Il personale della sanità pubblica è sempre più precario: negli ultimi 5 anni i medici sono cresciuti del 35%. Boom infermieri: +63%

Il personale della sanità pubblica è sempre più precario: negli ultimi 5 anni i medici sono cresciuti del 35%. Boom infermieri: +63%

Il personale della sanità pubblica è sempre più precario: negli ultimi 5 anni i medici sono cresciuti del 35%. Boom infermieri: +63%
A evidenziarlo è la Corte dei conti che registra come i lavoratori (tra contratto a tempo determinato e interinale) siano aumentati di 11.476 unità (+37,6%), un numero ingente che non ha compensato il calo dei tempi indeterminati (-27.000). il tutto senza considerare l’enorme mole di contratti precari attivati nell’ultimo anno per far fronte all’emergenza Covid: delle circa 23 mila nuove assunzioni la metà è con contratti di pochi mesi.

Sempre meno personale e sempre più precario. La fotografia scattata dalla Corte dei conti sul personale del Ssn è impietosa. Tra il 2012 e il 2017 (anno per il quale si dispone di un maggior dettaglio di dati) il personale (sanitario, tecnico, professionale e amministrativo) dipendente a tempo indeterminato in servizio presso le Asl, le Aziende Ospedaliere, quelle universitarie e gli IRCCS pubblici è passato da 653 mila a 626 mila con una flessione di poco meno di 27 mila unità (-4 per cento).
 
Nello stesso periodo il ricorso a personale flessibile in crescita di 11.476 unità (+37,6%) ha compensato questo calo solo in parte: si tratta in prevalenza di posizioni a tempo determinato, che crescono del 36,5 per cento (passando da 26.200 a 35.800), e di lavoro internale, che registra una variazione di poco meno del 45 per cento (da 4.273 a 9.576 unità). Il tutto senza considerare che delle circa 23mila assunzioni per far fronte all'emergenza Covid circa la metà sono con contratti precari di pochi mesi.
 

 
Medici: +35,7% di contratti a tempo determinato
Analizzando nello specifico le professioni emerge come il personale medico a tempo determinato sia passato dalle 6.849 unità del 2012 alle 9.265 del 2017. Una crescita del 35,7%. Entrando nel dettaglio delle Regioni si nota come in termini percentuali il ricorso al lavoro precario in Emilia Romagna sia aumentato del 193%, aumenti rilevanti anche in Sicilia (+108,5%), Toscana (+88,6%), Marche (+82,7%) e Campania (+70%). Solo in 2 Regioni le quote di medici a tempo determinato sono scese: In Sardegna (-10,9%) e Abruzzo (-7,2%).
 

 
 
Infermieri: personale a tempo determinato e interinale cresciuto del 63%
Se il personale medico precario è cresciuto lo stesso si può dire anche di quello infermieristico. Tra tempo determinato e interinali il loro numero è passato dalle 9.769 unità del 2012 alle 15.991 del 2017, una salita del 63%.
 
Nello specifico i contratti a tempo determinato sono aumentati del 58% (+4.959 unità) e quelli interinali del 96% (+1.262 unità).
 
La Regione che ha assunto più precari è la Puglia con un incremento del 244%. Aumenti elevati anche in Liguria (+181%), Toscana (+121%), Emilia Romagna (+81%). Le uniche due Regioni ad aver diminuito il ricorso a infermieri precari sono la Basilicata (-16%) e la Valle d’Aosta (-139%).

Luciano Fassari

Luciano Fassari

08 Giugno 2020

© Riproduzione riservata

Tra informazioni non condivise e percorsi poco chiari il passaggio da ospedale e territorio può essere un’odissea per i pazienti. Per il 39% dei professionisti è il punto più fragile. La survey di Qs
Tra informazioni non condivise e percorsi poco chiari il passaggio da ospedale e territorio può essere un’odissea per i pazienti. Per il 39% dei professionisti è il punto più fragile. La survey di Qs

Il patient journey resta uno dei punti più fragili del sistema sanitario. Non perché manchino sempre competenze cliniche o strumenti terapeutici, ma perché il percorso del paziente continua a interrompersi...

Genitori che geolocalizzano i figli: a volte causa più ansia che rassicurazione. L’indagine in Usa
Genitori che geolocalizzano i figli: a volte causa più ansia che rassicurazione. L’indagine in Usa

La tecnologia rappresenta sempre un’opportunità, ma non priva di rischi e a volte di effetti opposti a quelli per cui viene utilizzata. È il caso di sistemi di geolocalizzazione che...

Adolescenti europei davanti a uno schermo per 4,5 ore al giorno, tra fascino e stress. I dati dell’Eurobarometro
Adolescenti europei davanti a uno schermo per 4,5 ore al giorno, tra fascino e stress. I dati dell’Eurobarometro

Adolescenti sempre più connessi, ma senza una reale percezione dell’impatto che l’esposizione a video e social media ha sulle loro vite. Dai dati pubblicati da Eurobarometro, emerge infatti un quadro...

La Corte dei conti riscrive i confini della responsabilità sanitaria
La Corte dei conti riscrive i confini della responsabilità sanitaria

La sentenza della Corte dei conti Lazio n. 232 del 2026 merita di essere letta ben oltre il caso clinico che l'ha originata. Formalmente riguarda la condanna di un chirurgo...