Il cancro in Italia. Nel 2012 sono 364 mila i nuovi casi e 175 mila i decessi. Ecco i dati

Il cancro in Italia. Nel 2012 sono 364 mila i nuovi casi e 175 mila i decessi. Ecco i dati

Il cancro in Italia. Nel 2012 sono 364 mila i nuovi casi e 175 mila i decessi. Ecco i dati
Presentata oggi al Ministero della Salute la 2ª edizione del volume “I numeri del cancro in Italia”, che contiene le stime per l'anno in corso. Il lavoro, redatto da Aiom e Airtum in collaborazione con il Ccm del Ministero stesso, potrà essere uno strumento a disposizione di cittadini e istituzioni. Scarica il volume.

175 mila decessi solo nel 2012, 500 al giorno. 365 mila i nuovi casi per l'anno corrente, 1000 le nuove diagnosi ogni 24 ore. Queste sono solo alcune delle stime contenute nella seconda edizione del volume “I numeri del cancro in Italia”, frutto della collaborazione tra Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Airtum (Associazione Italiana Registri Tumori), presentato oggi a Roma in una conferenza stampa al Ministero dell Salute alla quale ha partecipato anche il Ministro Renato Balduzzi. Il volume è dedicato a Marco Venturini – ex presidente Aiom, forte sostenitore del progetto scomparso appena un anno fa – ed è stato realizzato con il contruìibuto di tutte le oncologie italiane (oltre 300) e i 37 Registri tumori presenti sul territorio.
 
Si tratta del primo strumento capace di dare questi dati in tempo reale. Dati che diventano mezzo di pianificazione e programmazione a disposizione delle oncologie degli ospedali, delle regioni e delle istituzioni tutte.“Non è un caso che la sede di presentazione di questo volume, redatto da Aiom e Airtum in collaborazione con il nostro Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) sia proprio il Ministero della Salute”, ha commentato Balduzzi. “Anche il Ministero infatti è partecipe dello sforzo che ha portato a questo risultato: non esistono molti esempi al mondo di dati oncologici offerti in tempo reale, per i decisori e per la popolazione. Oltre ai dati stessi, anche questo conferma l'eccellenza dell'oncologia italiana capace di conoscersi, e di metter insieme prevenzione, cura e analisi”.
                                     
A maggior ragione visto che seppure il trend per sopravvivenza sia positivo, e i numeri relativi alla mortalità in costante diminuzione per alcune neoplasie, il cancro rimane insieme alle malattie cardiovascolari una delle patologie killer del nostro tempo. I nuovi casi di tumore maligno saranno infatti 364 mila (202 mila uomini e 162 mila donne), e il tumore del colon-retto sarà il più frequente con 50 mila nuove diagnosi, seguito dal carcinoma della mammella (46 mila), del polmone (38 mila) e della prostata (36 mila). Tra gli uomini il vero killer sarà il cancro al polmone, causa del 27% dei decessi per tumore nella popolazione maschile e che si conferma anche al primo posto complessivamente per la mortalità (34.500 i decessi stimati), mentre per le donne il più rischioso rimane quello al seno (16%). I pazienti saranno in generale un terzo più numerosi al nord (+30%), differenza probabilmente imputabile a cause riconducibili, ad esempio, a stili di vita scorretti, o alla maggiore esposizione a fattori cancerogeni.
 
Ma nel complesso del Paese stanno migliorando le percentuali di guarigione: il 61% delle donne e il 52% degli uomini è vivo a cinque anni dalla diagnosi, soprattutto per tumori frequenti come quello del seno (87%) e della prostata (88%). Tutto ciò è da ricondurre sia alla più alta adesione alle campagne di screening, che alla maggiore efficacia della terapia. “Chiaramente non si possono avere facili entusiasmi, perché le patologie rimangono a forte mortalità – ha specificato Balduzzi ­– m a la sopravvivenza a cinque anni aumenta in maniera costante, seppure non in maniera non ancora geograficamente omogenea. Ora l'importante è riuscire ad assicurare un trend positivo”.
 
Ottimismo sposato anche da Stefano Ferretti, segretario Airtum. “I decessi per tumore stimati per il 2012 dal volume oggi presentato sono 175 mila, di cui 99 mila tra gli uomini e 76 mila tra le donne”, ha detto. “Si tratta chiaramente di un numero ancora molto importante che contiene vari fattori, ma il dato è in costante calo da molto tempo. Quello dei tumori in Italia è dunque tutt'altro che un problema fuori controllo, la sopravvivenza continua a crescere. Per ottenere questo risultato, oltre ad una continua collaborazione tra istituzioni e chi come noi si occupa di oncologia, servono anche sforzi innovativi come quello della raccolta in tempo reale dei dati, una pratica che si scosta dalla normale epidemiologia per diventare uno strumento che analizza puntualmente i percorsi”.
 
Soprattutto perché l'aumento della sopravvivenza apre nuove sfide per chi si occupa di oncologia. “L'incremento identifica una nuova popolazione, quella dei pazienti guariti e dei lungo-sopravviventi, una fascia di persone sempre più numerosa che ha bisogni specifici e che dunque necessita della nostra massima attenzione”, ha aggiunto Carmelo Iacono, presidente della Fondazione Aiom. “In questo senso il percorso deve svilupparsi in una sorta di filiera unica, che parte dalla diagnosi precoce, ma che poi può arrivare da una parte alla guarigione, dall'altra – nei casi più sfortunati – alle terapie che accompagnano le fasi terminali della patologia”.
 
Ma il lavoro non è certo finito qui, precisano gli esperti. “Abbiamo prodotto dati italiani, condivisi e accreditati, frutto di importanti collaborazioni scientifiche e di un attento controllo della qualità”, ha commentato ancora Ferretti. “Ma questa è solo la prima tappa, possiamo ancora aumentare la qualità e la quantità delle azioni condivise”.
 
Anche perché conoscere questi dati è importante per riconoscere gli sprechi e limitarli. “Per programmare il sistema sanitario bisogna conoscerlo e per averne una conoscenza profonda servono dati”, ha spiegato Stefano Cascinu, presidente Aiom. “Quello che mancava dunque era proprio questo tipo di pubblicazione, le cui stime potrebbero aiutare a studiare un budget nazionale per l'oncologia, per ridurre gli sprechi, ad esempio risparmiando sugli esami che non sono utili e ottimizzando le risorse. In questo senso il lavoro appena pubblicato non è qualcosa che deve rimanere sulle scrivanie, ma è un progetto che ha valenza scientifico-sociale”.
 
E il libro “I numeri del cancro in Italia 2012” non è certo l'unico strumento che ha valenza in questo senso. “Presto pubblicheremo altri due lavori interessanti”, ha promesso Carmine Pinto, segretario nazionale Aiom. “Il primo sono le 27 linee guida sulle principali patologie oncologiche; il secondo il libro bianco dell'oncologia, nella versione aggiornata al 2012, una sorta di elenco del telefono dell'oncologia che potrà offrirci una fotografia dei reparti nel nostro Paese. Una nazione che è ancora fortemente a macchia di leopardo, ma che pubblicazioni possono aiutare a rendere omogeneo, puntando a una qualità sempre maggiore del servizio”.
 
Un progetto – questo – fortemente sostenuto dalle istituzioni, e in particolare dal Ministero e da Balduzzi, che ha aggiunto a margine della conferenza stampa: “L'obiettivo è una riorganizzazione del servizio sanitario che faccia tesoro delle eccellenze e recuperi dove ancora si fa fatica. E di solito una riorganizzazione di questo genere porta al miglioramento”.
 
Laura Berardi

26 Settembre 2012

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