In Italia solo lo 0,7% del Pil per gli anziani non autosufficienti contro la media Ocse dell’1,5%. Il Sud resta indietro nell’assistenza

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In Italia solo lo 0,7% del Pil per gli anziani non autosufficienti contro la media Ocse dell’1,5%. Il Sud resta indietro nell’assistenza
I dari contenuti nel Rapporto realizzato dalla Fondazione per la Sussidiarietà segnala forti differenze territoriali nell'assistenza. Il 17% degli anziani con limitazioni funzionali è seguito da una badante. Al Nord si arriva al 19%, al Centro al 21%, mentre al Sud si scende al 14%. Un andamento analogo si riscontra nell'assistenza domiciliare integrata, che coinvolge il 6,2% dei soggetti nella Penisola, con una maggiore diffusione al Nord (7,2%) e al Centro (6,9%) rispetto al Sud (4,3%).

L'Italia destina risorse inadeguate al "long term care" (Ltc), l'assistenza agli anziani non autosufficienti: circa lo 0,7% del prodotto interno lordo, rispetto all'1,5% dei paesi Ocse più sviluppati. E molto meno dei principali partner europei, come Francia (2,4%), Gran Bretagna (2,4%) e Germania (2,2%).
 
È quanto emerge del rapporto "Anziani e disabili: un nuovo modello di assistenza" realizzato dalla Fondazione per la Sussidiarietà (Fps), in collaborazione con Cesc – Università degli studi di Bergamo, Crisp – Università degli studi di Milano, Politecnico di Milano e Università degli studi di Parma e con la partecipazione di Fondazione Don Gnocchi e Fondazione Sacra Famiglia.
 
Il Rapporto segnala forti differenze territoriali nell'assistenza. Il 17% degli anziani con limitazioni funzionali è seguito da una badante. Al Nord si arriva al 19%, al Centro al 21%, mentre al Sud si scende al 14%. Un andamento analogo si riscontra nell'assistenza domiciliare integrata, che coinvolge il 6,2% dei soggetti nella Penisola, con una maggiore diffusione al Nord (7,2%) e al Centro (6,9%) rispetto al Sud (4,3%).
 
“La pandemia ha acuito i problemi nell’assistenza agli anziani e va quindi rafforzato il sistema di protezione”, afferma Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, “L’articolazione territoriale dei servizi assistenziali e sanitari va ripensata perché i bisogni aumentano e si ampliano le possibilità di cura. Bisogna superare i pregiudizi sulla natura degli enti, pubblica, privata e non profit, per concentrarsi su qualità, efficacia ed efficienza del servizio".
 
La Provincia autonoma di Bolzano svetta con 42 posti residenziali per anziani ogni 1.000 residenti over 65, seguita dalla provincia autonoma di Trento con 38. Gran parte delle regioni del Centro-Nord superano la media nazionale di 15. In coda le regioni del Sud: in Basilicata e Sicilia c'è un solo posto residenziale ogni 1.000 anziani.
 
Lo studio mette in luce il ruolo chiave del non profit che copre metà dell’offerta di posti letto nei servizi residenziali, assistenziali e sanitari (49%), rispetto al 42% di 10 anni fa. Cresce anche il privato, ora al 26%, mentre il settore pubblico è sceso dal 30% al 25%.
La ricerca segnala la necessità di istituire un Servizio Nazionale per la Non Autosufficienza che superi l'attuale frammentazione degli interventi. Un sistema integrato, con un fondo nazionale e un unico canale di accesso.
 
Con 13,8 milioni di anziani, la Penisola ha uno dei livelli più elevati al mondo di popolazione con oltre 65 anni, circa il 23% (20% nell'Unione Europea). Una quota destinata a salire in futuro.

30 Marzo 2022

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