Imprese hi tech. La farmaceutica italiana è la regina del settore 

Imprese hi tech. La farmaceutica italiana è la regina del settore 

Imprese hi tech. La farmaceutica italiana è la regina del settore 
Aumenta la produzione, si raddoppia l'export e crescono anche gli investimenti. Sono questi i risultati record riportati in una ricerca della Bocconi con il contributo di Farmindustria sul settore farmaceutico che rischiano di essere rovinati da un calo della redditività e dal gap relativo all'incidenza fiscale.

La farmaceutica italiana si piazza prepotentemente sul podio del settore hi-tech, tenendo testa e spesso anche superando la concorrenza europea. Un dato significativo è quello relativo all'export: si è raggiungo un valore di 15,2 miliardi sui 32,7 di tutto l'hi-tech. Un risultato, dunque, di poco inferiore alla metà delle esportazioni dell'intero settore nazionale e che, senza il farmaceutico, sarebbe cresciuto solo di 3,8 miliardi. Negli ultimi 12 anni il dato dell'export si è più che raddoppiato, passando da 7,6 miliardi del 2000, ai 15,2 attuali.

E' stato uno studio realizzato dalla Bocconi con il contributo di Farmindustria a riportare questi dati che sanciscono l'alta competitività della farmaceutica italiana. Anche lì dove i risultati appaiono in calo rispetto agli anni passati, è sempre la farmaceutica a far registrare le flessioni minori. La ricerca della Bocconi ha dimostrato come, a partire dal valore della produzione e nonostante il calo di oltre 8 punti percentuali, il settore farmaceutico è riuscito a sfiorare quota 23 miliardi: il 44% di tutto l'hi tech nazionale, un risultato secondo solo al 57% fatto segnare dalla Spagna.

Risultati record si sono avuti anche per gli investimenti. Qui si è arrivati al 52% di tutti quelli realizzati nell'hi tech per un valore di 847 milioni, un dato anch'esso superiore alla media europea. Numeri altamente competitivi hanno riguardato anche l'occupazione del settore che ha fatto registrare 65 mila dipendenti nel 2009, un dato che si attesta al di sopra dell'asticella media europea e che si traduce in quasi 1 lavoratore su 3 dell'intero settore dell'hi tech. 
Sono due, in particolare, le regioni in cui si concentrano i due terzi dei dipendenti della farmaceutica: Lazio e Lombardia.
Non mancano però le criticità, a partire dal difficile momento attraversato dal Paese che non riesce ad attrarre investimenti, soprattutto a causa del gap dell'incidenza fiscale media (38%) che ci vede distaccati di 9 punti dalla Francia o addirittura di 18 punti dagli Usa. Una buona fetta di responsabilità è imputabile anche ai tagli subiti dal settore che sono stati calcolati in circa 11 mld di euro in 10 anni.

Nella ricerca è emerso, infine, come i primati segnalati in precedenza possano essere messi a rischio soprattutto dall'onda lunga del calo della redditività del farmaceutico. In Italia nel 2010 era del 7,7%, ma del 12,2 nel Regno Unito e dell'11,5 in Francia. Le cause di questa differenza sono state individuate dagli esperti della Bocconi nei vincoli del sistema Paese e dalla "dimensione media" delle imprese farmaceutiche italiane. 
Il dato confortante è che le imprese presenti sul territorio reinvestono in Italia l'80% degli utili, contro il 77% di quanto fanno in Gran Bretagna, il 68% in Francia e Germania, il 60% in Spagna. Sta quindi al "contesto Paese" trovare il modo di non scoraggiare gli investimenti e alleantare quei "vincoli" che li ostacolano per non mettere a rischio anche i numeri record registrati dall'export.
 

13 Aprile 2012

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