La lezione di Lo Bello: rigore e autorevolezza che servono alla sanità

La lezione di Lo Bello: rigore e autorevolezza che servono alla sanità

La lezione di Lo Bello: rigore e autorevolezza che servono alla sanità

La severità equilibrata dell'arbitro Concetto Lo Bello, che garantiva il gioco senza soffocarlo, è l'esempio opposto alla confusione e alle gravi lacune che oggi caratterizzano il controllo nel sistema sanitario, come dimostrano i report discutibili dell'Agenas.

Concetto Lo Bello di Siracusa è stato l’arbitro di calcio per antonomasia. Bravo e autoritario, si conquistò una sua autorevolezza arrivando ad arbitrare una finale di Coppa dei campioni nel 1970 e ad essere l’unico insignito del prestigioso premio Giovanni Mauro. Rigoroso sempre, senza però rovinare le partite con continui interventi arbitrali. La sua fama di intransigente evitava un eccessivo ricorso ai falli da parte dei contendenti a rischio di cartellini rossi e rigori contro. Esigeva reverenza per il suo ruolo di far rispettare le regole del gioco e garantire correttezza, sicurezza e regolarità nella “gara”.

Non c’è più rispetto
Un po’ quello che manca nella sanità. Ove con la regionalizzazione – senza però averne tutte le Regioni la cultura di governo e la sensibilità per farlo – ha fatto il Paese a pezzi, più esattamente in 21. Non già perché le Regioni fossero aumentate, bensì perché nel Trentino-Alto Adige il compito legislativo di dettaglio è esercitato dalle due Provincie autonome di Trento e Bolzano, le città ove si vive meglio.
Prima che si concretizzasse la revisione del Titolo V, parte II, della Costituzione del 2001 e (molto) ancor prima (d.lgs. 266/1993) che si implementasse la riforma sanitaria, cosiddetta Bis – recata dal d.lgs. 502/1992 – ad opera della Ter, meglio nota come decreto Bindi (d.lgs. 229/1999), si istituì l’Agenas.


Lo si fece supponendo di configurarla come organo tecnico-scientifico del Ssn con compiti via via implementati dalla solite poliedriche finanziarie, più esattamente da quella per il 2008, approvata con la legge 244/2017, comma 357, giusto per darle allora una giustificazione economica per rimanere in vita.
Da lì, è divenuta strumento utile ad assicurare collaborazione tecnico-operativa alle Regioni e alle aziende sanitarie al fine di rendere più efficace l’intervento sanitario e contribuire alle “qualità, sicurezza e umanizzazione delle cure”. A darle una maggiore spinta operativa hanno contribuito il D.L. 23/2020 e il D.L. 4/2022 affidandole, rispettivamente, un ruolo collaborativo per il potenziamento della rete assistenziale, con particolare riferimento all’emergenza epidemiologica, e della sanità digitale.

Il doveroso ritorno all’esempio rigoroso
Da qui, il ritorno a Siracusa e al ruolo esercitato dallo storico Concetto che non solo evitava di rovinare il gioco in campo con interruzioni continue ma che di calcio sapeva tutto e di più, tanto da esaltarne il fascino.
E’ di questi giorni la pubblicazione da parte dell’Agenas dei più recenti esiti della valutazione delle performance delle degenze ospedaliere registrare nel Paese.


Interessante il loro contenuto che fa rilevare non solo un Paese a due velocità ma anche una sorta di incapacità gestionale, rilevata al sud rispetto al nord, del management preposto alla erogazione dei Lea ospedalieri. Un compito in classe elaborato tuttavia con (molto) difetto, attesa la grande dimenticanza della spedalità erogata dai presidi ospedalieri spoke, di diretta dipendenza gestione delle aziende sanitarie territoriali (asl, asp, eccetera). Un limite certamente dovuto ai dati improvvisati forniti dalle aziende territoriali che assumono dai loro presidi ospedalieri una mera rendicontazione analitica. Quei presidi ospedalieri che tuttavia registrano una domanda elevata, dal momento che assicurano assistenza di ricovero e cura alla gran parte della Nazione che popola la estesa periferia italiana.


Dunque, un report Agenas che registra l’estraneità delle squadre in campo, generative di enormi costi per il Ssn, che nella loro totalità ospedaliera (pubblico privata) è stata suscettibile di variazione nell’ultimo dodicennio: oscillanti da un numero di strutture di 1070/1091 nel biennio 2012/2013 agli attuali 996/999. Dai dati Agenas pubblicati, emerge però una presa in esame di solo 56 strutture che, seppure al netto delle centinaia di quelle private, fanno una differenza enorme dalle 996/999 tale da sconvolgere il significato dei dati ottenuti.

Ma vi è di più, e di molto grave
Ma per rimanere ancora nell’ambito delle modalità di correttezza e vigilanza del quadrato di gioco, che Concetto Lo Bello imparò nei dintorni dello stupendo Teatro Greco della sua Siracusa, l’esito della ricerca e calcolo dell’Agenas presenta delle gravissime lacune.


Considera infatti giuridicamente esistenti 30 AOU – delle quali in diverse, tra quelle indicate, sono sconosciute ai più – omettendo però (gravemente) le uniche due (Salerno nel 2013 e Udine nel 2006) munite di rilascio preventivo del Dpcm (senza il quale nessuna AOU può assumere giuridica esistenza).
Con questo fa dubitare del suo corretto ruolo di vigilante del Ssn e di ente pubblico non economico di interesse nazionale, dal momento che pare avulso dalla giurisprudenza consolidata, formatasi in tema di corretta esistenza giuridico-economica delle AOU, e scollegato dagli sforzi che sta facendo la ministra Bernini attraverso il gruppo di lavoro, presieduto dal prof. Miscusi, costituito con il DM 8 agosto 2025, n. 607, inteso a mettere a posto tutta la sedicente mappa delle 28 AOU su 30 operanti sine titulo.


L’Agenas – al di là dei dubbi sorti nel passato che ne consigliavano la cancellazione quante ente inutile – è tuttavia strumento utile, purché riesca – anche grazie alla nomina del nuovo commissario straordinario, Americo Cicchetti- a lavorare ben oltre i troppi soliti click cui esclusivamente ricorre, ben cosci della loro insufficienza ad indorare la pillola della verità, nella sanità molto triste.


Al riguardo, si auspica che anche ivi faccia ben funzionare il fischietto e i cartellini, gialli e rossi che siano.

Ettore Jorio

02 Dicembre 2025

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