‘Italia a tavola 2010’ (Legambiente e Mdc): “Sequestrati cibi contraffatti per 145 mln di euro”

‘Italia a tavola 2010’ (Legambiente e Mdc): “Sequestrati cibi contraffatti per 145 mln di euro”

‘Italia a tavola 2010’ (Legambiente e Mdc): “Sequestrati cibi contraffatti per 145 mln di euro”
Sono stati 700 mila i controlli effettuati in campo agroalimentare nell’ultimo anno, per un valore di 145 milioni di euro di merci sequestrate. È quanto emerge dal settimo rapporto sulla sicurezza alimentare, ‘Italia a tavola 2010’, presentato oggi dal Movimento difesa del cittadino (Mdc) e Legambiente.

Sapevamo che la cucina è anche colore e creatività, ignoravamo però che a tingersi sulle nostre tavole sarebbero state ad esempio le mozzarelle (blu, rosa, a pois), o che in maniera ‘creativa’ si arrivasse a spacciare cibi di dubbia provenienza come prodotti simbolo del Made in Italy. Oltre 86 mila infrazioni e sequestri di prodotti per 145 milioni di euro, ci hanno reso evidente la mole del problema.

Dalla dettagliata analisi del sistema di controllo e prevenzione della filiera agroalimentare, è emerso un dato importante: carni, allevamenti e prodotti lattiero caseari sono quelli più gettonati tra i contraffattori. Ne sono un esempio gli oltre 25 mila barattoli di pomodori sequestrati, in quanto falsamente etichettati come “San Marzano”, o ancora i 24 mila chili di formaggio a pasta filata, indebitamente dichiarati “mozzarella”, provenienti dalla Germania.
Uno dei casi più eclatanti di frode pericolosa per la salute, è emerso dall’operazione “Somatos” portata a termine dai Nas, dopo tre anni di indagini, con 22 ordinanze di custodia cautelare, di cui 5 in carcere e 17 agli arresti domiciliari, nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico ed all’impiego di sostanze vietate in zootecnia (ormoni).
Tra le eccellenze italiane incappate nella rete del contraffazioni non poteva mancare il vino. Un esempio su tutti è quello riscontrato dall’Icqrf e dal Corpo forestale, che hanno scoperto una vasta falsificazione dell’Amarone della Valpolicella durante i loro controlli. In una famosa cantina si arrivava ad ‘allungare’, con del comune vino da tavola, diverse tipologie di vini pregiati per un totale di 952.084 litri.
Il brand ‘Made in Italy’ ha da sempre avuto il suo appeal, soprattutto per quel che riguarda i prodotti esportati. Ne sono testimonianza i risultati delle operazioni dei Carabinieri per le Politiche agricole che a Ferentino (Frosinone) hanno sequestrato interi rotoli di etichette, nonché svariate confezioni di plastica contenenti prodotti destinati al mercato estero, recanti la dicitura ‘mozzarella di bufala’.
Non potevano mancare all’elenco anche i prodotti tipici del ‘Mare nostrum’. Nel settore ittico i maggiori problemi riscontrati nel corso degli accertamenti sono stati quelli relativi al mancato rispetto delle norme igienico sanitarie, di conservazione e tracciabilità. Emblematica l’operazione “Giano”, portata avanti dalla Guardia costiera, che è arrivata a scoprire ben 324 tonnellate di pesce scaduto da anni o in cattivo stato di conservazione, oltre ad aver intercettato una vera e propria filiera di distribuzione nazionale di specie ittiche provenienti dall’est dell’Asia.
In conclusione si è evidenziato come buona parte dei prodotti sofisticati o contraffatti provengano dall’estero, e, in particolare, da Cina e Turchia, che risultano essere i Paesi principi per le irregolarità.
 
“Il rapporto 2010 – ha spiegato Antonio Longo, presidente del Movimento difesa del cittadino – conferma che il business dell’agroalimentare è sempre più appetibile per il crimine organizzato e l’industria della contraffazione, grazie al valore crescente, in termini economici, del Made in Italy. Per fortuna il rapporto ci conferma anche positivamente che il sistema di controlli lavora bene nonostante la cancellazione dell’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, di cui chiediamo con forza la creazione”.
Per finire, concludiamo con le note positive contenute nel rapporto. Come ogni anno, anche stavolta sono state segnalate alcune buone pratiche dell’agroalimentare italiano, a cui è stato conferito il Premio Italia a tavola 2010. “In particolare – hanno specificato Legambiente e Mdc – il riconoscimento è andato a due esempi di mense in ambito sanitario", individuati grazie alla segnalazione di Aiab, l'Associazione italiana per l’agricoltura biologica.
Si tratta del modello di ristorazione "CIR food" che coinvolge i presidi ospedalieri dell’AUSL di Bologna e l’istituto Ortopedico Rizzoli, e il caso della Asl di Asti con il “Progetto 2Q Qualità Quotidiana”, che ha come obiettivo quello di puntare su una ristorazione ospedaliera che riconosca il valore dell’alimentazione per la cura e la riabilitazione.
Il progetto “Prevenzione salute al ristorante”, segnalato dalla Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), punta invece a promuovere la salute ed il benessere alimentare, rispondendo alle richieste provenienti da parte della popolazione in merito a stili di vita alimentare salutari ed equilibrati e creare un circuito presso cui trovare offerte gastronomiche diversificate.
 
 
G.R.

17 Settembre 2010

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