e Finlandia problema quasi inesistente. 

L’8,7% degli europei ha difficoltà economiche a scaldare adeguatamente la propria abitazione. Il dato è stato pubblicato oggi da Eurostat che ha aggiornato la sua indagine periodica su questo indicatore sociale rilevando che, dopo il picco rilevato nel 2011 con l’11%, la situazione è progressivamente migliorata.
 
Non è così per l’Italia che al contrario mostra un incremento notevole della popolazione che non può permettersi un riscaldamento adeguato. Nel 2006, primo anno di rilevazione riportato da Eurostat, gli italiani che denunciavano il problema erano infatti il 10,4% del totale, una percentuale balzata addirittura al 21,3% nel 2012, scesa poi nel 2016, ultimo anno di rilevazione, al 16,1%, che resta comunque un valore quasi doppio rispetto alla media UE (vedi tabella).
 
Ma c’è chi sta peggio di noi: Bulgaria (39%), seguita da Lituania e Grecia (entrambe il 29%), Cipro (24%) e Portogallo (22%). All'altro estremo della scala, con meno del 2% della popolazione gravata da questo problema, Lussemburgo e Finlandia.
 

 
Ma cosa può comportare per la salute vivere in un ambiente non riscaldato in modo adeguato?
 
Intanto va sottolineato che i soggetti più a rischio sono: i cardiopatici, i soggetti affetti da patologie respiratorie croniche, persone anziane e con problemi cognitivi, i neonati, persone che soffrono di altre malattie croniche (diabete, malattie della tiroide, malattie artritiche, dipendenze, patologie psichiatriche) o che assumono sostanze psicotrope o antinfiammatori.
 
Gli anziani sono particolarmente vulnerabili agli effetti delle basse temperature a causa della diminuita risposta del loro sistema di termoregolazione e la ridotta percezione del freddo.
 
I soggetti con deficit fisici e/o psichici (come i malati di Alzheimer) sono più a rischio, perché non sono in grado di gestire correttamente il riscaldamento domestico e di adottare comportamenti adeguati.
 
I Malati cronici sono a rischio in quanto l’improvviso grande freddo, associato ad avverse condizioni metereologiche, può peggiorare condizioni di salute già precarie e, soprattutto, aggravare patologie croniche quali: malattia cardiovascolare, broncopatia cronica ostruttiva, asma bronchiale, diabete e disturbi neurologici (soprattutto se in trattamento con sostanze psicotrope).
 
I Neonati e lattanti sono a rischio in quanto nei primi mesi di vita la termoregolazione corporea è meno efficace ed il rapporto superficie cutanea/massa corporea è elevato (elevata dissipazione di calore). Il neonato è molto vulnerabile alle temperature molto basse e può entrare rapidamente in situazioni di ipotermia; inoltre, i bambini molto piccoli non possono manifestare in modo esplicito il disagio causato dal freddo (non autosufficienza).
 
Pertanto, è consigliabile prestare attenzione alla loro temperatura corporea, verificando che le parti del corpo non si presentino fredde o intorpidite (mani, piedi, volto soprattutto) e, in caso di allarme meteorologico, bisogna evitare di uscire di casa con neonati che abbiano meno di tre mesi.

04 Gennaio 2018

© Riproduzione riservata

Corte dei conti. Aumentano le risorse in sanità ma non la capacità di trasformarle in servizi. Restano i nodi su territorio, prevenzione e personale
Corte dei conti. Aumentano le risorse in sanità ma non la capacità di trasformarle in servizi. Restano i nodi su territorio, prevenzione e personale

Più risorse per la sanità, ma ancora troppe difficoltà nel trasformarle in servizi, strutture operative, investimenti realizzati e presa in carico dei cittadini. È questa la fotografia che emerge dalla...

Ricoveri ospedalieri. Nel 2024 oltre 8 milioni di dimissioni: +1,1% sul 2023 ma ancora -5,6% rispetto al pre-Covid. In calo l’inappropriatezza. Boom ricoveri per influenza negli anziani
Ricoveri ospedalieri. Nel 2024 oltre 8 milioni di dimissioni: +1,1% sul 2023 ma ancora -5,6% rispetto al pre-Covid. In calo l’inappropriatezza. Boom ricoveri per influenza negli anziani

L’attività ospedaliera italiana continua a risalire dopo il crollo registrato nel 2020, ma non ha ancora recuperato pienamente i livelli pre-pandemia. Nel 2024 le schede di dimissione ospedaliera acquisite dal...

Spesa farmaceutica, il tetto non basta. Ma l’Italia deve decidere se governare l’innovazione o continuare a rincorrerla
Spesa farmaceutica, il tetto non basta. Ma l’Italia deve decidere se governare l’innovazione o continuare a rincorrerla

All’indomani dell’Assemblea di Farmindustria resta una sensazione difficile da scacciare. La politica promette, le imprese chiedono, tutti invocano innovazione, competitività, accesso rapido alle cure, superamento del payback, attrattività del Paese....

Dipendenze, quasi 350mila under 18 hanno usato sostanze illegali. Meloni: “Vecchie dipendenze si intrecciano alle nuove”
Dipendenze, quasi 350mila under 18 hanno usato sostanze illegali. Meloni: “Vecchie dipendenze si intrecciano alle nuove”

Cannabis e cocaina restano le sostanze illegali più diffuse in Italia, mentre cresce l’attenzione su nuove sostanze psicoattive, uso combinato di sostanze, gioco d’azzardo e dipendenze digitali tra i più...